Da sole delle Alpi a stella cadente: ma la Lega esiste ancora?

di GIANLUCA MARCHI

Ma la Lega Nord esiste ancora? Scusate la brutalità, ma dopo il voto di domenica e lunedì la domanda mi è venuta spontanea. Ho l’impressione  che il Carroccio abbia imboccato ad alta velocità la via del tramonto. Altro che “Lega la potentissima”, qui si sta assistendo in men che non si dica alla degenerazione del movimento in una polenta venuta male e destinata alle ortiche, per non dire di peggio. Magari mi sbaglio, forse sono troppo pessimista, ma i segnali che colgo sono tutti in quel senso.

Ieri ho assistito e ascoltato scenette kafkiane. A Radio Padania un ex parlamentare del Sole delle Alpi di cui non ricordo il nome (meglio per lui…) esultava: “Da soli abbiamo vinto contro l’alleanza di Pd e Pdl, abbiamo dimostrato che possiamo sbaragliare”. Ma dove? A Trescore Cremasco, manco 1500 elettori. Caspita, un vero trionfo, roba da cambiare il corso della storia. In tutte quelle che erano le roccaforti padane l’esito delle urne è come un pianto greco, a cominciare dalla Brianza, dove si è salvata Lazzate, merito postumo di un leghista vero, mai sufficientemente compianto come Cesarino Monti. A Vicenza il Carroccio non arriva nemmeno al 5%, a Treviso, dopo decenni di dominio incontrastato, deve affannosamente inseguire nonostante il vecchio Gentilini, che da solo con la lista recante il proprio nome ha preso il 20%. In diversi Comuni del Veronese  la Lista Tosi ha mediamente ottenuto molti più voti rispetto alla Lega, a  conferma che l’abile sindaco scaligero si starebbe preparando alle regionali del 2015 puntando tutto su se stesso e mettendo in naftalina il simbolo  dell’Alberto da Giussano e con esso magari anche Luca Zaia. Stendiamo un velo pietoso sul povero Roberto Cota, costretto ad esultare per la conquista di due comunelli dentro un contenitore di liste civiche. Anche nella Bergamasca, altra terra foriera di voti in passato, il Carroccio ha preso sportellate in faccia, nonostante il tentativo di celare il vecchio simbolo dentro a marchi più localistici.

C’è ancora la Lega o il Sole delle alpi s’è trasfigurato in una triste stella cadente? Le bandiere della Macroregione e del 75% delle tasse trattenute sul territorio hanno scaldato il popolo leghista (quello rimasto) lombardo per qualche settimana, ma sembrano già frettolosamente archiviate nel vasto magazzino dei progetti belli/brutti e impossibili di via Bellerio. Tutto il resto è nulla, il partito sindacato del territorio ormai non sembra più nemmeno sindacato di se stesso. Il progetto egemone è un’idea che oggi, se solo venisse citata, sarebbe capace di far ridere i polli. Ciò che resta è una congrega di potere seduta su comode e ben remunerate poltrone che, con l’appoggio dell’alleato berlusconiano (conciato anch’esso più o meno alla stessa maniera), verranno occupate e sfruttate fino all’ultimo giorno disponibile non certo per propugnare un progetto politico (quale?), ma semplicemente per perpetuare la privilegiata condizione personale dei singoli e di coloro che dai singoli vengono beneficiati. In alcuni casi ci sarà anche della “buona amministrazione”, ma non è con questo ingrediente che si può ridare speranza a un popolo, quello leghista e più in generale quello padano, che oggi appare senza speranza e si rifugia per lo più nel non voto.

Davanti all’evidente declino, il segretario federale Maroni resta per ora muto e rimanda la discussione al Consiglio federale di venerdì che potrebbe decidere l’anticipo del congresso. Il suo vice Flavio Tosi dà la colpa dei magri risultati alla poltica degli annunci non seguita dai fatti (il sindaco di Verona probabilmente scalpita per prendersi in mano il partito e trasformarlo definitivamente in una cosa a lui funzionale). E in televisione l’ineffabile Giacomo Stucchi giustifica gli annunci non seguiti dai fatti con il ritardo con cui è nato il governo romano, nello stile “fino a poco fa non c’era un interlocutore al quale rivolgersi con il cappello in mano”: un gran leghista!

