Macerata e la corda che si è rotta. Ogni volta il mostro risulta noto, abusivo e con i precedenti.

macerata

di SERGIO BIANCHINI – Hanno teso troppo la corda. Adesso si sta rompendo.

Nei giorni scorsi ero proprio a Macerata per il funerale di una mia zia novantacinquenne. Sulla vicenda dello squartamento bestiale della povera ragazza e della successiva vendetta del maceratese l’opinione grandemente maggioritaria c’è ed è assolutamente chiara. La barbarie dello squartamento e degli ormai quotidiani episodi mostruosi scatena uno sdegno che la nostra giustizia non riesce a placare perché è apertamente inadeguata ed inefficace. Ogni volta il mostro risulta noto, abusivo e con i precedenti. La gente dice che non bisognava reagire così ma comprende la vendetta smodata.

E attacca lo stato. La spaventosa e inspiegabile assenza dello stato. Da qui nasce la paura. La grande paura fino all’altro ieri derisa, poi accettata ma stoppata non nasce dal timore dello “straniero” ma dalla certezza che lo stato non ci protegge e non vuole affatto proteggerci.

I grandi intelligentoni, maestri del modo corretto di esistere nel nuovo mondo secondo loro ormai unificato, non si rendono conto che stanno tirando troppo la corda. Non vogliono rendersene conto.

E la provincia di Macerata, esempio storico di tranquillità, religiosità e  compostezza antica sta occupando ormai quotidianamente le cronache con dolorosissimi omicidi e suicidi.

Io da 20 anni raccontavo agli amici maceratesi, durante le vacanze, del degrado micidiale del nord italia. Non mi credevano, pensavano fossi un estremista. Da loro fino a 10 anni fa la situazione sociale era in continuo progresso. Da loro il tenore di vita aumentava in continuazione e perfino giudici, poliziotti, avvocati erano spesso local. Io invano li ammonivo dicendo che prima o poi il dramma italiano li avrebbe raggiunti. Si il dramma nord- sud, che scavalcava il centro italia passando sopra il ponte sotto il quale vive l’italia centrale.

Ma dieci anni fa il ponte è crollato. Meridione, stranieri clandestini , terremoto, stato in putrefazione. La terra delle stupende colline e della quiete francescana è entrata nella tensione a cui ormai da decenni siamo abituati qui nel nord. E improvvisamente si frantuma un equilibrio antico generando anche reazioni esconvolgenti che però non sorprendono chi conosce lo sforzo immane di autocontrollo che da decenni si esercita al nord per rimanere in ambiti civili difronte al totale disastro dello stato.

Le “ brave persone”, che non vedono o fanno finta di non vedere che la corda è troppo tesa e che rapidissimamente si devono operare drastiche inversioni di rotta, si troveranno forse presto davanti alla antica maledizione di cerbero: “Guai a voi, anime prave! Non isperate mai veder lo cielo: i’ vegno per menarvi a l’altra riva ne le tenebre etterne, in caldo e ‘n gelo…”.

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6 Comments

  1. Cristina Ciccarelli says:

    Massomafia e non è una novità. Criminalità organizzata e non è una novità.

  2. RENZO says:

    Penso che il problema principale siano i cd giornalisti di quasi tutte le testate nazionali/locali sia della carta stampata che delle televisioni che delle radio
    Codesti indefiniblii soggetti sono sempre pronti a citare i “carnefici ” indigeni definendolo “italiani”- definizione quasi sempre appropriata, ma dimenticano oppure citano di striscio il fatto dei carnefici di importazione che delinquono, in proporzione, circa 10 volte di piú.
    Codesti razzisti al contrario andrebbero…. nella culla….
    Povera gente che neppure si accorge che se in un articolo o in un cd servizio radiotelevisivo non citano il carnefice già sappiamo che è d’importazione
    Spero che codesti indefinibili soggetti subiscano direttamente / indirettamente ciò che nascondono
    Vergogna
    WSM

  3. luigi bandiera says:

    Mi viene da dire che un bel silenzio non fu mai scritto.
    Tuttavia sappiamo tutti ormai che la storia beoria italiana si basa sulla menzogna.
    Menzonieri furono tutti i presunti storici e mi fa specie che intellettuali di peso non si siano mai ribellati di fronte a sto kax di degrado intellighente
    Se scrivo che l’intellighenzia occidentale e’ mooolto malata un nesso c’e’.
    La verita’, repetita juvant, e’ nei fatti. Impariamo a leggerli per non soccopmbere. on per avere ragione ma solo per non soccombere. Amen.

    E cosi’ siamo al RUBICONE e li’ il dado fu tratto.

    Ora tutti a fare i partigiani e una fazione (o fascione) si pone a destra e un’altra si pone a sinistra… e giu’ bordate che nemmeno noi giovani di un tempo osavamo sebbene ci tiravamo sassi o a mano o con la fionda.
    Tra quartieri ne’..?
    Oggi ci vogliono, ma come osano imporci e la bonta’ e la cattiveria sti presunti capi tribu’ del kax. Si, ci vogliono tutti TRADITORI.
    Si, perche’ non difendere la propria patria e’ essere TRADITORI..!
    Quindi colpire lo straniero, il foresto, l’INVASORE e’ ormai reato… eppure c’e’ l’asso anpi che dovrebbe difendere, nei principi, la patria. Campa cavallo…
    ODIO LA CATTIVERIA, ma difendersi a volte serve averla.
    La insegnarono sul fronte contro i nostri vicinissimi austriaci… adesso ci impongono bonta’ su i lontanissimi ma vicinissimi INVASORI.
    Usano pure la SANTA INQUISIZIONE per far si che ci INVADANO senza rischio, per loro.

    Dove la regina si chiama CONFUSIONE E’ certo non ci sara’ ne pace e ne giustizia sociale. SOLO CONFUSIONE in TUTTI I SENSI E PER TUTTI NOI. TRANNE CHE PER I FORESTI CHE CERCHERANNO DI CREARLA E SEMPRE PIU’..!

    Lo dissi a qualcuno, tempo fa. non ricordo a chi, che se va avanti cosi’ uno qualunque si arma e spara a vanvera. Tanto sa che chi sara’ colpito sara’ il nemico.

    Toh, avviene…
    Che e’, sono profeta o indovino per caso..?

    Questa mattina vado a prendere i nipotini a scuola e altri nonni come me a guardarmi sorridenti, ma io li ho anticipati dicendo: le ho indovinate tutte..!
    E loro sempre sorridendo a confermarlo. Pero’ erano un po’ timorosi… forse hanno abolito gia’ l’art. 21 della carta piu’ schifosa del mondo..?

    Scrivevo, si fa presto e facilmente i maghi in italia… e’ alla portata i chiunque perfino di un qualsiasi analfabeta.

    Ormai la testa d’italia, l’intellighenzia, malata com’e’ non puo’ far piu’ nulla..!
    ARRANGIARSI..!
    Cari patrioti della non patria o della patria inventata cosi’ in una qualche osteria con davanti qualche ombra di vino..! CHE DISASTRO…

    Pensiamo ai nostri nipoti, dissi ai nonni li’ di fronte a me. Con questa scuola (tagliana) io davvero sono preoccupato per loro.
    Usati, come con sdegno dissero dei nazisti e i fascisti, dai KOMUNISTI del di’ di ieri e d’oggi.

    Lo stato itagliano e’ KOMUNISTA, scrivevo. Non si trova molto distante da Kuba.

    C’era uno stato che si chiamava DDR, ricordate..?
    Beh, come l’itaglia nostra..??

    Dittatura
    Demokratika
    Repubblika
    Itagliana (si puo’ togliere tanto l’itaglia non esiste)

    Ma potete cambiare pure il nome perche’ tanto la SOSTANZA non saprete e potrete cambiarla nemmeno per sogno.

    Hanno cambiato leggi elettorali e i risultati sono rimasti tali e quali e sotto la osservazione della regina: la Confusione.

    Oliver CROMWELL INSEGNA… ma nessuno vuole piu’ essere l’allievo. Anzi. Vuole essere lui il PROF. Fa CAPPELLE UNA DIETRO L’ALTRA…!!!
    Dai MONTI alle solfatare… tutti uguali e Kompagni. NELLA SCHIAVITU’.

    SOCCOMBEREMO. ANZI. STIAMO GIA’ SOCCOMBENDO E NON LO SAPPIAMO..!!
    A li mortacci sua…

  4. sergio bianchini says:

    Salve Casadei. La mia stessa non impressione ma conoscenza diretta e prolungata in decenni.
    Purtroppo i padani ancora non capiscono che esiste un’italia centrale. E così dimostrano che ancora oscillano tra secessionismo e nazionalismo totale, come bossi e salvini. Invece tre macroregioni funzionerebbero benissimo. Se poi si spostasse la capitale a Firenze o Perugia o Bologna allora si sarebbe una pacchia! Ma passare dal lamento al programma sembra difficile. Speriamo! Saluti

    Saluti

  5. caterina says:

    dalle Marche alla Sicilia l’esperienza che io ho è che la gente si sente in un certo senso come protetta… non si sa da chi…

    • Mario Casadei says:

      Se con questo vorresti alludere che nelle Marche ci sia la stessa gente che offre “protezione” come in Sicilia o che si affidino tutti a San Gennà come a Napoli ti sbagli di grosso! Le Marche sono una regione poco toccata dai problemi del sud e del nord in quanto marginale in troppi ambiti. Non c’è mafia , pochi stranieri e pochi meridionali. E pochi “padani”. Sono una regione nella media, per servizi, turismo, agricoltura ecc.. non eccelle e non va male. Prima della crisi era tutta un’altra cosa, con un sistema economico uguale a quello Veneto, solo più piccolo nei numeri (industria)

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