Macroregione del Nord? Non col Piemonte. Meglio lo statuto speciale

di MASSIMO IARETTI*

Egregio Direttore, le “grandi manovre” in corso per la realizzazione di una Macroregione del Nord, proposta dal presidente della Lombardia Formigoni ed accolta con entusiasmo dal presidente del Piemonte Roberto Cota lasciano il tempo che trovano. Innanzitutto la strada della fusione di più regioni in una o la creazione di una nuova Regione non è né breve, né agevole, dovendo passare attraverso una legge costituzionale, sentiti i Consigli Regionali interessati, a richiesta di tanti Consigli Comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate  e sia approvata da un referendum con il voto favorevole della maggioranza della popolazione.

Questo è quello che oggi recita l’articolo 132 della Costituzione. La proposta di “assemblare” Piemonte, Lombardia e Veneto in un’unica entità sembra oggi più uno spot elettorale tendente a resuscitare il progetto, mai decollato, di una inesistente “Padania” che non altro. Nella “Macroregione” di Cota, Formigoni e Zaia, il Piemonte si troverebbe, comunque, a giocare un ruolo secondario rispetto alle altre 2 realtà regionali, alle quali sarebbe subordinato. Che solidarietà, ad esempio, ha avuto il Piemonte delle regioni vicine nel recente taglio dei “Tribunali di Città”? Il presidente Cota, piemontese di frontiera per nascita, ma lombardo per formazione e romano per presenza televisiva, dovrebbe invece sforzarsi a sviluppare il ruolo piemontese nell’Euroregione, nell’implementare quei rapporti storici che esistono con la Valle d’Aosta e la Liguria, come già si era iniziato a fare in passato.

Sarebbe un peccato disperdere l’esperienza degli anni scorsi soltanto perché c’è stato un cambio di amministrazione a Torino. E non si dimentichi che, in particolare tra Piemonte e Liguria, esiste un legame storico che risale al MedioEvo. In questo senso il Marchesato di Monferrato, che si estendeva dall’Alto Piemonte al Mare, anticipò di secoli Macroregioni e quant’altro. Come Movimento Progetto Piemonte riteniamo comunque che la soluzione per la nostra regione debba passare in ogni caso dallo Statuto Speciale. E’ un percorso lungo e faticoso ma senz’altro più aderente alla nostra storia ed al nostro ruolo in Italia ed in Europa. Per questo prossimamente convocheremo una tavola rotonda aperta a tutte le forze autonomiste e statutariste, finalizzandone le conclusioni all’inizio di un percorso che vada in direzione di passi concreti per il popolo del Piemonte e non in spot per la riedizione di modelli già bocciati dalla storia e dall’azione di chi li ha proposti.

*Movimento Progetto Piemonte

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14 Comments

  1. Albert1 says:

    Non faccio i salti di gioia per padanie e simili, però quella del Piemonte regione a statuto speciale mi sembra né carne né pesce. Si danno due casi. Il primo: chi propone lo statuto speciale lo vede come l’inizio di una secessione silenziosa, sotto traccia, un po’ quello che doveva essere il federalismo leghista: si decentralizza, ci s’inventa europeisti dell’Europa dei popoli, si pompano le macro regioni e, un giorno o l’altro, il cordone ombelicale con roma matrigna si recide e nasce la Padania! Beh, si è visto come è andata a finire, e non solo per i deficienti made in via Bellerio: quand’anche fossero stati dei geni, con roma non esiste possibilità di trattativa! Il secondo caso: vista l’impossibilità di uscire dall’italia, si diventa regione a statuto speciale, così che anche noi si possa chiagnere&fottere un poco. In poche parole: vergognoso. In conclusione: come al solito la retta via – indipendenza totale – è ripida e stretta… però si è visto dove han portato le scorciatoie!

  2. Condivisibili le.obiezioni… inizi tu a raccogliere le firme per trasformare il Piemonte in regione a statuto speciale? Ora io sulla questione sono piuttosto ignorante – e poi son Lombardo e min piemontese ma mi pare che si debba fare una trafila quasi identica ed altrettanto complicata …
    A questo punto chiediamo di diventare tutte a statuto speciale!

    • Giacomo says:

      a statuto speciale vorrebbe dire che ciascuna regione si tiene almeno l’80% del gettito fiscale. Sarebbe l’ideale. La fregatura è “essere a statuto ordinario” il che è sinonimo di “farsi mungere da roma”.

  3. Giacomo says:

    La Padania è una vaccata. L’unica unione possibile a priori tra le regioni del nord è una alleanza tattica funzionale alla separazione dallo stato romano. Il futuro è nell’autodeterminazione dei popoli. Fare altre valutazioni di carattere storico-araldico, compreso il marchesato di Monferrato, non fa che svelare una volta di più la visione del governo calato dall’alto che affligge tanti padanisti ed ex padanisti.

    Un abisso di mentalità e di tradizione amministrativa divide Lombardia e Piemonte, con pregi e difetti da entrambi i lati. A ognuno i propri obiettivi, i propri metodi e i propri crucci. Il nostro cruccio principale ad est del Ticino è la lunga tradizione di avanzi di galera e imbecilli integrali che il popolo lombardo ha eletto a rappresentarlo; malauguratamente costoro hanno anche ucciso il sogno indipendentista di tanti Piemontesi, Lombardi e Veneti, purtroppo tutti acquiescenti. Che questo vergognoso tradimento sia d’insegnamento per tutti noi; la libertà se la guadagna un popolo, e se la assicura con gli strumenti della sovranità popolare. La libertà non ce la regalerà mai un ciarlatano sbracato assurto al ruolo di condottiero dopo una vita passata a ciondolare nei bar.