Detto questo, già immagino l’obiezione di alcuni soloni: ma se la gente padana non vota o vota a sinistra, allora significa che merita il triste destino a cui sembra avviata. Troppo comodo dare la colpa ai cittadini se l’offerta politica non funziona più: fare autocritica e mettersi da parte costa troppe rinunce. Altra obiezione prevedibile: ma i movimenti indipendentisti, laddove hanno corso, hanno deluso. Vero, Indipendenza Veneta (a parte qualche eccezione non da buttare) a Treviso, nonostante la vulcanica Alessia Bellon, che nei comunicati stampa già si defininiva “prossimo sindaco”, non è arrivata nemmeno al 2%. Perché? Forse la sacrosanta battaglia per ottenere il referendum sull’indipendenza merita di volare più alto che immischiarsi nelle beghe delle amministrazioni comunali, a meno che non si proponga di voler conquistare i municipi per ingaggiare una vera battaglia finale con lo Stato e non per sistemare le buche nelle strade (elemosinando i soldi a Roma per farlo). A quel punto sarebbe tutta un’altra storia. Forse.

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47 Comments

  1. Arcadico says:

    Come ha ben detto un ex militante di Pontida … Movimento di reduci ed ex combattenti(si fa per dire combattenti) … la base è da un pò che ha salutato i suoi pseudo dirigenti!!!

    La Lega ha un grosso problema di … credibilità!

    Troppi carrieristi … senza carriera che hanno scambiato la Lega per l’ufficio collocamento di… ‘lavoratori’ affaticati!!!

  2. il brambi says:

    Ottimo articolo.
    Anche io non sopporto più chi da radio padania continua a voler vedere il sole in un anno in cui anche il meteo ci è avverso e che non hanno notato che la percentuale raggiunta nelle elezioni stà sempre più riducendosi ad avvicinare lo zero.
    Capisco che ci sia da conservare il posto, ma come ho già scritto in un altro mio pensiero, per costoro la dignità non ha davvero più nessun valore?
    Hanno negli anni deluso i cittadini che non se la sentono più di farsi prendere per il naso e che non credono più nel progetto leghista perchè da troppi sventolato e ad oggi inflazionato.
    Povera Padania, poveri elettori del nord, poveri noi, poveri i nostri figli se coloro nei quali abbiamo riposto la nostra fiducia si comportano così.
    La via democratica ha perso il potere dell’illusione e credo che non resti altro che lo scontro frontale per ottenere ciò che aneliamo ormai da troppi lustri.

  3. Dan says:

    Ancora poco e potranno mettersi a scavare per cercare i rottami manco fosse l’ufo di Roswell

  4. J. Radetzky says:

    Modello da segure; Eva Klotz! PUNTO!

  5. Rtg says:

    Radio Padania rappresenta bene la Lega attuale:
    a parte l’ottima rassegna stampa, quasi tutto il resto
    non è cosa seria.
    E così, una radio scanzonata e frivola, l’han voluta
    gli attuali vertici leghisti, tutta gente che vive al di fuori
    del mondo reale.
    SPQ”L”!

  6. evergreen says:

    Non occorre essere dei soloni se ci si trova a pensarla diversamente da quanto esposto, come non si è degli ignoranti quando ci si arroga il diritto ad avere comunque e in ogni caso ragione nel dibattito.
    Giacché la matematica non è un’opinione e in politica contano i numeri altrimenti, non conti nulla, è elementare riconoscere che se i numeri non sono quelli di un tempo,questo sia dovuto ai voti che non sono arrivati, quindi agli elettori o dai non elettori, come sono propenso a riconoscere in questo caso. Chi sposa la fede indipendentista molto difficilmente la abbandona, quindi credo che i Leghisti nelle due ultime tornate elettorali se ne siano rimasti a casa, per diverse ragioni, inorridisco all’idea che il popolo Leghista abbia votato per i partiti nazionalisti e assistenzialisti di natura romana.
    Dare una logica ad una vittoria elettorale è un gioco da ragazzi, difficile invece è trovare e una causa di quando le cose non vanno nel modo giusto. Anche perché non è solamente una causa ma un intreccio di cause che determinano l’effetto. Può quindi essere che le elezioni comunali hanno un peso e un interesse diverso da quella politica, spesso quindi si premia il programma migliore o il sindaco che riceve la migliore credibilità, da qui la spiegazione della vittoria di molte liste civiche. Tuttavia è anche vero che l’obiettivo che la Lega sta portando avanti non sia stato ancora stato percepito dall’elettorato, gli annunci quali, la Secessione o il Federalismo, trovano maggiore impatto e interesse presso l’elettorato piuttosto che un disegno di una Macroregione. I sogni sono spesso più belli della modesta realtà, come anche l’illusione piuttosto che la concretezza. Come può essere che l’attuale crisi economica abbia penalizzato molto di più la Lega che gli altri partiti.
    Al di là delle vittorie amministrative, nessuno può sbandierare una vittoria politica, l’unico che può sicuramente farlo è il partito dell’astensionismo, che non avendo una voce univoca non può raccontarci i motivi.
    Comunque per quanto riguarda la Lega, ritengo che questa si trovi in un periodo di transizione, in cui abbia bisogno di rilanciare i contenuti e soprattutto di farli conoscere, magari con forze nuove e più determinate. Spiace poi evidenziarlo, ma l’attuale panorama politico lo impone, vorrei suggerire nonchè ricordare a coloro che hanno smarrito la strada maestra, di trarre un dovuto insegnamento da quei Senesi o dai Valdostani, che per diverse ragioni, hanno dato prova che gli ideali non si tradiscono. Pensateci!

