Ma quale guerra, ExxonMobil fa il pieno con la russa Rosneft

di STEFANIA PIAZZOdie

C’è molto di evangelico nel conflitto tra Russia e resto dell’occidente americanizzato. Ovvero, la tua mano destra non sappia quello che fa la sinistra, soprattutto quando ti attacchi ad una pompa di benzina. Anzi, ad un giacimento. In questo caso non ci sono sanzioni che tengano. Insomma, che il resto del mondo paghi a vario titolo per le sanzioni, chi per l’agroalimentare, chi per i viaggi… chi per il gas… Ma dietro le quinte, come in ogni guerra che si rispetti, gli arbitri decidono per sè dei tempi supplementari abbondanti. Tanto quanto le riserbe petrolifere nei mari russi. In altre parole, l’Europa si cucchi le sanzioni, gli europei paghino il pedaggio dello scontro tra Usa e Russia con il blocco Cina, India, Brasile, Sud Africa e la loro nuova banca mondiale per gli investimenti…. Intanto l’America col consenso del governo americano, pensa a come fare meglio gli affari con le società petrolifere russe. Morale, Whasington, mica è scemo, ha detto che la ExxonMobil, multinazionale US deve e può avviare un progetto di collaborazione per la ricerca di giacimenti petroliferi artici insieme con Rosneft, società controllata dallo stato russo.

Cari sudditi europei, voi continuate a digiunare, noi invece siamo troppo impegnati a fare altro. Gli affari sono affari.

D’altra parte, come documenta anche la Die Welt, nel mare dell’Artico c’è un ben di dio… e lo stesso Putin ha lanciato in videoconferenza, senza segreti,  una piattaforma petrolifera gestita dai giganti dell’energia Rosneft e ExxonMobil. Compreso? E le sanzioni per la crisi Ucraina? Si può soprassedere nel Mare di Kara con “pragmatismo e buon senso”.

Il rappresentante russo della Exxon negli Stati Uniti, Glen Waller, ha annunciato che la società avrebbe continuato il suo lavoro in Russia, nonostante le sanzioni statunitensi contro Mosca. “Il nostro rapporto è a lungo termine. Vediamo grandi prospettive”, ha detto Waller. Rosneft e ExxonMobil già collaborano sui campi petroliferi in Siberia e Sakhalin Orientale Russia.

Poco importa se Rosneft e il suo capo Igor Sechin sono anche nella lista delle società russe e delle persone contro cui gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni per il conflitto Ucraina.  Già la Exxon utilizza una piattaforma dalla Norvegia per la prima perforazione petrolifera russa nel Mare di Kara. Ora per proseguire nello sfruttamento dell’Artico, Putin pensa alla piattaforma  “West Alpha”, nella parte più settentrionale del territorio russo. Le previsioni ipotizzano una portata  di almeno 3,5 miliardi di tonnellate di petrolio e 11.000 miliardi di metri cubi di gas.

Gli unici a sollevare la propria voce sono gli ambientalisti. Il resto della politica pensa alle sanzioni, mentre gli affari dell’oro nero non soffrono crisi.

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