… Ma la Grecia non manda in pappa l’euro

di MARCELLO RICCItsipras
Bastone tedesco la Grecia non doma. Tsipras spezzerà la catena monetaria che strangola molti? La Germania ha ampiamente goduto dei vantaggi dell’euro per la riunificazione i cui costi sono stati, in virtù della moneta unica spalmati su tutti i popoli che l’hanno accettata. Oggi, che in rapporto alle diverse economie, la crisi incide particolarmente su i paesi economicamente più deboli come Grecia, Portogallo , Italia , Spagna … Angela Merkel tramite Weidmann presidente della Bundesbank, ricorda alla Grecia e indirettamente agli altri paesi dell’eurozona che: PACTA SUNT SERVANDA.

L’egoismo tedesco

Con profondo egoismo, la Merkel non valuta le difficoltà e la crescente povertà che il rispetto delle regole imposte producono, ma si preoccupa solamente che la Germania non debba partecipare ai costi per uscire dalla crisi. L’economia tedesca è più salda e meno sofferente perché le sue grandi industrie esportano (anche in Italia e in Grecia) e meno risento dell’attuale negativa congiuntura . Le economie basate sulla su agricoltura, artigianato, piccola e media impresa sono più vulnerabili e in momenti difficili come l’attuale soffrono moltissimo come è documentato dalle partite Iva che chiudono.

Il vento della rivolta

L’euro di per sé non è il problema, ma lo diventa in una Ue non concepita con un governo, un esercito, una politica estera comune, come avviene negli stati federali. Una moneta unica, presume un potere d’acquisto uniforme in tutti gli stati che l’hanno. Così non è e quindi, di fronte all’egoismo della Germania è normale che soffi il vento della rivolta. La Germania gode di una posizione egemone, non contenta di ciò vuole sempre di più, sino a considerare gli stessi colonie. Da un lato è giusto disincentivare le pletore degli apparati statali per rimodellarle secondo efficienza e realtà compatibili con gli standard internazionali, ma questo è un processo che deve attivarsi con ragionevole gradualità per non creare ulteriori sacche di povertà e di disoccupazione.

Stesse opportunità

L’ Europa per crescere in modo sano deve cambiare in due direzioni, la prima di offrire a tutti i cittadini le stessa opportunità di lavoro e la seconda di razionalizzare e normalizzare gli apparati del pubblico impiego e previdenziali secondo un modello unico. Gli sprechi e i privilegi esistenti in alcuni stati membri inducono i tedeschi, che hanno comportamenti virtuosi a mantenere separazioni protettive dei i loro interessi ma al tempo stesso fautrici di ghettizzazioni che impediscono la creazione di un’Europa federale, come dovrebbe essere, per contare sulla scena mondiale. Ci si augura che il nuovo vento che spira dalla Grecia ridimensioni l’albagia teutonica e dall’altro che gli stati spreconi e improduttivi siano consapevoli che l’assistenzialismo non è più di moda.

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One Comment

  1. Dan says:

    L’europa è stato un progetto fallimentare fin dal principio.
    La stragrande maggioranza degli stati europei, soprattutto di quelli grossi, ha un rapporto debito pil fortemente negativo e tutti quanti si tengono in piedi facendo largo ricorso a trucchi contabili degni di un falso in bilancio. Se prendi dieci elementi falliti e li metti insieme non crei un soggetto in attivo ma un super soggetto fallito e questo è l’europa. L’ingresso negli ultimi anni di staterelli come slovenia e lituania non porta nessun beneficio reale tranne un’aggiustatina alla media. Arriverà il giorno che dovremo far entrare nell’europa anche le due coree a forza di dover espandere il club ai pochi soggetti in attivo ancora presenti.
    L’idea di creare un super stato, federale o meno, è una grandissima cazzata: non crei uno stato con popolazioni troppo diverse tra di loro e soprattutto non lo metti in piedi dall’oggi all’indomani.
    Gli stati uniti hanno oltre 300 anni di storia e sono prima di tutto uno stato di ex coloni inglesi ai quali si sono aggiunti via via nuovi gruppi etnici tenuti però sempre a distanza dai luoghi che contano.
    Dopo 150 anni sono ancora lì che non sono riusciti ad integrare decentemente i neri a dimostrazione di come c’è un limite nei mix di popolazioni che si possono creare.
    L’impero austro ungarico di fatto riuniva alcuni ceppi di popolazioni ma non pretendeva di armonizzare ungheresi, spagnoli e norvegesi all’interno della stessa scatola e comunque si trattava di un sistema pluri secolare.
    Cos’è l’europa rispetto a questi due: una cacchetta ad alto tasso di deflagrazione. Quando salterà, il botto lo sentiremo tutti

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