    • il brambi says:

      Caro evergreen, come diceva qualcuno che capisce qualcosa, se la gente non ti capisce o non ti segue, ad un certo punto tocca a te porti la domanda del perchè accada e non sempre la risposta è che la gente è ignorante e stupida allo stesso tempo, qualche volta capita di avere a che fare con gente che ha capito e non ha accettato di seguire la corrente ad uso e consumo dei dirigenti e dei loro lacché.
      Trovo che sia questa la situazione in cui si è cacciata la lega.
      Difficile venirne fuori se non con azioni forti ed esempi da seguire dati direttamente dai “capi”, ma dubito che qualcuno di loro sia abbastanza coraggioso da fare qualcosa che lasci un segno e che perseguano la causa indipendentista.
      Un segno sarebbe anche ammettere di non essere all’altezza della situazione o di essere minacciati in qualche modo dallo stato e di temere per se e per i propri cari.
      La gente che crede ancora nell’indipendenza potrebbe decidere di ribellarsi all’oppressione e di dare una mano a coloro che ne abbiano bisogno.

  7. salvo says:

    la lega si è devotizzata e demacroregionalizzata (cit. Maroni)

  8. Orso Mannaro says:

    Ringrazio Marchi per lo spunto e la domanda che si pone e ci pone : la Lega esiste ancora? Per come la vedo io, si, se parliamo di ideali indipendentisti padani (lombardi e veneti soprattutto) e alla gente, al Mondo Lega, (militanti, simpatizzanti, elettori indipendentisti) che vive nelle colonie padane. No, se analizziamo la politica della Lega Maroni-Tosi, che é quella con cui oggi ci dobbiamo confrontare.
    Maroni non si decide, o forse non è all’altezza di decidere, se vuole ricominciare da zero la lotta per l’indipendenza (ma la vedo dura, e la persona é inadeguata) o se vuole una democrazia cristiana pseudo (molto pseudo) padana, come pare abbastanza chiaro da molti segnali e soprattutto dalle opere ed azioni di uno dei due vicesegretari leghisti, quello piú amato dagli italiani. Tutto legittimo per caritá, anche se molto disonesto dal punto di vista ideale e politico fino a che esiste l’articolo n.1 dello statuto), ma basta essere consapevoli delle conseguenze delle proprie scelte ed in ogni caso di questo passo non si puó continuare. In questa mortale ambiguitá la confusione e la sfiducia della gente di Padania é comprensibilmente ai massimi livelli e gli indipendentisti non votano o gettano il voto in inutili espressioni di pseudo protesta che li riportano sempre per la collottola all’interno dello splendido lager dell’italia unita. In ogni caso la linea Tosi, quella dell’unitá nazionale e di un nuovo centro destra non ha nessuna speranza di successo, è perdente come dimostrano gli ultimi appuntamenti elettorali, perché la questione settentrionale é molto piú grave di vent’anni fa e la gente di Padania non sta cercando un nuovo centrodestra, ma la strada dell’indipendenza dal cancro italico, che significa soprattutto meno tasse, meno immigrazione, meno criminalità, piú sicurezza. Affinché il Movimento non si estingua al prossimo appuntamento elettorale e, anzi, diventi davvero la forza indipendentista che libererá la Padania, bisogna cacciare prima di tutto i contrabbandieri di ideali che indossano la fascia tricolore anche alla toilette invece di metterli a capo del Movimento (follia suicida!) e capire una volta per tutte che l’obiettivo di una forza indipendentista non é sistemare tombini o asfaltare strade (che va anche bene come attivitá secondaria, come hobby forse, e comunque la conquista delle istituzioni italiche andrebbe sfruttata per fare promozione all’indipententismo e non per assicurarsi un lauto stipendio o comportarsi come gli italiani sempre con le mani nella marmellata del quattrino, peraltro sempre made in Padania!), ma