    Autodeterminazione per tutti i popoli padano-alpini e veneti. Dal basso.

    • Giacomo says:

      «Finalmente possiamo respirare. L’uomo che era il nostro peggior nemico in Lombardia, che noi temevamo di più, e di cui guardavamo ogni giorno i progressi, è stato allontanato. La sua perseveranza, il suo spirito giusto e liberale gli avevano guadagnato molti sostenitori. La Lombardia non è mai stata così prospera, così ben amministrata».
      – Camillo Benso, conte di Cavour, 1859, a proposito dell’allontanamento del granduca Massimiliano dal vicereame del Lombardo-Veneto.

    • oppio 49 says:

      concordo, l’analisi è corretta e la barzelletta della macroregione, ammesso e non concesso he sia voluta dalla gente, ci metterebbe vent’anni ad essere partorita. meglio la secessione, dopo di che si sentirà il popolo se e con chi vuole stare.

  4. Dan says:

    E’ incredibile… non esiste ancora nessuna macroregione o padania che sia e già che ci si accapiglia per ottenere dei privilegi che col tempo finiranno per creare squilibri.

  5. Miriam Trevisan says:

    PS: o invertito per errore i dati Piemonte e Lombardia, e cioè:

    Regione Piemonte:
    – Popolazione: 4.457.335 abitanti
    – Num Comuni:1.206

    Regione Lombardia:
    – Popolazione: 9.917.714 abitanti
    – Num Comuni:1.544

  6. Miriam Trevisan says:

    Esiste già una macroregione Lombardo-Piemontese tutta in stile Formigoni+Cota…..
    Basta vedere il numero dei comuni di queste due Regioni (fonte http://www.comuni-italiani.it/index.html ):

    Regione Lombardia:
    – Popolazione: 4.457.335 abitanti
    – Num Comuni:1.206

    Regione Piemonte:
    – Popolazione: 9.917.714 abitanti
    – Num Comuni:1.544

    Se facciamo il confronto con Veneto e Emilia Romagna (due regioni del Nord simili per estensione territoriale) si nota una differenza abissale nel numero dei Comuni presenti.

    Regioni Emilia Romagna
    – Popolazione: 4.432.418 abitanti
    – Num. Comuni:348

    Regioni Veneto
    – Popolazione: 4.937.854 abitanti
    – Num Comuni:581

    Praticamente Piemonte ed Emilia hanno una estensione territoriale molto simile, popolazioni pressocchè identiche, ma il Piemonte ha il quadruplo dei comuni dell’Emilia…..questo è assurdo.

    Se confrontiamo invece la Lombardia con il Veneto+Emilia messe insieme si nota che a fronte di una popolazione identica (9,9 M di abitanti contro 9,4 M) la Lombardia pur avendo una superficie di poco superiore alla metà di quella di Veneto+Emilia, ha praticamente il doppio dei Comuni di queste due regioni messe insieme….

    Questa situazione è una reltà assurda e indecente. Ogni comune oltre ad assicurare un numero elevato di posti statali quali sindaco con relative giunte, consiglieri, assessorati enti e controllate comunali varie, sedi principali e distaccamenti vari ognuna con irispettivo personale tra usceri, impiegati, addetti alle pulizie, scorte auto blu etc etc, oltre a tutto questo ogni comune gode di propri stanziamenti annuali con i quali vengono mantenute anche una serie di ditte esterne legate alla manutenzione e allo sviluppo del territorio e delle infrastrutture, ognuna delle quali costituisce una enorme fonte di lavoro.

    Vorrei sapere cosa hanno di più Piemonte e Lombardia, rispetto ad altre Regioni Italiane molto simili per estenzione territoriale e per popolazione e altrettanto virtuose se non di più.
    Ed è così da decenni!!!

    Io la mia idea me la sono fatta:
    Piemonte patria di cadreghe Legiste e Lombardia patria di cadreghe del pdl.
    Buona giornata.

    • Giacomo says:

      La Lombardia scuce 48 miliardi l’anno all’italia (avanzo di bilancio), dunque non grava certo sulle altre regioni. Il punto vero è che la popolazione di ogni regione dovrebbe poter decidere quanta classe dirigente darsi, in modo che questa costi meno di quanto rende, e non il triplo o il quadruplo. Invece è la classe dirigente che si spartisce la popolazione, tanto la popolazione non ha il diritto di opporsi, ma solo quello di pagare e tacere. Questo intendo con le parole magiche sovranità+popolare. Se ce l’avessimo tutti saremmo buoni vicini e non faremmo polemiche.

    • oppio 49 says:

      non capisco dove sia il problema.

      • Miriam Trevisan says:

        il problema è che piemonte e lombardia predican bene ma in realtà si ciullan tutto il resto compresi noi VENETI che gli abbiam sempre dato manforte in ogni situazione da molti anni, donandogli cadreghe di casa nostra e sostegno elettorale…..

        • INQUISITORE54 says:

          Tranquilla cara Miriam…..non perdere la speranza, perchè PRESTO I GOVERNANTI AL SEGUITO DEL CELESTE FORMINCHIONI E I VERDI IGNOBILI DELLA LEGA LADRA E MAFIOSA VERRANNO CIULLATI TUTTI!!!
          Ormai politicamente parlando si son scavati la fossa da soli, bisogna solo stare a guardare, attendere gli eventi, ed agire al momento propizio!!.

          VIVA LA SACRA INQUISIZIONE VENETA

          firmato
          Inquisitore54

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