Ma chi sono gli “esodati”? C’e’ chi si salva e chi lo prende in quel posto…

di GIUSEPPE SGUBBI
Grazie ai giornali, ai dibattiti e alle manifestazioni, tutti gli italiani, dal bambino all’anziano, sanno che in Italia vi è il problema “esodati”, anzi lo sanno anche i turisti. Ma nessuno sa dire chi è esattamente l’esodato, cioè, chi può senza alcun dubbio definirsi tale? Inutilmente lo chiederemmo al capo dello stato, al presidente del consiglio, al ministro del lavoro, ai capi sindacali, ai responsabili INSP , ai politici ecc. Infatti, o rispondono “senza rispondere”, oppure danno risposte diverse. Senza rispondere a questa precisa domanda , non è possibile risolvere il problema. Nonostante ciò, non si capisce come abbia fatto la Fornero ad assicurare che entro il 30 giugno il problema esodati sarà definitivamente risolto. Considerato che è un “problema” italiano, occorrerebbe dare ad ogni italiano la possibilità di sapere, con precisione, se può o non può definirsi esodato.
Ma perché non viene data una risposta a questa indispensabile domanda? Qualcosa mi dice che non si risponde in quanto, cercando di rispondere, verrebbe messa in risalto un “dramma” italiano, la vergognosa ed anticostituzionale differenziazione che esiste fra un lavoratore ed un altro lavoratore.
Tutti siamo a conoscenza di queste differenziazioni, tutti sappiamo chi sono gli artefici, tutti sappiamo che sono state create per interesse personale o di gruppo. L’esistenza di tali differenziazioni sta complicando la soluzione del problema esodati.
Per elencare queste evidentissime differenziazioni, alcune le vedremo quando cercheremo di capire chi è l’esodato, non basta un articolo, occorrerebbe scrivere un libro.
Vediamo di approfondire il “problema” premettendo che saranno molte le domande, ma poche le risposte. Da dove deriva la parola esodati? Da quale vicenda è nata? La parola esodati non si trova in nessun dizionario della lingua italiana, ma da alcuni mesi è diventata una delle parole più usate in Italia, complice una decisione presa dal governo Monti nel corso della presentazione del decreto “salva Italia”. Di cosa si tratta? Grazie ad accordi fra aziende e lavoratori, alcuni di questi, avendo una età compresa fra i 55 ed i 60 anni, hanno avuto la possibilità, volendo, di uscire dal mondo del lavoro, alcuni anni prima della pensione. Purtroppo, senza alcun preavviso, il governo ha cambiato le regole, conseguentemente alcuni verranno a trovarsi senza stipendio e senza pensione. Inutile negarlo, il “problema” esiste.
A seguito di questa vicenda la parola esodo ha cambiato significato, non più verso la terra promessa, ma verso la pensione promessa. Prima di chiedersi come il problema potrà essere risolto, si dovrà rispondere ad alcune ben precise domande: Chi può essere considerato un esodato? Quanti tipi di esodati esistono? Essere senza stipendio e senza pensione significa essere esodato, oppure no?
Iniziamo dagli esodati “ufficiali” ciò quelli che volontariamente hanno scelto di abbandonare il lavoro prima di andare in pensione. Di quanti tipi ce ne sono? Alcuni si sono licenziati grazie alla promessa di vedere assunto un famigliare, altri l seguito di una buona liquidazione. La distanza dalla pensione non era identica per tutti, per alcuni due soli anni, per altri  molti di più. Come si può vedere sono diverse le situazioni e diverse le motivazioni, occorre dunque distinguerle in quanto diversi dovrebbero essere i trattamenti elargiti.
Oltre a questi esodati ve ne sono altri? Quelli non per propria scelta, ma per costrizione, sono diventati disoccupati, conseguentemente rimasti senza stipendio e senza pensione, possono o non possono pure loro definirsi esodati? Logica vuole che pure questi, anzi più degli altri, dovrebbero giustamente essere considerati tali. Purtroppo non è detto chiaramente.
Riguardo di questo ultimo tipo di esodati, occorre pure fare qualche distinzione, infatti anche questi non sono tutti uguali.
Il disoccupato da lavoro dipendente può, seppur solo per un certo periodo, usufruire di un qualcosa che gli permette di “tirare avanti”, cassa integrazione, sussidio di disoccupazione, liquidazione, ecc., ma che dire dei “disoccupati autonomi “, artigiani, commercianti ecc., per i quali, come è noto a tutti, non scatta alcun ammortizzatore sociale? Si tenga presente che questi ultimi, essendo stati costretti a chiudere “per tasse”, dovranno pure, per alcuni anni, subire l’accanimento della Agenzia delle Entrate e di Equitalia.
Ma quanti sono gli esodati? 35000? 55000? 371125? Saranno contati tutti? Oppure sarà creata l’ennesima differenziazione sociale?
Ultimissima domanda: cosa farà il governo per risolvere il problema esodati? Pare stiano studiando. Per alcuni, ma non per tutti, saranno annullati gli accordi, cioè sarà possibile il rientro nel posto di lavoro. Per alcuni, ma non per tutti, sarà creato un apposito prepensionamento, oppure qualche altro ammortizzatore sociale. Alcuni, ma non tutti, dovranno “arrangiarsi”. Chi saranno quelli che dovranno, ancora una volta, arrangiarsi? Facile profezia, i soliti, cioè quelli che a suo tempo diventarono autonomi.