quello di diffondere cultura ed informazione in quantitá e qualitá tale che l’italia sia vista per quello che realmente é : il nemico mortale di quella civiltá, giustizia e benessere che la Padania si sarebbe guadagnata se non fosse stata una colonia italica e che comunque si merita al pari delle migliori realtá sovrane europee come Svizzera, Germania, Austria. Oggi invece anche la Padania si avvia verso il declino, anche per gravi responsabilitá degli stessi popoli padani, che è giá tragica realtà, la terribile realtà italica di uno stato ladro, disonesto, vile e senza anima, che per sua stessa volontà si è ridotto ad un’appendice del terzo mondo, sotto tutti i punti di vista.
    E non credano gli stolti che auspicano la sparizione del soggetto politico Lega Nord illudendosi che questo segnerá l’esplosione dell’indipendentismo padano. Le nullitá dei Movimenti indipendentisti (senza rancore, ma é la veritá se vogliamo parlare seriamente) sappiano che con l’estinzione della Lega i temi dell’indipendentismo padano saranno completamente sepolti dal sistema italia per almeno due generazioni! Estinta la Lega, verranno ibernate tutte le istanze che essa ha rappresentato (anche con enormi errori) sino ad oggi.
    La mia proposta, ai padani indipendentisti di buona volontá (cioé tutti coloro che risiedono legalmente e lavorano onestamente in Padania) e soprattutto in buona fede, é questa : salviamo tutti insieme la Lega – e quindi noi stessi, come spiego di seguito – dalla deriva patriottarda delle bandoliere messicane e poi utilizziamola come si sarebbe dovuto fare da sempre, per veicolare la cultura indipendentista che dia forma e contenuti inattaccabili ed invincibili all’orgoglio ed alla consapevolezza di essere lombardi, veneti e piemontesi, non italiani, ma colonizzati dagli italiani! Salvare la Lega per me non significa solo salvare un Movimento politico che ha dato una forma (salvo critiche, condanne, bla, bla bla…) all’indipendentismo padano ed al quale sono comunque affezionato – perché leghisti si é per sempre, al di lá di una tessera, come dimostra il grande Gilberto Oneto – ma per salvare noi stessi, noi che viviamo in Padania, casa nostra, le nostre terre lombarde, venete, piemontesi, le nostre aziende, il nostro posto di lavoro, le nostre famiglie, i nostri valori dall’annientamento e dal disastro economico, civile e sociale al quale ci ha condannato l’italia unita.
    Io non credo che si riuscirà, nonostante la buona volontà e le buone intenzioni di molti, a prescindere dal salvataggio della Lega per difendere le nostre idee, le nostre speranze ed i nostri sogni di libertà, ci ho pensato molto ultimamente e ne sono convinto. Solo se ogni indipendentista sará un uomo, o donna, ovviamente (tertium non datur…) responsabile e coraggioso, abbandonando vecchi rancori (molto spesso giusti e giustificati) e le ideologie che hanno fatto questa miserabile italia, quelle di destra e di sinistra (o peggio di centro!) potremo sperare di non fare la fine di Cochise, ma anzi di far risorgere la nostra Padania come una grande, libera e florida comunità di popoli confederati.
    Ringrazio soprattutto coloro che vorranno evitare di ricorrere ai soliti insulti demenziali, inutili e vili verso il Mondo Lega (o verso il fondatore Umberto Bossi), cioé quella gente che crede negli ideali descritti nello statuto della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, insulti che peraltro squalificano sempre e solo chi li pronuncia. E poi credo che il tempo e la voglia per le solite e banali goliardate sia rimasto solo a chi di italia vive e prospera, mentre i padani onesti arrancano con il giogo tricolore al collo e voglia di scherzare non ne hanno piú, come il sottoscritto.
    Sprofondi roma!
    Padania Libera!

