Macroregione fra chiari e scuri. E spunta un referendum

di G.L.M.

Dal palco di Pontida la Macroregione è stata la parola d’ordine di cui tutti o quasi si sono riempiti la bocca, ma alla fine si è capito qualcosa di ciò che sarà la sostanza del nuovo ed ennesimo progetto politico della Lega Nord? Qualcosa è venuto fuori dall’intervento di Roberto Maroni, anche se la sensazione è che la strategia del Carroccio sia ancora un po’ attendista, o meglio fissi delle scadenze che sono destinate a non essere ancoradefinitive.

“La Macroregione non è una cosa in più con costi in più, ma è mettere insieme le forze delle tre Regioni governate dalla Lega per realizzare progetti concreti” ha detto il segretario federale, che su questa parola si gioca il suo futuro politico.

Progetti concreti, dunque. Ecco allora che il piemontese Roberto Cota si dovrà occupare di infrastrutture, cioè quali opere fare e con quali risorse., preoccupandosi di non consumare altro territorio padano. Il veneto Luca Zaia, invece, avrà il compito di sviluppare un nuovo sistema di sanità, di politiche sociali, di assistenza agli anziani, di sostegno ai disoccupati: in pratica dovrà studiare un nuovo welfare padano. Infine allo stesso Maroni e alla Lombardia (presumobilmente all’assessore Massimo Garavaglia) toccherà occuparsi del sistema fiscale e del modo per ridurre le imposte. “Noi ci sostituiremo al governo di Roma – ha chiosato il numero uno del Carroccio – e se serve faremo la guerra a Roma e al governo. E servirà. La Macroregione sarà la prima regione della nuova Europa dei popoli. Ora o mai più. A questo punto dipende solo da noi. E il numero magico per ingaggiare la nostra battaglia è almeno il 75% delle tasse trattenute sul territorio”.

Ma quando comincerà il braccio di ferro con Roma? Per ora Maroni, Zaia e Cota (attorniati sul palco da tutti, o quasi, i loro assessori e consiglieri regionali) hanno firmato una mozione che li impegna fino al 31 dicembre prossimo a trattare con il governo per ottenere il 75%. E se Roma oppporrà uno prevedibile niet? “Allora le nostre Regioni – si è risposto Maroni – dovranno autonomamente superare i vincoli imposti dal governo centrale”, cioè si dovrebbe andare verso la rottura istituzionale. Per ora, dunque, siamo al penultimatum: da qui alla fine dell’anno c’è spazio per dare corso al confronto col governo romano, poi si vedrà. Detto sinceramente, tale scelta non convince del tutto e sembra rimandare sempre a un dopo che verrà, quando invece la fase attuale è caratterizzata da un esecutivo nazionale debolissimo che sarebbe stato più facile mettere sotto scacco.

La mozione, si diceva. Il testo di questo documento che rappresenta una sorta di impegno solenne assunto da Maroni, Zaia e Cota di fronte al popolo leghista, è stato illustrato da Roberto Calderoli, il quale ha sottolineato che la Macroregione è perseguibile a costituzione vigente, grazie all’articolo 117 della stessa. Ma un passaggio della mozione è sembrato passare un po’ in secndo piano, quando cioè il segretario organizzativo, leggendo il testo, ha parlato di un referendum che i governatori (i tre leghisti e il friulano pidiellino Tondo se vincerà le elezioni imminenti) dovrebbero indire fra i propri cittadini per chiedere loro se vogliono o meno la Macroregione. In realtà sembra essere un escamotage per aggirare l’ostacolo del referendum consultivo per l’indipendenza, prospettiva che in Veneto è all’ordine del giorno più che altrove a seguito del voto in Consiglio regionale della famosa Risoluzione 44. In campagna elettorale era stato lo stesso Maroni a chiedere ufficialmente a Zaia di attendere che fosse conquistata anche la Lombardia, affinché poi si potesse procedere insieme. Ora che il fronte del Nord si è formato, il segretario non poteva dimenticare quell’impegno, ma siccome un referendum sull’indipendenza in Lombardia, Veneto e Piemonte avrebbe effetti politici dirompenti, e probabilmente metterebbe in crisi l’alleanza con il Pdl, ecco che si vira sul referendum per la Macroregione, operazione di minore impatto.