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9 Responses to “Ma chi sono gli “esodati”? C’e’ chi si salva e chi lo prende in quel posto…” Subscribe

  1. angelo 29 novembre 2013 at 2:41 pm #

    sono stato licenziato il 30/08/2008 per giusta causa ho percepito la disoccupazione per 12 mesi e’ ad oggi non percepisco nessun reddito salvo qualche lavoretto di tanto in tanto sono nato il 01/12/1949 ho 64 anni ed il sindacato mi dice che prima dei 66 anni compiuti non mi daranno nessuna pensione desideravo sapere perche’ non posso fare parte degli esodati perche’ non ho capito a chi spetta la pensione per questa gente senza lavoro ne reddito grazie angelo busacca

  2. giuseppe 13 novembre 2012 at 2:06 pm #

    ho lavorato come autonomo ma per mancanza di lavoro nell’edilizia sono disoccupato ho 61 anni per adesso per vivere sto dando fondo ai miei risparmi inseguito quando sono finiti come faro a vivere?

  3. orazio 11 novembre 2012 at 8:31 am #

    sono una Guardia giurata e nella. azienda che io lavoro stiamo facendo la cassa integrezione e poi ce la mobilità io il 30 agosto. 2012. ogià conpiuti 40anni di lavoro che cosa comporta la mobilità à me ogia. 57 anni

  4. Giuseppe 22 ottobre 2012 at 2:21 pm #

    io,36 anni di contributi e 58 anni di età,azienda con più di 30 dipendenti,licenziato per giustificato motivo oggettivo nel giugno 2009,rimasto senza pensione e senza stipendio,come faccio a vivere se non grazie allo stipendio di mio figlio di 900 € al mese con contratto di apprendistato.

  5. ANGELO MARINO 18 ottobre 2012 at 12:05 pm #

    MA RIUSCIAMO A METTERCI D’ACCORDO PER FARE UN’AZIONE COLLETTIVA NEI CONFRONTI DI QUESTA DISCRIMINAZIONE?
    QUESTA DECISIONE DI ESCLUDERE ALCUNI CITTADINI RISPETTO AD ALTRI CON GLI STESSI REQUISITI, E’ INCOSTITUZIONALE MA SOPRATTUTTO E’ INGIUSTA.
    Angelo

  6. luigi bandiera 23 giugno 2012 at 12:04 am #

    EXODUS

    Basta capirci…

    Ebrei o talibani..??

    Qui, la nota patria komunista (dei komunisti talibani o taliani), vuole fondare il suo impero con gli exodati.

    Come con la nascita di Israele stato e nazione..?
    Forse.

    Gli EXODATI sono dei SENZA TERRA, SENZA PATRIA dei SENZA LAVORO e dei SENZA UN KAX veramente.

    Pero’ come siamo scesi in basso mettendo dei super intellettuali (intellighenti) a governarci..??

    Non servono allorati a far politica. Solo gente di BUON SENSO.
    Lo ho scritto tanto tempo fa e in tempi non sospetti.