    • Longobardo Pavese says:

      Bel commento!!… Concordo pienamente!!…

    • Alterego says:

      Un anno fa forse esisteva una percorribile, una opportunità.
      Il dopo Bossi doveva essere la rinascita, il ritorno alle origini alla lega di lotta degli anni 90.
      Non si è fatto nulla, nulla di nulla, mi vien da pensare che a Maroni interessava solo la poltrona di governatore niente altro.
      Un esempio per tutti è stato Pontida 2013 una catastrofe!
      Purtroppo sono d’accordo on chi dice che sparita la lega, sparirà l’idea stessa di indipendentismo padano, i micro movimenti regionali, a mio avviso, non hanno alcuna possibilità reale di sfondare.
      Non abbiamo più tempo, la LEGA DEVE ESSERE RIFONDATA, si indica un congresso SUBITO prima che sia troppo tardi, e chi non è d’accordo con il ritorno a una LEGA DI LOTTA esca dal movimento.

    • Sudap says:

      Bravo, bel commento, da diffondere! Grazie

  9. Gian says:

    che la lega sia ferma in mezzo ad un incrocio e non sappia bene dove andare e cosa fare è evidente.
    Che sparisca è possibile, solo starei attento a darla per morta, dato che già nel 2001 era scesa al 3,9% inoltre le elezioni comunali della trascorsa domenica erano poco significative.

    Certo è che se svendi gli aspetti identitari, parli giusto di nord, non hai un progetto chiaro, parole d’ordine semplice e una idea precisa di come agire per raggiungere lo scopo e poi magari in alcune realtà amministri anche male, non è che puoi pretendere chissà quali risultati.

    ma la sconfitta spesso fa bene…

  10. druides says:

    Amara ma chiara realtà.
    Ciò nonostante non si può buttare a mare il progetto indipendentista. Unica possibilità di non fare la fine dei nativi nord americani.
    Forse potrebbe essere una via, quella di far diventare la LN una badcompany dove lasciare i debiti (politici e non) compresi gli incapaci che l’hanno gestita fino ad ora, e costituire una newco, cioè nuovo contenitore, dove aggregare gli onesti che vogliono lavorare seriamente per il diritto di autodeterminazione del nostro e degli altri popoli

    • Bonnie Blue Flag says:

      Allo stato attuale delle cose, progetto indipendentista e Lega Nord sono agli antipodi. Del resto Bobo è stato chiaro: il progetto secessionista è una ipotesi che non è negli obiettivi del movimento. Contento lui…..mi sa tanto che la base non è d’accordo.

      • druides says:

        Appunto. La badcompany va abbandonata a se stessa.
        Il nuovo soggetto deve riprendere la vera lotta indipendentista.

      • fabio ghidotti says:

        la base della Lega è d’accordo con Maroni.
        E’ questo che i pasdaran della secessione non vogliono capire. Un capo carismatico viene seguito ciecamente anche perchè fa comodo, risparmia la fatica di pensare. Ma quando si lascia fare un capo non carismatico, allora vuol dire che si è d’accordo…

  11. Nello says:

    La LN ha fallito su ogni fronte, va liquidata in fretta e sepolta. Ci ha fatto vergognare mettendoci sullo stesso piano di coloro che criticava e facendo anche peggio…di più ha disarmato il nord rendendolo impotente di fronte alla prepotenza romana. C ricorderemo dei Tosi, degli Zaia (che è gemello di Tosi), di Maroni, di Salvini, e di tutta la pletora di chiacchieroni in camicia verde.
    Nessuno degli attuali esponenti della LN è credibile per la risoluzione dei nostri enormi problemi.
    L’area padana sarebbe la più ricca del mondo, più della Baviera, più della Catalogna, più della Svizzera, più della Carinzia…e siamo in mutande.
    La risoluzione dei nostri problemi passa con l’uscita dallo stato italiano. Non esiste nessuna altra soluzione.
    Purtroppo, non sono molte le persone disposte a battersi contro uno stato fascista e mafioso come quello romano.
    L’unica luce, tenue, è la Serenissima. Se riesce a liberarsi di gente da poco come Tosi, Zaia, e tutta la LN attuale può staccarsi dallo stato italiano e creare un salutare effetto domino.
    Morte allo stato italiano.

  12. Gino says:

    Un partito che dice che la Padania deve comprendere Toscana, Umbria e Marche, che propina paccottiglia come i concorsi di bellezza, i parlamentari con la cravatta verde come il fazzoletto al taschino…
    Prima sparisce meglio è!