In definitiva la sensazione è che la strategia macroregionale sia più apparenza, mentre la sostanza sia fatta più di tattica che di scelte decisive. Tuttavia i tempi stringono e se i risultati non saranno tangibili, i padani potrebbero non concedere un secondo tempo.

 

 

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41 Comments

  1. Nicola says:

    Peccato, peccato veramente che non si sia presa una soluzione definitiva, “la secessione”. Peccato, un’ occasione mancata (per noi) ci saremmo finalmente liberati per sempre di questa palla al piede, di questo leviatano che in 152 anni s’è ingozzato di strade, autostrade, ferrovie, mezzi di comunicazione, riducendo il sud a mera colonia consumatrice dei suoi prodotti. Sarebbe stata la volta buona per ritornare ad essere noi stessi, a non essere più meridionali di nessuno, a non essere più capro espiatorio per tutte le stagioni e dei peccati altrui, e non saremmo più stati sulla bocca di certi degni padani (vero unione cisalpina?).
    Sveglia padaniiiiiii. Vi hanno fatto credere di essere er meglio di tutti. Tv e giornali (tutti al nord) e imbonitori di piazza, hanno sempre esaltato il vostro meglio ed esaltato il nostro peggio. La situazione è cambiata. Ora che, grazie all’informazione pluralistica del web, finalmente si alza il sipario e viene a galla che di malfattori vi sono sempre stati anche fra di voi padani (oltre meridionali e extracomunitari, ci mancherebbe altro) siete allo sbando, confusi, non avete gli anticorpi che i nostri organismi hanno prodotto in 152 anni. Volenti o nolenti la vostra identità è già dissolta, non è questione di aggravamento (unione cisalpina). Vorreste annettervi ma non vi vogliono; la secessione (che peccato), credo che siano proprio i vostri industriali e imprenditori a non volerla, noi siamo sempre stati il loro mercato.
    Che dirvi ancora, smettetela di addossare le colpe agli altri, tirate fuori le p…e, assumetevi le vostre responsabilità, riconoscete i vostri errori. Al di là delle apparenze, oltralpe siamo tutti italiani.

    • … Al di là delle apparenze, oltralpe siamo tutti italiani.

      ti sbagli assai … rassegnati ! 😀

      • Nicola says:

        Forse credi di aver a che fare col solito italiano che dimentica? Ti sbagli di grosso. La cronaca degli ultimi tempi parla chiaro, anche su ciò che oltralpe pensano di voi. Arrampicarsi agli specchi è uno sport per perditempo, mi dispiace per te. Hai letto tutto ciò che precede l’unica frase a cui ti sei potuto appigliare? Mi sa di no. Vi ostinate a credere ancora alla befana e a chi ve lo fa credere. E a seguire il pifferaio magico che vi conduce nel baratro. Ma lo fate o ci siete?

        • ho letto tutto nicola… solo ke la risposta all’ultima frase riassumeva alla perfezione kuella dovuta x l’intero testo … sai kuante volte ho kontestato alle stesse lagne ke kontinuamente riproponi !?

      • Nicola says:

        Certo che mi rassegno. Mi rassegno all’idea che il mio pensiero è libero e INDIPENDENTE mentre il vostro è condizionato.
        E vediamo se questo è pubblicato considerato che il precedente è stato censurato. Evviva l’indipendenza.

    • gio says:

      Le proteste a Bobo sono nate in ambito giovanile-universitario,a questo punto l’unico auspicio è che gli autori dello striscione antitosi e dei volantini antipinocchio varesino rompano gli indugi e fondino un partito che sarà da 0,1% dei voti ma almeno sarà composto da giovani (nel senso di giovani, non di quarantenni obesi con la barba lunga che fanno i gggiovani tipo il Salvino, ormai ridotto a versione bambocciona di Porchezio)

    • Miki says:

      Se le alpi finissero a Latina ti darei ragione! Comunque i “nostri” industriali e imprenditori vogliono provare il brivido delle ruspe incendiate, e delle assunzioni forzose, (penso ai cantieri BreBeMi) grazie ai VOSTRI conterronei.. Non possiamo farci proprio nulla se vogliono mantenere lo status quo.

  2. Ga la fo' più!!! says:

    Riappropriamoci di Pontida.
    Fuori la Lega dal Prato, dentro solo tutte le associazione padaniste!!!

    • Miki says:

      AH AH AH! Quei quater pirlun dell’unione patacca-ex ciofani Padani che ieri han rischiato di buscarle? Meglio farci un’immenso centro commerciale piuttosto!!!
      Padania Libera
      SECESSIONE!

