Madonne e rosari, la disinvoltura sacrilega del potere made in Lega

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di Stefania Piazzo – Il nome di Dio non si nomina invano, al massimo si sussurra. C’è un affresco, a Montreal, nella chiesa della Madonna della difesa che ritrae Mussolini a cavallo circondato da una schiera di personaggi tra cui gerarchi fascisti in divisa. Si sa che l’arte omaggia il potere come può. Ma invocare la Madonna il giorno in cui viene approvato un decreto del governo non si era mai sentito. Avvenire, il quotidiano dei vescovi, parla anche di “accostamenti sconcertanti” riferendosi alle parole di Salvini sul compleanno della Vergine.

Il cardinale Bassetti ha ribadito che “oggi più che mai, i cattolici devono avere ‘fede retta e speranza certa’ come diceva San Francesco, senza mettersi in fila dietro i pifferai magici di turno. I falsi profeti ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Questa è la condizione e la sfida del cristiano di ogni tempo”.

In passato la fede era vissuta in silenzio. Da Andreotti a Moro, la vita spirituale era un fatto privato. Ma questa è fede o propaganda che tocca le corde della religiosità popolare?

Salvini ha destabilizzato il governo, ha ribaltato l’alleato più forte invertendo l’ordine percentuale del consenso, anticipa tutti i ministri(tranne i suoi), convoca al posto di Di Maio tavoli sul lavoro, come un predatore non dà tregua alla preda, i pentastellati inadeguati e fuori dal mondo, e con un tatticismo che non dà scampo, sfama gli appetiti della gente che non vuole stranieri tra i piedi, che non tollera la mollezza di una Unione Europea sempre silenziosa e latitante sull’immigrazione. La debolezza degli avversari è la sua forza. La miopia della stessa Chiesa, che offre il fianco al disprezzo popolare quando dà la netta percezione di preoccuparsi solo di alcuni ultimi e non di tutti, soprattutto quelli di casa nostra, fa sì che il primo Salvini che agita un simbolo sacro, intimo, di preghiera, possa essere visto come il liberatore dalla gerarchia ecclesiale e pure da quella europea, simboli sordi rispetto al malessere, al disagio, alla povertà sociale e culturale in cui è facile far annegare il consenso.

Ma più che una devota genuflessione elettorale, quella della Lega di governo, sola contro tutti, in una democrazia apparente dell’esecutivo, sembra la mossa della mantide religiosa. Si accoppia, mangia il compagno partendo dalla testa e si riproduce. In nome di Dio, d’altra parte, di guerre sante ce ne sono state tante. Si è però passati dalle crociate ad una croce sopra il nemico. Social come sacro Graal da toccare per avere la vita elettorale eterna.

E così, un pezzo alla volta, si sgretolano i fondamentali della civiltà. Cosa c’è di male a bere il moito con le cubiste che trottano il sedere sull’inno di Mameli? Anche un ministro va in vacanza e deve far vedere di essere come l’uomo della strada. Cosa c’è di male nel far fare un giro in giostra al figlio sulla moto d’acqua? Quale padre non lo farebbe? Cosa c’è di male a utilizzare Facebook al posto della Camera dei deputati? Quale incosciente non lo sfrutterebbe per alzare il consenso? Cosa c’è di male a fregarsene delle domande dei giornalisti, così falsi e tendenziosi? Quale lettore non ha da dire contro la stampa faziosa “comunista”? Vuoi mettere l’urlo della gente comune sulle tv del Cavaliere? Cosa c’è di male a ringraziare Medjugorie quando passa una legge? Alzi la mano chi non prega quando deve passare un esame…

Ma un conto è essere superstiziosi e un’altra cosa è credere. E un’altra ancora è governare.

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2 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Sono d’accordo. La vita come la politica e tante altre cose sono da prendere con serietà e responsabilità.
    Guai ad imitare chi nella storia ha monetizzato consensi usando qualsiasi mezzo…..alla fine i rischi sono maggiori delle illusioni e si pagano.
    WSM

  2. caterina says:

    L’arte di governare sta nell’usare tutti gli strumenti leciti a disposizione ovviamente, ma e’ il progetto che non e’ chiaro, forse per il caos in cui si trova il mondo contemporaneo… percio’ si ha la sensazione che chi ha il potere navighi a vista, fin che appunto riesce ad avere il potere, usando ovviamente tutti gli stratagemmi che gli riesce… ma per arrivare dove non si sa, perche’ non lo sa nessuno a quanto pare, immersi come siamo tutti stampa opinionisti scienziati politici di professione compresi in una nebulosa che va a seconda da dove soffia il vento nella speranza di indovinarlo…

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