  13. BRUNO DOLFINI says:

    QUI “LEGA NORD 3.O ” (Che sarei io :Dolfini Bruno).
    IL PROVERBIO RECITA : ” NON C’E’ DUE SENZA TRE” :
    IL PROVERBIO E’ IL FRUTTO DELLA SAGGEZZA
    STORICA E POPOLARE : –Il proverbio non mente e
    non perdona !!!–. COME GIA’ IO DISSI IN QUESTO
    STESSO CONTESTO CRITICO,LE FAMOSE SCOPE
    FURONO L’INVENZIONE PIU’ CRETINA CHE SI
    POTESSE METTERE IN ATTO DAL PUNTO DI VISTA
    POLITICO DI FRONTE ALL’OPINIONE PUBBLICA :
    — La Lega Nord che scopa via se’ stessa !!!-
    LE FAMOSE SCOPE ERANO IMPUGNATE DALLA
    “LEGA NORD 2.0” (almeno cosi’ si disse!) CHE,
    COME GIUSTAMENTE DICE GIANLUCA MARCHI,
    PUNTANDO ALLE POLTRONE, ALLA FINE HA
    SCOPATO VIA ANCHE SE’ STESSA.
    ORA INFATTI ESISTONO “POLTRONE SENZA
    GAMBE” SOPRATUTTO PER I TRE GOVERNATORI
    VERDI (cosi’ si spera) . Il presunto successo di Tosi
    non fa’ regola : anche quella poltrona è a rischio!
    QUINDI NON C’ E’ ALTERNATIVA : DOBBIAMO
    MARCIARE CON LA LEGA NORD 3.0 !!!
    (OPPURE “LA PADANIA 1.0).
    Saluti.

  14. MIGOTTO SANDRO says:

    Se la Lega Nord non e’ morta, sicuramente e’ in coma vegetativo.
    Non si tradisce un Popolo per venticinque anni impunemente.
    Lo scriviamo in questo giornale da piu’ di un anno. La cosa che deve far riflettere maggiormente e’ che i partiti inidpendentisti (o che si definiscono tali) che si sono presentati, non hanno incamerato i voti in fuga della Lega Nord.
    Io direi che gli incazzati, che i federalisti/indipendentisti non credono piu’ ai partiti, neanche ai partiti indipendentisti. Tornare ad un Movimento, fare i comitati cittadini per l’indipendenza e’ il solo modo, a mio avviso, l’unica strada per la liberta’.

    • Giacomo Consalez says:

      Io continuo a dire che per dare una speranza all’indipendentismo non bisogna più puntare su padanisti ed ex padanisti, ma su tutti gli altri. Questo richiede che il messaggio cambi radicalmente, sulla scia dell’indipendentismo catalano e scozzese. E puntando alla forma di governo realizzata dalla confederazione elvetica.

      Los von Rom. Lombardia indipendente. Veneto indipendente. Costruiamo federazioni spontanee di comunità locali basate sull’ordinamento federale e sulla sovranità dei cittadini, da realizzarsi con gli strumenti della democrazia diretta.

      • Giacomo Consalez says:

        Il padanismo è una costola del nazionalismo italiano di estrema destra e non farà mai presa sui lombardi. Per fortuna, mi permetto di aggiungere.

        • Bonnie Blue Flag says:

          Esatto. E ha prodotto figuri come il camerata Tosi, che di suo è intelligente ma esibisce con orgoglio il suo amato tricolore in ogni occasione. Brrrrr……

      • Riccardo says:

        Sacrosante e saggie parole, Giacomo. E esattamente così; per anni si è puntato sulla militanza da kilt e corna celtiche, mentre la forza vera la dava solo la cabina elettorale. Per tanto tempo si voleva far credere che il movimento cresceva puro e duro, forgiando nell’acciaio la nuova classe dirigente, poi ci siamo trovati un calabrese in odor di ndrangheta coma cassiere, e dei semianalfabeti pagati come chirurghi in regione. Il messaggio deve cambiare radicalmente ma con un pò di coraggio e di spirito di sacrificio anche da parte dei movimenti extralega, altrimenti solo sparandoci addosso facciamo vincere il nemico.

        • Giacomo Consalez says:

          troviamoci per elaborare un programma in 3 punti. O siamo d’accordo almeno su quelli o ci salutiamo in amicizia, smettiamo di polemizzare e constatiamo che stiamo parlando di cose diverse. A quel punto vinca il migliore. Io per parlare di vessilli ducali, gagliardetti e DNA celtogermanico non faccio più neanche 500 metri di strada in bici.

          Federazioni spontanee di comunità locali basate sull’ordinamento federale e sulla sovranità dei cittadini, da realizzarsi con gli strumenti della democrazia diretta. Oppure ognuno per la sua strada, con i migliori auguri a tutti.