    • gio says:

      Le associazioni padaniste che hanno sostenuto il nuovo corso maroniano? Allora Lasciamoci dentro direttamente la Lega.

  3. luigi bandiera says:

    Ho ascoltato alcune PULSAZIONI nei disk di alcuni presunti leaders lì a Pontida. Terra impantanata.

    ERA UNA bella e buona fotokopia di altre volte… di altri raduni. E poi, il dolce alla fine, andranno a VENEZIA..!

    Da TURISTI sicuramente..!!

    (Zucchero)
    ..niente di nuovo…
    tranne l’affitto per me…

    …mama, salvami l’anima…
    oh oh oh oh ohooo….

    (io)
    moriro’ di sicuro italiano, kax, ne padano ne veneto, politicamente, cioe’ amministrativamente, parlando.

    LE PULSAZIONI NON ERANO CERTAMENTE DI QUELLE DA LEADERS..!!

    Salvini era fuocherello ello ello…

    Ma gli altri… acqua piena kax.

    Saro’ troppo esigente..??

    PREGHIAMO…

  4. Progetti concreti, dunque.
    Ecco allora che il piemontese Roberto Cota
    si dovrà occupare di infrastrutture, cioè quali opere fare e con quali risorse., preoccupandosi di non consumare altro territorio padano.

    E ki si okkuperà di riappropriarci dei posti pubblici a kasa nostra (skuole, dirigenti della protezione civile e dei vari enti amministrativi distribuiti sul nostro Territorio) destinati ai nostri giovani, nostri figli, nostra Gente e non vederceli scippare da italiani foresti ed estranei ? … sapete kome e kosa si deve fare x realizzare ed ottemperare a kuesto nostro diritto usurpato !? se no, kiedetemelo ke ve lo spiego x filo e x segno

    Il veneto Luca Zaia, invece, avrà il compito di sviluppare un nuovo sistema di sanità, di politiche sociali, di assistenza agli anziani, di sostegno ai disoccupati: in pratica dovrà studiare un nuovo welfare padano.
    Ki si okkuperà della riappropriazione dei mezzi d’informazione in mano ai nostri kolonizzatori pelasgici, ke ci stanno letteralmente annullando nei nostri kostumi e sentimento identitario, attraverso giornalisti, attori, lavoranti, doppiatori, registi ed operatori in genere di radio e Tv, privata e pubblika, e della karta stampata, decisamente ostili alle nostre parlate, mentalità, esigenze di komunikazione, storia, kostumi e modi d’intendere la vita ed i fatti kuotidiani della stessa …

    Infine allo stesso Maroni e alla Lombardia (presumobilmente all’assessore Massimo Garavaglia) toccherà occuparsi del sistema fiscale e del modo per ridurre le imposte.
    E ki si okkuperà del riordino della Magggistratura tutta (inkuirente, giudikante e legiferante… tra l’altro, ora, kon karattere d’impunibilità ed onnipotenza indecente ed assurdo, ke ne fa uno strumento di potere inkostituzionale e rikattatorio nei konfronti del Parlamento stesso, in mano a mafie e lobby), preture, kuesture, prefetture (da eliminare totalmente… sono sufficenti i Presidenti –governatori- di Regione) e semplici segretari komunali, GdiF, Garabbbineri, Forze di Polizzzia, Esercito, etc. in modo ke kueste figure direttive d’alto komando ed “autoritarie”, non siano akkaparrate dai soliti levantin merdionali, provenienti proprio dalle regioni italiane a noi antitetike e di maggior radikamento mafioso_kamorristiko (ke vogliamo estromettere dalla nostra società), avulsi, ostili, kuando non nocivi, ai buoni rapporti tra noi cittadini cisalpini e nostre istituzioni pubblike, ora roman_borbonike, gestite dai nostri oppressori e kolonizzatori italici !?

    “Noi ci sostituiremo al governo di Roma – ha chiosato il numero uno del Carroccio – e se serve faremo la guerra a Roma e al governo. E servirà. La Macroregione sarà la prima regione della nuova Europa dei popoli. Ora o mai più. A questo punto dipende solo da noi. E il numero magico per ingaggiare la nostra battaglia è almeno il 75% delle tasse trattenute sul territorio”.
    Ma non sarebbe meglio inkassare le gabelle romane, trattenerle in loko e poi trattare l’eventuale pizzo ‘imposto’ da roma !?

