Macroregione Alpina: a novembre diventerà operativa a Milano

di REDAZIONE

«A novembre qui a Milano, con la presenza dei rappresentanti di tutti i Paesi coinvolti, verrà firmato il documento che istituirà la nascita della macroregione alpina». Lo ha spiegato il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, a una tavola rotonda organizzata a Milano dal Club Ambrosetti.

Di fatto, la macroregione alpina che è già nata lo scorso 20 ottobre a Grenoble, a Milano diventerà operativa. Maroni si dice convinto che questa «istituzione voluta dall’Unione Europea, composta da 46 Regioni, di cui otto italiane, di sette Paesi diversi per un totale di 70 milioni di abitanti» si distinguerà per poter «negoziare direttamente con Bruxelles sui fondi europei, sulla Pac o su altre questioni fondamentali». Durante l’incontro a porte chiuse, il presidente della Lombardia, come riferito da una nota, ha anche ribadito il progetto di realizzare una zona economica speciale «per le aree di confine» con la Svizzera, spiegando che «se l’esperimento funzionerà» l’obiettivo è di «estenderlo a tutta la Lombardia».

CECCHETTI: LA REGIONE INDICA UNA SEDUTA PER PARLARNE

La Macroregione alpina si sta facendo concreta. A questo punto, visto ormai che il conto alla rovescia è cominciato, sarebbe utile e importante che anche il Consiglio regionale possa discutere a approfondire questo rivoluzionario atto istituzionale, che avrà importanti ripercussioni anche a livello europeo, con una seduta d’Aula tematica come si è fatto in passato su altre questioni”.

Così il Vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) dopo l’annunciata convocazione per il prossimo novembre a Milano della conferenza ufficiale per la firma del Documento che istituirà la Macroregione Alpina.

“Mettere insieme 46 regioni europee, 8 delle quali italiane, con una popolazione complessiva di circa 70 milioni di abitanti – ha sottolineato Cecchetti – vuol dire costruire le basi di un nuovo assetto europeo, più attento e vicino ai territori e alle loro reali necessità. Ecco perché è importante che anche il Consiglio regionale possa discutere ed essere partecipe del rivoluzionario progetto che si sta realizzando. Tra l’altro – conclude Cecchetti – sulla riforma delle autonomie, l’Assemblea regionale lombarda è pronta a valutare e approfondire con le altre realtà del mondo delle autonomie i processi in atto. Includere anche la questione della Macroregione alpina sarebbe a questo punto importante e doveroso”.

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8 Comments

  1. livio zangelmi says:

    La Macroregione alpina si farà e funzionerà, nonostante ii preconcetti. Penso che l’Europa delle regioni sostituirà gradualmente l’Europa degli Stati.

  2. Dan says:

    Ok, macroregione alpina. Dunque, quantifichiamo: a questo giro quante poltrone nuove si fanno ?
    Qualche benpensante potrebbe augurarsi che una struttura di questo tipo dovrebbe rendere obsoleto il vecchio impianto regionale italiano e quindi si potrebbero far fuori un po’ di poltrone, razionalizzarle meglio, ridurre le spese ma poi sarebbe una tragedia perchè nessun contadino vuole certe braccia nei propri campi. Sarebbe come affidarsi ad attila e poi, risparmiare, ma che brutta parola…

  3. Giorgio da Casteo says:

    Micro-Macro regionalismo, Euroregio transalpina,Macro regione alpina, Alpe-Adria…tante riunioni con proclami dentro un contenitore(il parlamento europeo) inefficace, burocratico,sprecone e stantio. Dove in pochi (i soliti) decidono. Ma all’Europa dei Popoli chi ci pensa ? (GdC)

  4. indipendentista says:

    Ennesima struttura inutile e costosa ad usum militontorum.
    Bobo, Cek, parlando di cose concrete spiegateci che fine ha fatto il rpogetto di macroregione del nord che doveva spaccare il cu*o a roma? E il 75% delle tasse in Lombardia. Slogan del passato, ora siamo alle 6 mosse per mettere in scacco l’euro.

  5. Cesira says:

    Macroregione=Macrofallimento

  6. NicolaBS says:

    Ma il 75% delle tasse? Lo sanno che devono modificare la costituzione vero? hahaha

  7. sandrone says:

    Ridicola iniziativa!

    Si lascia fuori l’Emilia Romagna, cuore della pianura padana, per tirar dentro una regione assistita e sottosviluppata come la Liguria!

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