    • @Migotto
      bravo… tu e Aldo, se ne avete voglia, se vi va, se volele, se vi gira, mettetevi alla testa di kuesto movimento ed organizzatelo sulle basi ke deskrivi … magari girando x i paesini e rivolgendovi ai leghisti stessi, stanki di balle maronite, tosiane e di bossate indegne pure

  15. Certamente l Lega scomparirà da sola, in 25 anni ha solo detto e propugnato slogan ridicoli e incocludenti, ha promesso a prole di fare ma non hanno fatto niente.
    Siamo stati buggerati per anni per cui ora caro GL. Marchi bisogna rièpartire da zero e iniziare una nuova lotta presentando fatti da fare ma da fare veramente e non solo parole. Ti G. Oneto L. Facco e altri dobbiamo presentare e sondare prima sul vostro giornale on-line e poi direttamente ogni partecipante a questo nuovo movimento politico una presentazione in ogni territorio, coinvolgendo tutti i cittadini di ogni pensiero politico.
    Voi conoscete tutti quelli che vi scrivono e che commentano, conoscete i segretari di ogni movimento indipendentista di ogni regione del nord , per cui invitiamoli tutti e organizziamo varie convention in ogni regione del nord in punti strategici per riuscire ad avere
    più commentatori e segretari di movimenti indipendentisti.
    Questo serve per incontrarsi, per chiarirsi, per presentare idee, cosa fare per continuare sui nostri ideali . Le mie sono parole semplici non cerco parole che non tutti possono capire la semplicità è giusta, chi parla in burocratesei o in politichesi vuol dire inganno del popolo che, è durato ben 70 anni.

    Rinaldo Cometti
    Emiliano

    • stefano says:

      Sono assolutamente d’accordo, e credo anche che tutto ciò che propone la Lega sarà destinato a cadere nel vuoto, per un semplice motivo: non è più un partito di massa. Un partito che, come si vede chiaramente dalle discussioni su questo blog – non si potrà sostituire sic et simpliciter con un qualsiasi altro movimento autonomista/indipendentista.
      Secondo me, occorre superare le parole d’ordine che finora ci hanno accompagnato, e mettere nel cassetto simboli e nomi che generano solo diffidenza e ulteriori divisioni nei nostri popoli.
      Questione fiscale, rappresentanza politica, territorio sono argomenti ancora vivi e un’ottima piattaforma comune per riprendere un percorso autonomista condiviso.
      E poi pensare, confrontarci, raffinare la discussione, elaborare ed applicare una nuova strategia d’azione con il consenso di tutte le nostre genti.
      Quanto ci metteremo? Forse una generazione, ma ci sta bene, abbiamo sprecato la nostra occasione…

  16. Alessandro says:

    Leggendo le repliche agli articoli pubblicati su L’indipendenza appaiono chiare alcune cose: la prima è l’estrema confusione che attualmente regna nella galassia indipendentista, confusione dalla quale non può nascere alcun movimento e che, bene che vada, moltiplica le righe di commenti. Presto ci si stuferà di scrivere sempre le stesse cose. La seconda è che la Lega Nord viene rappresentata, perlopiù in negativo, come l’unica forza politica significativa (in negativo per via delle aspettative deluse). La terza è che questo giornale può rappresentare il contenitore di una ipotetica rinascita di una forza indipendentista. Purtroppo per il momento non riesce ad estendere la sua proposta e la sua portata equivale a quella di una osteria on line dove quotidianamente si incontrano le solite persone per dirsi le solite cose. La quarta è, fermo restando le non poche divergenze di idee e proposte politiche, che coloro che partecipano al dibattito sono, almeno a parole, pronti ed anzi desiderano rinnovare una autentica battaglia indipendentista. Ora, una lotta, per essere tale, ha bisogno, prima d’ogni altra cosa, di un avversario. L’avversario, fermo restando le divergenze e le complicazioni tra venetisti, padanisti leghisti anti-leghisti, non può che essere lo stato-italiano. Per uscire dalla confusione e dalla frammentazione, che è poi il vero ostacolo di ogni movimento indipendentista, il giornale l’Indipendenza o un soggetto ad esso affine dovrebbe in breve tempo organizzare, almeno quale prima tappa, un’iniziativa pubblica dove, sono certo, da tutte queste centinariia di migliaia di parole spese nei post potranno avviarsi iniziative utili.