    Ma quando comincerà il braccio di ferro con Roma?
    Per ora Maroni, Zaia e Cota
    hanno firmato una mozione che li impegna fino al 31 dicembre prossimo a trattare con il governo per ottenere il 75%.

    Da kuì al 31 Dic., kon l’alleato pelasgiko_mafioso kon kui ti sei alleato, può anke essere ke non esistiate +, facendo la solita figura di merda dell’utile idiota, kome avete fatto in kuesti decenni, tradendo i nostri ideali e skopi x i kuali vi avevamo votato …

    E se Roma oppporrà uno prevedibile niet? “Allora le nostre Regioni – si è risposto Maroni – dovranno autonomamente superare i vincoli imposti dal governo centrale”, cioè si dovrebbe andare verso la rottura istituzionale. Per ora, dunque, siamo al penultimatum: da qui alla fine dell’anno c’è spazio per dare corso al confronto col governo romano, poi si vedrà.
    Dice bene GLM:”Detto sinceramente, tale scelta non convince del tutto e sembra rimandare sempre a un dopo che verrà, quando invece la fase attuale è caratterizzata da un esecutivo nazionale debolissimo che sarebbe stato più facile mettere sotto scacco.

    • Dice bene GLM:”Detto sinceramente, tale scelta non convince del tutto e sembra rimandare sempre a un dopo che verrà, quando invece la fase attuale è caratterizzata da un esecutivo nazionale debolissimo che sarebbe stato più facile mettere sotto scacco.

      … x di + kon i Grillini di mezzo !

    • Miki says:

      Il Veneto Luca Zaia dovrebbe preoccuparsi di studiare da segretario federale piuttosto…
      L’unico che ieri ha ricevuto applausi e solo applausi.
      Su tutti gli altri il popolo si è diviso,su di lui no. Qualcosa vorrà pur dire no?

  5. milo antonelli says:

    Sarà ancora una volta, come da vent’anni, aria fritta. In ogni caso, se dovesse essere realizzato questo progetto, non avrebbe alcun senso in un contesto unitario come quello dello Stato italiano.
    Quindi, ancora una volta la Lega getta acqua sul fuoco delle vere e dirompenti proposte che vengono dalle terre padane e dai loro stufi cittadini: come quella del referendum per l’indipendenza.
    Vergogna.

    • Dan says:

      Vedono semplicemente l’aria che il gregge lì sotto chiede loro di respirare.

      • Miki says:

        Peeeeeeee resempio che Bobolo e soprattutto Tosi hanno stufato anche i sassi..
        Tosi l’ha capita ma Maroni? E’ ancora sicuro che la Ln 2.0 sia ancora quello che vuole la base?

        • Dan says:

          La base (come del resto quelle degli altri partiti) si beve di tutto. Pontida doveva restare vuota a questo giro, punto.
          La verità è che la gente in generale non ha il coraggio di prendere in mano il proprio destino, continua a delegare altri: così facendo le cose non potranno fare altro che peggiorare.
          Ancora un po’, poi si torna a fare il passo dell’oca e pure lì, tutti coloro che adesso si sbracciano a parlare di democrazia senza sapere cos’è realmente e quali responsabilità comporta, saranno i primi ad urlare fieri “sieg hail”.

          • Miki says:

            Per quello rivolgersi ai five stars,che mi sembrano messi bene..
            Vuota? E perchè? Per dare adito ai soliti troll di questo sito (nonchè al giornalismo Raiset) di scrivere BALLE?
            Anzi:volente o meno qualcuno,penso a skytg, è riuscito persino a dare una visione globale del raduno; senza enfatizzare inutilmente gli scontri (alla fine 0 feriti e 0 contusi) ma senza nemmeno nascondere la testa sotto la sabbia in stile “va tutto bene,nn è successo niente-stay behind”..

    • gio says:

      Mai stato bossiano ma se una cosa è stata chiara da quello che si è visto ieri è che la base è in maggioranza bossiana, in buona parte integralista-bossiana e che il fenomeno Bobo si è eclissato con lo scheck dei diamanti, roba che nemmeno cetto laqualunque..
      Da notarsi le facce imbarazzate dei colonnelli maroniti e quelle soddisfatte dei bossiani sparsi fra la folla, Castelli in primis.

  6. Paolo says:

    quanta gente c’era?

  7. Ferruccio says:

    Il Giorgetti era presente ????
    Oppure era ad elaborare progetti per la macroregione con i saggi !!!

  8. luigi bandiera says:

    COME PREVISTO: TANTO CALPESTAMENTO (SEGNARE IL PASSO) SULLA PAGLIA E SUL PANTANO… diciamo anche FANGO.

    MA MATTONI, DA DARE AL FARAONE, CON TUTTO QUEL CALPESTIO: NIET.

    Il FARAONE sarebbe il POPOLO SOVRANO (detto cosi’ tanto per prenderlo per il KULO).

    GREGGE PADANO..!!

    DI CIELO…
    DI TERRA…
    E DI MARE… e delle LAGUNE…

    SE NON VI MUOVETE VOI NON SUCCEDERA’ NULLA..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Salam

  9. Bortolo Manin says:

    Clan Marone & affiliati tajani, stè nei vostri confini. Asè star ea Venethia che no la xe roba vostra.

  10. Diego Tagliabue says:

    Ma se fuori da Fallidagghia nessuno caga la “macroscoreggia”!

    Nessuno da credito a svalutatori professi, schiavi di Nanobunga!

    • Giancarlo says:

      Se è per quello nemmeno in Fallidagghia, come la chiami tu. Appena il Banana lancerà l’osso, Bobolo Maroni correrà a raccoglierlo con guaiti di soddisfazione e Crozza avrà nuovi spunti per le sue imitazioni. Semplicemente grottesca la “ripartizione” dei compiti tra lui, Cota e Zaia, nello stile somiglia ai piani quinquennali dell’Unione Sovietica. Facci caso, i pennivendoli e i mezzibusti televisivi italioti stanno dando il solito misero spettacolo di sé inseguendo trafelati Grillo e i grillini, riempiendo paginate intere sulle correnti e divisioni interne del PD e sulla querelle Bersani-Renzi nonché tributando al Banana le pagine di rito. Nessuno caga nemmeno di striscio la Lega e la Magroregggione.

  11. Dan says:

    “Dal palco di Pontida la Macroregione è stata la parola d’ordine di cui tutti o quasi si sono riempiti la bocca, ma alla fine si è capito qualcosa di ciò che sarà la sostanza del nuovo ed ennesimo progetto politico della Lega Nord? ”

    I leghisti di pontida non hanno bisogno di capire. Per loro “capire” è un optional: gli basta solo avere una nuova parolona con la quale riempirsi le ganasce per qualche tempo, in attesa di una nuova transumanza verso qualche altra promessa da marinaio.

    “Ecco allora che il piemontese Roberto Cota si dovrà occupare di infrastrutture, cioè quali opere fare e con quali risorse”

    Sta battendo tutti i record di doppi e tripli incarichi sto qua…

    “Ma quando comincerà il braccio di ferro con Roma?”

    Lo stesso giorno in cui si farà la secessione: giorno del forse, mese del mah, anno del crediamoci

    “dovranno autonomamente superare i vincoli imposti dal governo centrale”, cioè si dovrebbe andare verso la rottura istituzionale”

    ja ja ja…

    “è stato illustrato da Roberto Calderoli, il quale ha sottolineato che la Macroregione è perseguibile a costituzione vigente, grazie all’articolo 117 ”

    Quindi se non c’era l’articolo niet macroregione ? Lottiamo per la libertà ma solo se gli altri sono d’accordo a concedercela ?

    Ma baff…

  12. liuk ex giov pad says:

    Unione cisalpina preoccupiamoci piuttosto dell’ignominia settentrionale e dei mardani maroniti o bossiti che siano.
    Dopo la secessione, la devolution e il federalismo adesso c’è la macroregione..e alla fine salterà fuori la marmotta che fa la cioccolata.
    Unica nota simpatica della giornata il volantino degli universitari sul Pinocchietto varesino.

    • Miki says:

      Devo annoverare anche Lei tra i MARDANI? Visto che si firma ex-Mgp.
      Non si preoccupi: tanto non le avevo creduto fin dall’inizio.

  13. l’ignominia merdionale kontinuarà ad imperversare nelle nostre istituzioni aggravando viep+ la dissoluzione identitaria cisalpina, sino a skomparire, saldandosi kol kostume italiko … manka lo spirito identitario padanista … solo pusillanimità d’ordine kontingente e venale …

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