Ma dove vai se il Concorsone Rai non lo fai…. Rosanna Marani, precaria a 69 anni

di STEFANIA PIAZZOros1

Rosanna Marani è una amica e collega di tante lunghe battaglie. Un purosangue che impressionò Gianni Brera, che le dedicò una strepitosa prefazione ad uno dei tanti libri vergati da Rosanna. Il suo volto campeggia nei corridoi della “Gazza”, assieme a Brera, appunto, a Candido Cannavò, tanto per far capire di chi si scrive, è stata ed è ancora oggi una dei grandi del giornalismo. Una delle sue ultime medaglie al petto è il premio di poesia Alda Merini. Una perla in cui immeritatamente fui chiamata, giusto da Rosanna, a scriverne la prefazione del testo. Portò fortuna. Rosanna l’altro giorno mi chiama e mi racconta l’ultima sua provocazione: iscriversi al concorsone Rai per i precari… Ma certo! Lei è uno dei tanti simboli dell’essere bravi e quindi messi da parte. Perché dopo sei contratti a tempo determinato, viale Mazzini mai si sognò di riconoscerle la bravura e il merito. E allora? Allora è il momento di potersi permettere di sfottere un sistema che centrifuga fuori dalle regole chi non appartiene a nessuno se non a se stesso. Pubblichiamo quindi di seguito il servizio che Rosanna ci ha girato, realizzato su questa vicenda dal sito giornalettismo.com.

E’ la storia del Paese e della sua informazione. E’ il dramma di una categoria che è tronfia più per le sue conoscenze che non per l’umiltà di ammettere che chi è migliore non sempre viene ammesso al gioco. E’ la storia di tanti, anzi, di troppi. Buona lettura e grazie, Rosanna!

 

di Giordano Giusti

(da www.giornalettismo.com)ros2

«Ho 69 anni, una lunga carriera da precaria e la Rai mi ha convocato per il concorso»: la storia di Rosanna Marani.
11/06/2015 –  Prima giornalista sportiva italiana, sei contratti a tempo determinato senza mai essere assunta. Ha compilato la domanda per prendere in giro chi ha preso in giro lei: «È la solita stessa Rai, un bacino della politica. Ma ai ragazzi dico, andateci e fatevi valere»

Rosanna Marani è stata la prima giornalista e conduttrice sportiva italiana, ha lavorato per la Rai, la Gazzetta dello Sport, il Giornale d’Italia, il Resto del Carlino e Telemilano, è Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ora è in pensione ma questo non le ha impedito di essere convocata dalla Rai per il concorsone che si terrà a Bastia Umbra il 1° luglio prossimo e che mette in palio 100 contratti precari della durata di tre anni.
Una decana del giornalismo italiano chiamata a contendersi un posto a tempo determinato in un’azienda per cui ha lavorato tanti anni. Senza mai essere assunta. Rosanna ha letto il nostro pezzo e le nostre dieci domande sui tanti punti oscuri del concorso e ci ha raccontato la sua storia.

Rosanna, anche tu tra i 4982 ammessi al concorsone.

“So bene che la vita è un contratto a tempo determinato che viene rinnovato ogni compleanno ma sono ugualmente rimasta a bocca aperta. La storia è assurda. Ho 69 anni e ho compilato la domanda per l’ammissione al concorso per prendere in giro la Rai dopo che lei ha preso in giro me, mi hanno sfruttato e poi dimenticato: ho avuto 6 contratti a tempo determinato nonostante il regolamento interno prevedeva l’assunzione dopo tre. Ero a 23 anni di contributi, me ne mancavano due: dalla redazione di Milano, allora direttore era Antonio Di Bella, mi rassicurarono ma poi non accadde nulla. Quando ho letto questo bando mi sono iscritta senza per questo cercare una vendetta: come curriculum ho messo la mia pagina Wikipedia”.

L’avranno letta?

“Non credo proprio”.

Il controllo dei titoli è uno dei tanti problemi del concorsone. Sul gruppo Facebook in cui sono riuniti i candidati c’è chi segnala di esser stato chiamato pur essendo giornalista pubblicista (è aperto solo ai professionisti)

“Proprio lì ho trovato una delle tante ragazze che hanno fatto la tesi di laurea su di me. Si è creata una solidarietà spontanea con tutti”.

Anche il luogo in cui si svolgerà ha fatto parecchio discutere

“Sono d’accordo con voi quando dite che c’è gente che viene dalle isole. Perché Bastia Umbra e non Roma, Firenze, Milano o Bologna? Una cittadina di 22.000 abitanti per 5000 affamati precari (…). C’è qualcosa che non funziona, tiratelo fuori”.

La Rai che hai conosciuto ieri è la stessa Rai di oggi?

“È la solita stessa Rai: è un bacino d’utenza della politica. E degli amici. Mi chiedo: chi ha filtrato le domande cosa ha in testa? Come hanno selezionato i 5000? Mi piacerebbe saperlo. La Rai era così allora ed è così adesso: io non avevo santi in Paradiso, quello che ho avuto me lo sono conquistato con le unghie e con i denti. Non le ho fatto causa solo perché ho avuto un tumore (definitivamente e fortunatamente sconfitto dopo 7 anni, ndr); poi è arrivata la pensione e sono stata costretta ad accontentarmi di quello che ho maturato come precaria. La Rai mi ha depredato. Nonostante questo sono ripartita e lavoro anche adesso che sono in pensione, mi sono reinventata: scrivo poesie, ho il mio blog (lortodirosanna.wordpress.com), mi occupo di ambiente e animali”.gazzetta-9-maggio-2014

La tua è una storia di precariato antelitteram: quasi tutti quelli della tua generazione hanno fatto la gavetta, sono diventati professionisti e hanno avuto un contratto stabile

“E’ così. Vieni usato, spremuto e buttato via. Se non hai un santo in paradiso non conti nulla. Per me non c’è stato verso, sei una pedina di scambio. Puoi essere talentuoso e superare tutte le prove: io vado orgogliosa dei titoloni a 9 colonne sulla Gazzetta dello Sport, delle mie interviste e dei miei travestimenti, come quella di Maradona da Babbo Natale. Ma mi sono dovuta inventare brava, in quanto donna sola in un mondo di uomini”.ros3
Tu potresti essere tranquillamente in commissione…

“In effetti è così. Anche ora che sono in pensione raggiungo tantissime persone tramite il mio blog e i miei profili social. Con tutto il mio patrimonio sono chiamata a sostenere l’esame da precaria”.

Cosa ti senti di suggerire ai candidati al concorsone?

“Il treno passa sempre una volta sola. Il gol quando lo fai non te ne accorgi: è il boato della folla che ti dice che hai fatto gol. I no sbattuti in faccia devono essere presi come giavellotti da tirare avanti e far scattare la ribellione. Io dico fatelo, andateci, se si abbandona il campo si è sconfitti in partenza”.

Tu ci sarai?

“Mi ripresenterei solo per vedere la faccia che farebbe Ferruccio De Bortoli (presidente della commissione, ndr) che conosco personalmente”.
http://www.giornalettismo.com/archives/1832107/concorso-rai-100-giornalisti-rosanna-marani/

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