    • giorad says:

      Ma sta iniziativa c’è già, mi pare, sia in Veneto che Lombardia. La risoluzione 44. Quella va spinta e divulgata, come fanno Cantarutti and Co. in Veneto.

  17. Marco Mercanzin says:

    La lega e’ morta ?
    Ma no, su, e solo stata ceduta al nano nel 2001, in cambio del ripianamento dei debiti, da un notaio, come i bottegari.

    E il nano, l’ha tenuta in modalità zombie fino ad oggi.
    I Tosi e i Maroni, ora semplicemente stanno tentando di svuotarla del poco che resta, per farsi il loro contenitore.

    Non andranno lontano? Bha, a loro un misero 4% basta e avanza per il propri culi. Come basta a roma per garantirsi l’anestesia del nord.

  18. lurens says:

    La cosa che mi lascia più esterefatto è che Maroni ormai vive nel suo mondo.
    Le persone che conosco e che hanno votato Lega non la voteranno mai più, questo è poco ma sicuro.

  19. Giordano says:

    E i soldi per la battaglia allo stato dove lì prendi?! Alienando l’alienabile sul territorio?! come del resto fatto da buona parte delle amministrazioni leghiste dal Piemonte al Veneto?

  20. Riccardo S. says:

    I tempi sono maturi, è giunta l’ora di sferrare il colpo, è giunta l’ora della nascita di un nuovo partito!
    Il momento è propizio, sostituire la Lega Nord, spazzare via 25 anni di boiate e di personaggi ambigui!
    Riaccendere la fiamma dell’indipendentismo che nella crisi economica ha il suo miglior amico!
    Se non ora, quando? E’ tempo di agire, è tempo di rinascere!

    FINO ALL’INDIPENDENZA!

  21. Lucky says:

    Sembrano articoli fotocopia uno dell’altro, ma ancora non ti sei reso conto che distruggendo la lega si è disintegrata ogni futura possibilità di riformare l’italia in uno stato federale? figuriamoci l’indipendenza di uno o più soggetti.

    • gianluca says:

      Ah ah perché con gli articoli si distrugge un partito!! Ridicolo, un partito si distrugge perchè sbaglia politica o addirittura non ha una politica

      • alberto says:

        straquoto direttore!! La lega sta facendo la fine che merita, quando prometti una cosa e non la mantieni allora è giusto che fai la fine di comunisti, socialisti, repubblicani, ecc.. Se la lega avesse voluto veramente, questo stato di merda sarebbe già come minimo federale a tutti gli effetti tipo USA, Svizzera, Australia, ecc.. Come tutti si sono accomodati nelle poltrone romane e come i loro predecessori spariranno (con un lauto vitalizio). WSM

        • alberto says:

          Da segnalare la frase odierna del ciarlatano tricolore Flavio Tosi: “Se non concretizzi non ti votano. Siamo andati avanti per anni a parlare di federalismo, riforme, cambiamento, e non abbiamo portato a casa un’ostrega”. Nulla da aggiungere.

          • Veritas says:

            Poveretto, ma un po’ di storia della Lega Dovrebbe impararla, se non la sa… Infatti, ad esempio, dov’era, lui, quando l’attuale presidente, allora ministro dell’interno, faceva invaere Bellerio dalle forzi dell’ otdine? Lui ha avuto la vita facile, cos’ha mai rischiato? Senza coraggio non si arriva da nessuna parte.

    • Flavio Poli UPA says:

      Non preoccuparti, nessuno vuole distruggere la lega, come vedi dai fatti, ci sta pensando da sola e da anni.

    • Giacomo Consalez says:

      Quando ca..o è stata federalista la lega? il federalismo per i leghisti era una foglia di fico, e capivano certamente più di fichi e derivate che non di federalismo. Non sono io a dire che i leghisti non hanno mai capito un’osti di federalismo: era Gianfranco Miglio a dirlo (cfr. Io, Bossi e la Lega).

      • Giacomo Consalez says:

        “Quando i miei amici leghisti si proclamavano «federalisti», io domandavo loro, un po’ ironico, che cosa ciò volesse dire. Mi rispondevano candidamente: «Non lo so», oppure facevano confusi riferimenti alle «autonomie», alla liberazione dall’egemonia del Sud, e via di questo passo. Anzi, io ho il sospetto che, nella mente del segretario e dei suoi collaboratori – stante l’ignoranza circa ciò che sia un «vero» ordinamento federale – quest’ultimo si confonda con un generico «cambiamento» delle posizioni personali di potere.”

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