Macron ha ragione, è l’Italia che fa la furbastra

 

epa05946110 (FILE) A file picture dated 17 April 2017 shows French presidential election candidate from the centrist 'En Marche!' (Onward!) political party, Emmanuel Macron (C) gesturing toward the audience after making his speech, during his political campaign rally at the AccorHotels Arena, in Paris, France. Emmanuel Macron's campaign announced on 05 May 2017 it has been the victim of hacking after nine gigabyte of emails purporting to belong to the campaign were posted online. EPA/YOAN VALAT

di SERGIO BIANCHINI – Il titolo de il Giornale dell’altro giorno mi ha lasciato sbalordito, “Macron fa il furbo e ci molla gli immigrati”.

Segue un editoriale del direttore Sallusti che, quasi schizofrenicamente, da un lato chiede al nostro governo di fare come Macron e dall’altro denigra la chiusura di Francia e Spagna nei confronti dei ”disperati”.

Mi aspettavo una lode assoluta a Macron e lo svergognamento aperto per tutti coloro che da anni vanno dicendo che è l’europeismo ad obbligarci ai salvataggi ed all’accoglienza. Invece Macron dice le cose che sanno tutti e che però fino a ieri tutti gli “intellettuali” dell’europeismo mondialista nascondevano. Cioè che i trattati europei ci impegnano solo ad accogliere i perseguitati veri che sono meno del 20% dei nostri PRELEVATI. Al contrario è proprio l’Italia che da anni cerca di imporre all’Europa intera il concetto di libero accesso ai migranti ECONOMICI cioè ai giovanottoni di 20 anni che vanno mantenuti e passano il tempo ad elemosinare davanti a tutti i centri commerciali.

E’ quindi proprio la parte dominante dello stato Italiano che agisce per forzare l’ordinamento Europeo  facendo dei  falsi salvataggi – veri prelievi  africani la leva della forzatura dello scudo minimo europeo.

Ciò anche al prezzo di alimentare un gravissimo scontro dentro l’Europa stessa già mostrato dalle resistenze dei paesi dell’est e oggi anche dei due principali paesi mediterranei.

C’è anche nello stato Italiano una parte piccola che cerca di opporsi applicando i pur vigenti principi legali e giuridici. L’inchiesta siciliana sulle ONG lo svela chiaramente. Ma invano. La magistratura e i massimi vertici dello stato che la controllano, sono ancora per il prelievo e la forzata africanizzazione dell’Europa.

L’opposizione si esprime in modo ambiguo come dimostra l’editoriale di Sallusti che critica Macron e chiede di imitarlo, ma anche la  gran sacerdotessa Milena Gabanelli, ex candidata dei cinque stelle alla presidenza della repubblica, chiede alle ONG di continuare i prelievi e di portare i “salvati” in Francia e Spagna per forzare quelle frontiere.

Quindi si può tranquillamente dire che quasi tutta la classe dirigente italiana preferisce mettersi in conflitto con l’Europa pur di giocare un ruolo protagonista sia sulla scena mondiale che nel teatro africano dove lo scontro con la Francia è evidente.

L’Italia, con uno storico misto di superbia e di complesso di inferiorità, non si sente per niente Europea ed ha ancora fiducia nell’alleanza col mondialismo Americano che la investì del ruolo di garante del mediterraneo nominando Renzi, con la benedizione diretta di Obama, padrone del MARE NOSTRUM.

Il muscolarismo grintoso, minaccioso e teatralmente ridicolo del ministro Minniti è una perfetta rappresentazione del duromollismo italico che vive solo approfittando di un uso furbesco delle tensioni internazionali secondo il vecchio motto napoletano ”chiagni e fotti”.

Solo che questa volta l’america è in declino nel mondo e legare totalmente ad essa il nostro futuro ci mette in una prospettiva perdente. Aspettiamoci quindi turbolenze e rivolgimenti anche improvvisi della situazione che si sviluppa all’interno del grandioso scontro geopolitico tra predominio mondiale USA e crescita incomprimibile dell’ASIA.

 

 

 

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2 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Argomentazioni condivisibili, reali e scomode. La sciocca ironia verso i transalpini è il limite della nostra dignità, ma è così facile da attizzare…

  2. caterina says:

    …e comunque ricordiamoci che il nostro continente, cioè la continuità di terra tra l’oceano Atlante e il Pacifico si chiama Eurasia… ci è arrivato in estremo oriente quasi mille anni fa Marco Polo e ci arrivarono nel ‘400 ad evangelizzare cinesi preti e gesuiti cattolici…
    Che gli europei siano andati poi nel Nuovo mondo dal ‘500 a far fuori gli indiani d’America fino a farne uno stato di occupanti desiderosi di stabilirvisi da padroni, e alla fine del ‘700 senza più sudditanze inglesi o francesi, dobbiamo ricordarcelo… per non lasciarci irretire dal potere raggiunto consistente in ricchezze monetarie o di materie prime, che hanno permesso un contributo enorme allo sviluppo di invenzioni basilari per una trasformazione della vita di tutti i giorni … basta pensare a Marconi o al cinema… ma dobbiamo anche ammettere che sono ricchezze strumentali ed effimere rispetto ai tesori che le civiltà euroasiatiche hanno prodotto e lasciato ai posteri come eredità di millenni di storia arte sapienza e bellezza…

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