Ma quale staffetta? A Renzi non c’è alternativa, per ora

renzidi MARCELLO RICCI – Nello sport le gare di staffetta  sono a squadre, nell’attuale fase politica la staffetta si svolge senza antagonisti , tra governi che durano poco, tanto poco da non riuscire a realizzare alcun programma; è un modo per non dovere rispondere di nulla. E’ una staffetta,  cedono la bandiera al compare. Nel 2008 il governo  Berlusconi nasce e muore nel 2011. Gli succede il governo Monti che nel 2013 cede il campanello d’argento a Letta che nel del 2014  lo passa a Renzi. Non c’è sostanziale differenza, ovviamente politica, tra un venditore di tappeti e un parolaio fiorentino. Difficile ravvisarle.

Oggi,  che con Il petrolio il Governo rischia, si è in attesa di capire se c’è un sostituto pronto  o il cambiamento sarà simulato da un rimpasto. Il “puparo” se non ha nuovi burattini si limiterà a vestirne uno con un abitino diverso. Un rimpasto, anzi un rimpastino basteranno per garantire l’irresponsabile discontinuità.  Il popolo o meglio i cittadini dove sono? Non c’è popolo, non ci sono cittadini, solo sudditi. Sudditi impegnati a nulla fare se non vivere di ripieghi statalisti, di pensioni non pagate, di intrallazzi e altro.

La parte produttiva del Paese è  irretita con la leva fiscale e  con la disintegrazione dell’identità, delle radici. Ciò spiega il “ valore aggiunto“ attribuito ai migranti economici, servono per cancellare civiltà, annacquare tradizioni, cancellare culture. Le stesse teorie gender, sono parte del programma. La famiglia è distrutta e considerata un’antiquata chincaglieria. Ci si vergogna d’indicare moglie e mariti come tali, meglio cancellare queste parole dal lessico quotidiano e indicarli compagne e compagni.

Si ha il dubbio di essere in una vecchia sezione del P.C.I. , che purtroppo  non c’è più. Caro vecchio partito di Togliatti, la bandiera rossa s’è scolorita, ora c’è il Pd, che tanto democratico non è. Non è mai piaciuto Marino, ma un sentimento di tenerezza sgorga dal profondo del cuore pensando al notaio e ai consiglieri chiusi in una stanza per firmare le dimissioni necessarie per sottrargli la giunta. I romani a torto o ragione l’avevano votato. Ma non loro l’hanno liquidato, ma un comitato d’affari politico. Questo non conta per chi fugge dal giudizio elettorale. Perché il funambolo della parola dovrebbe  cercare il consenso per avere quello di cui si è già appropriato ?

Uomo di transizione, posto a guidare un Paese che non esiste come tale, che celebra un’ unità mai raggiunta rifiuta l’Indipendenza a realtà territoriali, economiche, storiche, culturali e  sociali. Anche gli “alieni” che c’invadono vengono usati per snaturare le identità diluendole sino a farle scomparire. Non sempre il numero rende forti. Un esempio: gli Ebrei globalmente considerati sono lo 0,002 della popolazione del pianeta, ma hanno conquistato il 22% dei Nobel.
La  Padania  ce la può fare, se non s’invischierà con l’esotico e  se difenderà la propria cultura, le proprie tradizioni, i  dialetti e tramandando tutto ai figli e ai nipoti compresa l’epocale lotta di Padre Marco d’Aviano. 
Resta il rebus dell’identificazione del puparo. Resta avvolto nella nebbia. E’ la BCE o l’asse Londra- Washington che al momento è al timone del mondo?
Print Friendly

Articoli Collegati

2 Commenti

  1. Paolo says:

    Fino a che il Berlusconi non lascia la politica, il centro-destra rimarrà sempre all’ opposizione. I suoi politici lo sanno, ma pur di tenere stretta la poltrona va bene anche così e a Renzi tutto questo fa comodo!

    • caterina says:

      ma non sono i politici legati a Berlusconi che tengono in piedi la baracca del Governo!.. sono invece tutti i compagni che hanno una gran fifa di non essere più sicuri di tenersi il posto o di essere rieletti, perciò per tutti gli va bene così…
      mai legislatura è stata così sicura di durare fino a fine mandato, ha ragione Renzi che se la può giocare come vuole…

Lascia un Commento