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Macroregione del nord.L’unica soluzione al neocentralismo italiano

di Giulio Gusmini – In questa crisi si è visto tutto e il contrario di tutto. Se da un lato bisogna ammettere l’exploit di ordinanze sregolate e regioni che andavano in ordine sparso, dall’altro è innegabile un’azione dello stato incocludente, incapace e spesso contradditoria. Da brividi erano erano i decreti nei quali intere categorie lavorative, spesso quelle che maggiormente contribuiscono all’erario dello stato, siano state completamente dimenticate ( esempio gli iscritti alle casse previdenziali obbligatorie private), salvo poi in fretta e furia correre a correggere al goffo errore. Comiche le prese di posizione del nostro paese di fronte ai leader europei, un paese talmente poco abituato a battere i pugni sul tavolo e ad imporsi, da non risultare credibile nemmeno a sé stesso , figuriamoci agli sguardi di olandesi e tedeschi.

In tale cornice leggo con sgomento e orrore che in questi giorni esponenti della maggioranza vorrebbero rievocare allo stato l’unica materia di pertinenza regionale, ovvero la sanità. Quindi non più una sanità diversificata, ma un modello Calabria esteso a tutta Italia.

In barba alla volontà popolare ( i referendum per le autonomia sono ormai dimenticati), in barba al dettato costituzionale stesso, e per mezzo di un patriottismo da balcone, lo stato tenterà di accentrare tutto per non perdere il controllo di un paese ormai fallito.

E’ innegabile che le regioni abbiano fatto dei pasticci nella gestione della crisi, ma è altrettanto innegabile che lo stato abbia fatto dei veri e propri disastri ( ritardo nella presa di misure precauzionali, mascherine inadeguate sono solo alcuni esempi).

Sono cosi sicuri che una sanità centralizzata avrebbe risposto in maniera più efficace alla crisi?

Non riesco a non pensare che questi rigurgiti centralisti a cui stiamo assistendo da destra a sinistra siano un chiaro sintomo di quello che sarà nel futuro prossimo. Un assetto politico-sociale totalmente stravolto. Un Europa al limite della disgregazione , ma soprattutto un paese Italia che sarà al collasso.

Cerchiamo di immaginare quando la crisi sanitaria sarà terminata. L’Italia che si è sempre retta prosciugando ricchezze al Nord per redistribuirle sotto forma di politiche assistenziali al resto del paese si troverà con un Nord provato e flagellato dalle morti causate dal COVID. Un Nord che probabilmente non sarà più in grado di mantenere tutto il resto del paese. Come si potrà continuare con il poltronificio italico, le migliaia di forestali e i debiti siciliani? Ecco il motivo delle pulsioni accentratrici.

Di fronte a ciò il Nord dovrà difendersi, democraticamente e seguendo sempre il dettato costituzionale. E lo strumento di difesa potrà essere la macroregione del nord. Infatti se le regioni si presenteranno a trattare con il governo centrale singolarmente non avranno la forza contrattuale per poter tutelare i propri interessi. Quindi, avendo le regioni del nord obiettivi comuni , e le richieste sull’autonomia differenziata lo dimostrano, l’unico modo è presentarsi insieme. E come?

Un modo ci sarebbe, senza creare nulla di nuovo, niente nuove burocrazie. Si scelga fra i governatori delle 5 regioni a statuto ordinario del nord ( Piemonte, Liguria, Lombardia, veneto ed Emilia-Romagna) un rappresentante della macroregione per una durata di tot anni. Sarà lui che dovrà confrontarsi con i governi centrali per difendere gli interessi della macroregione e per tutelarlo dalla furia accentratrice di Roma.

Purtroppo il futuro che si presenta davanti a noi è quanto mai incerto. La macroregione del nord è l’unico strumento e non può più aspettare.

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10 Comments

  1. A forza di parlare il malato è morto !!!
    Salvini cosa fa? Sta dormendo ? Roma gli deve aver dato alla testa anche a lui.
    Moltissime persone la pensano come noi e voi eppure non si vuole attuare le soluzioni che sicuramente risolverebbero tanti inghippi, lacci e lacciuoli fatti apposta per comandare.
    160.000 norme sono una pazzia giuridica e burocratica.
    Il male vien per nuocere ed i politici sono il loro carburante.
    WSM

  2. Non solo Veneto e Lombardia, vogliamo tutta la Padania… compresa l’ Emilia e la Romagna!!! Ci siamo rotti le balle di mantenere centro e meridione!! In questa emergenza il ministro del Sud ha detto che dobbiamo aiutare i lavoratori del Sud che lavorano in nero… e gli artigiani dell’ Emilia Romagna e di tutto il Nord che pagano centinaia di migliaia di tasse??????? Di quelli non si interessa nessuno!! PADANIA LIBERA!

