Ma quale crisi? Prada, la moda e il lusso fanno utili a manetta

di REDAZIONE

Moda e lusso battono ancora la crisi. E’ quanto dicono alcune cifre del settore, a cominciare dai primi dati semestrali di Prada e dall’andamento in Borsa delle ultime quotate ‘made in Italy’, tutte abbondantemente sopra i prezzi di collocamento. Ma cominciamo da Prada: nel corso del primo semestre, chiuso il 31 luglio, il gruppo guidato da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli (che ha espresso ”soddisfazione” per i risultati ottenuti con l’attuale congiuntura economica) ha registrato ricavi per 1,547 miliardi di euro, con un incremento del 36,5% rispetto allo stesso periodo del 2011. Il canale ‘retail’ ha contribuito alle vendite per l’80,6% con 1.229 milioni di euro (+47,2% rispetto al primo semestre del 2011). Ma anche il trend delle vendite all’ingrosso e’ stato positivo: +4,8%. Significativa la crescita dei ricavi nei negozi a gestione diretta, che segnano un incremento del 19%. Con dati a cambi correnti le vendite Prada in Italia sono aumentate nei primi sei mesi dell’anno del 21,7%, in Europa del 37,3%, in Asia e Pacifico del 45% (nel solo Giappone del 34,2%), nelle Americhe del 31%.

Ovunque, secondo gli analisti, vi e’ stato un forte contributo da parte dei turisti del lusso, che in viaggio amano acquistare i prodotti del marchio italiano. I dati di Prada – che saranno completati con l’utile quando verranno approvati dal Cda, al momento programmato per il 24 settembre prossimo – non hanno ancora ricevuto il giudizio della Borsa, in quanto diffusi quando a Hong Kong, dove la ‘griffe’ italiana e’ quotata, il mercato azionario era gia’ chiuso, ma battono le stime degli analisti, la cui media si attendeva ricavi inferiori, a quota 1,51 miliardi. Ma, in questi tempi di forti oscillazioni, il titolo va bene da tempo: dal collocamento e’ cresciuto del 35%, da inizio d’anno del 53%.

E non e’ certo l’unico: Cucinelli, dall’Ipo in Piazza Affari di poco piu’ di tre mesi fa, e’ salito del 44% a un prezzo di 11 euro, Ferragamo dal collocamento segna un aumento dell’85% e da inizio 2012 del 58%, con uno strappo al rialzo del 16% da meta’ luglio. Sempre citando i debutti in Borsa piu’ recenti (Tod’s e Luxottica viaggiano storicamente bene) un caso a se’ appare quello di Yoox, il gruppo specializzato nella moda on line che sta ac compagnando nel mondo del Web molti giganti del settore. L’ultimo in ordine di tempo e’ Ppr (cioe’ Gucci e Yves Saint Laurent, anche se per ora la joint venture non riguarda il marchio Gucci) con una buona accoglienza della novita’ da parte degli analisti. Meno positivi i report dopo i dati del primo semestre, con ricavi in crescita del 31% a 173 milioni ma utili in contrazione a 2,2 milioni per i forti investimenti effettuati sulla piattaforma tecnologica. Citigroup ha infatti ridotto il giudizio sul titolo da ‘neutral’ a ‘sell’, ed Equita ha limato le stime sui risultati dell’intero anno. Ma la perfomance complessiva di Yoox in Piazza Affari non lascia dubbi: il titolo e’ cresciuto del 148% dal collocamento del dicembre 2009, tra l’altro uno degli ultimi in Piazza Affari, e nel corso del solo 2012 e’ salito di oltre il 25%.

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4 Comments

  1. Veritas says:

    Ma date i numeri? Mi pare si parli, nell’articolo dei grossi affari che fa la moda e il lusso, che c’entra la Lega?
    Boh… Attenendomi all’argomento moda, potrei segnalare che, non tutti ma quasi tutti i cosiddetti “stilisti” si appoggiano molto a manodopera esterna che pagano in nero. Questo sì che sarebbe da controllare!!!

    • Il Lucumone says:

      “In vino” Veritas !

      Possibile che un pizzico di innocente sarcasmo possa… annacquarti !

      Comunque tu i numeri non li dai perché non li hai !

      Diamanti, lingotti d’oro, auto di lusso, scuole costose, lauree principesche, ristrutturazioni ville, mance da nababbo…etc..della famiglia e del cerchio magico non ti sembrano attinenti l’argomento !

      Ti spiego la Veritas veritatum:
      il funzionario della Banca di Tanzania che ha rifiutato i milioni portati da Bels..era immigrato anni prima in Padania, dove aveva lavorato in nero per la nota stilista Bosin ed aveva imparato a dire “fòra di ball” ai zifulòtt de menta !!!
      Vedi che tutto quadra!

      Solo con il sorriso potrai salvarti…

  2. Billy the kid says:

    Appena la grande famiglia leghista? Se poco informato..! Quelli usano i soldi che sono stati presi agli italiani! Ora li hanno da banche ed altri affaristi che hanno guadagnato dalla speculazione sui nostri risparmi!!!

    E credi che ogni gruppo di famiglia non stia sognando perché la propria figlia possa andare a fare la velina? APRI gli occhi!

    Tra un po’ l’Italia cambierà nome, si chiamerà Bordelland, “la terra dei bordelli” grazie ai suoi disinteressati abitanti!

    Prova a fare solo in Svizzera quello che hanno fatto qui, e vedi dove li ritrovi: nelle piazze sottoposti all’antica gogna!!!

  3. Il Lucumone says:

    Prada, la moda ed il lusso possono far conto sulle spese della grande famiglia leghista, mantenuta dal popolo padano e dallo stato !
    I padani, invece, tirano la cinghia con lo speranza di potere un giorno tirare il collo ai predetti….

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