Ma quali Maroni e Salvini. Fu Bossi a scaricare i suoi

di CASSANDRABossi_Che_Guevara

Era il 12 aprile 2012. Quel giorno l’Ansa fece un lancio da Milano, scrivendo che il consiglio federale, all’unanimità, aveva votato per l’espulsione di Rosy Mauro. Poi, però, qualcuno parlò ai giornalisti dell’agenzia, per specificare un’altra verità. E cioè che Bossi, Marco Reguzzoni e Francesco Speroni erano fuori dalla sala quando gli altri votarono la cacciata della pasionaria. Il tentativo era quello di convincere il “capo” a non mollare la senatrice al suo destino. Quanto all’Ansa, si scatenò un discreto putiferio, tanto che il consiglio federale per correre ai ripari delle due versioni, con e senza unanimità, divulgò una nota per dichiarare ufficialmente la sua verità, quella volevano come ufficiale, appunto:  “A questo punto, preso atto della decisione della senatrice Mauro – di non volersi dimettere da vicepresidente del Senato -, il Consiglio federale all’unanimità ha decretato l’espulsione dal movimento della stessa senatrice Mauro, ritenendo inaccettabile la sua scelta di non obbedire – sottolinea la nota – ad un preciso ordine impartito dal Presidente federale e dal Consiglio federale”.

L’epurazione politica

Rosy replicò a caldo così: “La mia epurazione politica era una sentenza già scritta, hanno voluto un capro espiatorio”. Il resto è la storia di questi giorni, con la sua totale estraneità ai fatti di appropriazione o ruberie. Posizione archiviata. Eppure fu scopata via in pochi minuti. E Bossi? Prima di scaricare la Rosy, aveva già provveduto a immolare un altro calibro, Marco Reguzzoni. Lo obbligò a dimettersi da capogruppo alla Camera. Patetiche le immagini pubblicate per due giorni di fila dal quotidiano la Padania con lui, Bossi, Maroni, e altri, bicchierino di plastica in mano: fanno la pace….

Via Reguzzoni, via Rosy Mauro, fu la volta di Bossi. Via anche lui, costretto ad un certo punto degli eventi a lasciare al triumvirato Calderoli Dal Lago Maroni, fino al congresso. Via il vecchio leader, fu la caccia ai bossiani. Verona fu la città epicentro delle espulsioni. Bossi, dalla Lombardia al Veneto, non ne fermò una.

Ma anche per le liste delle elezioni politiche, tutti nomi slegati al vecchio corso. Bossi non tentò di recuperarne uno. Se proprio volevano, avevano gli ultimi posti in fondo alla lista. Avanti con la Lega 2.0.

L’occasione mancata di Pontida

Nella Pontida del 2013, dal palco del pratone, il vecchio Capo non mosse un dito e nei giorni successivi, il consiglio federale ebbe carta bianca per eliminare gli avversari politici. L’11 aprile infatti arrivarono puntuali le proposte di espulsione per i bossiani tra cui Marco Reguzzoni, Desiderati e Torazzi.  Rei di essere bossiani. Maroni disse: “Per chi è stato espulso fino al 30 giugno le regole sono quelle del vecchio statuto” e dunque chi non aveva fatto ricorso ai probiviri non poteva appellarsi alla nuova commissione presieduta da Umberto Bossi.
Alla fine  Marco Desiderati (e Flavio Tremolada) vennero ripescati nell’agosto seguente.

“Il consiglio nazionale lombardo non ha niente di meglio da fare che proporre la mia espulsione”, diceva Reguzzoni, ex capogruppo alla Camera, rivolgendosi a Salvini. Che a distanza di un anno e mezzo, ora è tornato a cercare Reguzzoni, lo è andato a trovare a Volandia…

Balcanizzati e annientati

Ma il partito era stato nel frattempo balcanizzato, Bossi che aveva mandato avanti i suoi colonnelli per fermare l’avanzata maroniana, fu quello poi non andò a soccorrere la truppa caduta in trincea per la causa. La politica è cinica, manda avanti e guarda cosa succede. Per ritrovarsi, ora, solo a giocare a calcetto con pochi amici al circolino. Gli hanno tolto le scorte, i fondi per la Scuola Bosina. Insomma, ha sacrificato una classe dirigente, ha sacrificato una rivoluzione per salvare Gemonio, una scuola e gli autisti. Per una guerra cinica di potere, due schieramenti opposti sono stati mandati allo scontro.Per vedere chi prevalesse. Ma la rivoluzione il Nord, alla fine, l’ha persa giocando in casa.

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Io non ho la verita’ in tasca ma purtroppo molti scalpitavano per la poltrona probabile.

    Io non so piu’ e proprio a chi tirare il mio sasso..!

    Il rinnovo comunque ha fatto bene.
    Ora vediamo se a PRO NOI o no..!

    Saluti

  2. non avere più un ruolo in primo piano non vuol dire essere stati “scaricati”.
    è un parere ma, a parte chi è uscito con le proprie gambe, molti di quelli che venivano volgarmente definiti “bossiani” (e che poi erano e sono tale solo per proprio interesse) stanno benissimo.

    Se Bossi gioca a calcetto con gli amici al bar, almeno non ha nessuno dei “bossiani” che si approfitta di lui alle sue spalle.

Leave a Comment