Agosto in borsa: non c’è da essere particolarmente ottimisti

di REDAZIONE

L’asta dei titoli di Stato italiani giudicata positivamente dagli analisti e i dati del prodotto interno lordo della Grecia leggermente meno drammatici delle previsioni hanno sostenuto l’euro, ma le Borse hanno vissuto una giornata incerta, chiudendo quasi tutte in calo. Il Tesoro ha collocato sul mercato tutti gli 8 miliardi di euro di Bot a un anno, registrando un rendimento medio del 2,767%, di pochissimo superiore al 2,697% dell’asta di luglio. Buona la domanda, che ha superato di 1,69 volte l’importo offerto, in rialzo rispetto al dato di 1,55 del mese scorso.

Lo spread fra Btp e Bund tedeschi ha così chiuso a quota 447 punti dopo una seduta in cui e’ sceso sotto la soglia dei 440 punti. Immediato l’effetto sull’euro, che si e’ riportato sopra quota 1,23 contro il dollaro e che ha guadagnato nei confronti di tutte le valute mondiali anche grazie ai dati del prodotto interno lordo della Grecia, che nel secondo trimestre ha perso il 6,2%: uno scivolone notevole, ma inferiore al 7% medio atteso dagli analisti. Di piu’ breve durata l’influsso positivo sulle Borse, con Wall street incerta e i mercati azionari europei che hanno chiuso tutti in calo, comunque sotto il punto percentuale. Unica eccezione Madrid, salita dello 0,31% finale. Eppure e’ proprio dal mercato azionario spagnolo che e’ venuto il tonfo peggiore: il titolo Bankia non smette infatti di cedere e nella seduta ha perso un altro 16% dopo che la scorsa settimana il Fondo spagnolo per la ristrutturazione bancaria (Frob) ha reso noto che anche gli azionisti dell’istituto dovranno fare la loro parte nel salvataggio. Male anche il titolo Julius Baer (-7,4%) dopo che il gruppo bancario svizzero ha concordato l’acquisizione delle attivita’ di gestione dei patrimoni di Bofa Merril Lynch al di fuori degli Stati Uniti per 860 milioni di franchi svizzeri, oltre 700 milioni di euro.

In un quadro non proprio ottimista e con scambi che cominciano a raggiungere livelli agostani, Piazza Affari si e’ infatti mantenuta a fatica sopra il controvalore di un miliardo di euro, i mercati sono stati frenati anche dai dati giapponesi, con il prodotto interno lordo del secondo trimestre che e’ cresciuto moto timidamente: +0,3%. Il Giappone avra’ infatti un’economia in crescita moderata nei prossimi trimestri e il governo ”dovra’ vigilare su altri e possibili rallentamenti a livello globale”, ha commentato il ministro dell’Economia di Tokyo, Motohisa Furukawa. E non fara’ certamente bene ai mercati l’indiscrezione di stampa, arrivata a Borse europee ampiamente chiuse, secondo la quale, per una nuova causa pendente, la decisione della Corte costituzionale tedesca sulla legittimita’ del fondo salva-Stati Esm e del ‘fiscal compact’ potrebbe slittare ”molto oltre” il 12 settembre prossimo, data per cui era originariamente attesa.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment