Made in Italy? Pomodori pelati, come i risparmiatori del Crac Cirio! Tra indulto e prescrizioni e processi annullati…

Generali, i consiglieri chiedono la sfiducia di Cesare Geronzi

di ANGELO VALENTINO – Italia, patria del diritto romano. Culla della civiltà. Quello Cirio fu il primo grande scandalo industriale-finanziario del secolo. Come è andata a finire?  Nuovo processo per l’ex patron della Cirio Sergio Cragnotti: la Cassazione ha annullato con rinvio la condanna per il crac della societa’ in relazione al capo d’accusa piu’ grave (la vicenda ‘Bombril’) per il quale aveva avuto una pena di sette anni di reclusione, diventati otto anni e otto mesi per gli altri reati contestati. Per Cragnotti “e’ un risultato straordinario”, ha detto il difensore Massimo Krogh.

E per l’altro imputato? Definitiva  la condanna a 4 anni di reclusione per l’ex banchiere Cesare Geronzi, attualmente presidente della Fondazione Assicurazioni Generali, per lui 3 anni sono coperti dall’indulto. Definitive inoltre le condanne per il figlio di Cragnotti, Andrea, che aveva 2 anni e 4 mesi di reclusione coperti da indulto e confermata la prescrizione per bancarotta preferenziale per gli altri due figli di Cragnotti Elisabetta e Massimo che in appello avevano ottenuto l’assoluzione per le altre imputazioni.

Sentenza irrevocabile di condanna a 2 anni di reclusione, coperti da indulto, anche per gli ex funzionari della Banca di Roma Pietro Celestino Locati e Antonio Nottola.

Servono commenti? Ma no. Le sentenze non si commentano, si devono accettare, devono essere mandate giù come la medicina amara. Anche se gongolano alcuni legali che hanno rappresentato i consumatori.

“E’ una sentenza molto equilibrata ed e’ il giorno della rivincita morale e materiale per centinaia di migliaia di risparmiatori traditi che hanno perso tutto nel crac Cirio e che oggi ricevono giustizia dallo Stato”. Lo sottolinea l’avvocato Claudio Coratella che rappresenta centinaia di piccoli risparmiatori che sono arrivati fino in Cassazione rifiutando la strada delle transazioni. E allora, a quando la parola fine?

 

 

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