    • La Padania non esiste. E’ una fantasia della lega.
      Noi del Veneto andiamo da soli, al massimo con il Friuli, per ripristinare la Venetia storica.
      W SAN MARCO

  3. Ne schiavi di roma, ne servi di milano.
    Il Veneto deve essere indipendente, e ricostruire la Venetia storica assieme al Friuli. Non deve diventare schiavo assoggettato della lombardia, non serve cambiare padrone, ma diventare indipendente.
    Ma con i lumbarddd. Fatevi la vostra macroregione del nord con i savoiardi.
    W SAN MARCO.

  4. Ancora si insiste con la sottostima dei Veneti, minuscoli di fronte ai Longobardi? Ma la storia dei popoli proprio non conta niente? Se venduta la Serenissima da Napoleonelll all’Austria nacque il Lombardoveneto, non e’ detto che si debbano buttar via millenni di storia che videro nascere e svilupparsi e articolarsi due realta’ distinte e quasi in competizione per progredire e semmai competere a livello locale… Percio’ impariamo a rispettarci reciprocamente …che arebbe ora! E’ vero che hanno abolito la storia dai programmi scolastici, ma non diamo attuazione a questa scemenza, perche’ proprio non gioverebbe a nessuno… e falseremmo in partenza un percorso nuovo che invece tutti ci aspettiamo!

    • Questo sito internet è di chiara matrice lumbardd. Loro credono di essere sempre i migliori. Si è visto che bella batosta hanno preso con il coronavirus, con il loro privatizzare la sanità per far soldi.

  5. Strano come la parola Veneto sia stata scritta minuscola rispetto alle altre. Un errore spero.
    La macroregione è sicuramente una soluzione intelligente, ma purchè ci si presenti su base federale, cioè uniti contro roma ma divisi amministrativamente. Inutile creare due o tre rome regionali ed avere ancora una roma centrale incapace di riformare lo stato ormai decotto.
    Anche la macroregione può essere su basi differenziate. Anche adesso le regioni del nord potrebbero presentarsi unite e compatte nel trattare con roma. Perché non lo fanno ?!?!
    La verità è che l’italia risulta irriformabile. E’ fallita ormai tecnicametne e rimane in vita per quantoP Adesso con la crisi che verrà dal corona virus e un’Europa incapace di mettere in campo un vero e proprio piano alla Marshall, cioè con la BCE che stampa 1.500/2.000 MILIARDI creando una CASSA INTEGRAZIONE PER GLI STATI EUROPEI A FONDO PERDUTO, e quindi non creando altro debito che serve solo alle banche e alle finanziarie per stritolare gli stati e loro cittadini.
    Come si vede anche al giorno d’oggi, come dice il Papa, ci sono dei Giuda pronti ad approfittare dei deboli, poveri edi chi ha bisogno di vero aiuto per poter ricominciare senza debiti assurdi alle spalle.
    Capisco che per i fulminati dell’U.E. quello di cui sopra è un concetto per loro astratto ed inattuabile. Ma alla fine sono loro a non volerlo attuare. Chi impedisce di poterlo fare ???
    E’ possibile, Si può fare. Gli stati potranno pagare i costi della stampa e basta.
    Ma, le cose intelligenti danno fastidio a chi lavora solo per i propri interessi o no ?
    WSM

  6. siccome un coordinamento delle 5 regioni è oggi impossibile come mai le due regioni più affini e con la stessa dirigenza politica non cominciano ad accordarsi e a dare l’esempio? Parlo ovviamente di Lombardia e Veneto.

    Saluti Bianchini

  7. Personalmente ritengo che se in Longobardia avessimo politici con palle e contropalle questa sarebbe l’occasione d’oro per avere finalmente l’indipendenza che è e resta sempre la soluzione auspicabile, il piano A. Occorre anche un piano B e più che la macroregione, visto che in questi giorni qualcuno parla di modifica della Costituzione, è la trasformazione della cosiddetta Italia in Confederazione. Allo Stato centrale resterebbero esclusivamente le funzioni propri di uno Stato, difesa, esteri e battere moneta, ai Cantoni, alle Regioni, tutte le altre competenze, incluse quindi tassazione, previdenza, scuole, sanità. A quel punto verrebbe da se che per risparmiare le regioni contigue metterebbero in comune la gestione di queste competenze, la Macroregione per l’appunto, ma almeno saremo liberi di avere le nostre tasse, le nostre leggi, le regole per l’immigrazione, ecc.

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