    Tra i tantissimi illustri esimii DISFATTISTI di cui la GALERA sarebbe la giusta paga, invece kax che paga e che pensione, si puo’, andando in ordine alfabetico con
    Amato (il topolino), Andreotti, Amintore, Arlecchino, beh, non mi vengono i nomi adesso ma fateli voi se siete meno smemorati di me.
    Ah, si. Mortadella… Mare e Monti…

    Oh, tutti accademici ne’..??
    La crema ma andata a male kax della societa’ talibana.

    Io penso che forse vedendo le facce de sti innominati solamente uno sviene.

    Sembrano tutti gemelli… avete notato anche voi..??

    La cera monti assomiglia alla cera fornera…

    Poi gli altri, ma na vera banda di cera d’api kax… che pungono. No, intendevo dire che TASSANO..!!

    Ma ho sentito che Crozza non ha piu’ lavoro perche’ non ha piu’ nessuno da prendere per il kulo.

    Anche lui kolpito dalla krisi..??

    Non credo, perche’ se avessi io le sue capacita’ farei MORIRE DAL RIDERE TUTTI I KOMUNISTI e di DX e di SX e di CENTRO sotto la tutela del leninista napoletano verace.

    E’ di parte e cosi’ ci fa solo chiagnere kax..!

    Ecco, lui e’ uno che exodato non e’ ma che tiene su il morale, tenta, appunto, a questi malcapitati perche’ hanno creduto che il trikolore bastasse per vivere. Come in qualche posto del sud… 12.000 euris per 10 trikolori.
    Adesso avranno pane per una vita.

    La logica recita:
    io sono filo trikolore e cosi’ devo avere il mio pane quotidiano senza fatica’..!!
    Eh, che kax..!

    E’ scritto: …fondata sul lavoro. Gia’. Ma degli ALTRI..!

    Salam e mortadellam

  7. ungureanu 22 giugno 2012 at 4:46 pm #

    licenziati per giustificato motivo e oggettivo entra in capitolo esodati? questi genti sono piu defavorizati. Loro non a ricevuto il buona uscita, non a ricevuto niente. Questa categoria de genti con che viverà ?

    • Franco 25 giugno 2012 at 9:16 am #

      Appunto! Le aziende sotto i 15 dipendenti non hanno bisogno di fare degli accordi per licenziare un lavoratore se la ditta ha un calo di fatturato. Il lavoratore prossimo alla pensione viene licenziato per giustificato motivo oggettivo e viene iscritto alle liste di mobilità con la legge 236/93, che guarda caso, non è la stessa legge di mobilità che copre il decreto sui salvaguardati (223/91). In piu non recepisce l’indennità di mobilità ma solo l’ordinario anno di disoccupazione.

      Se un’azienda sopra i 15 dipendenti avesse potuto, avrebbe licenziato l’esodato senza accordi, perchè se ha deciso di dargli una buona uscita significa che era un peso per l’azienda.

      Quindi:
      - Nessuna buona uscita;
      - Disoccupazione ordinaria per un anno invece che indennità di mobilità;
      - Non salvaguardato dal decreto perché anche se iscritto alle liste di mobilità, non lo è con la 223/91 (mobilita per aziende sopra i 15 dipendenti).
      - Non salvaguardato perché non ha fatto accordi (non ha potuto, la piccola azienda non ha bisogno di fare accordi per licenziare se il fatturato va male e licenzia l’anziano perché rende poco ed è prossimo alla pensione).

      Ora, lasciare fuori questi lavoratori è giusto? Hanno qualcosa in meno di chi ha fatto accordi? A mio parere hanno dolo la colpa di essere lavoratori di aziende piccole. Ed essendo DIPENDENTI non li si può incolpare di questo!

      Questo non fa male solo a queste persone e a tutte le loro famiglie ma insegna ai giovani a correre verso grosse aziende per avere qualche sicurezza in più, anche a fare lavori di basso livello o sottopagati, e a rifiutare lavori magari interessanti in aziende piccole che magari un giorno col loro aiuto chissà.. potrebbero decollare. Cosi continuiamo a distruggere famiglie e l’economia..

  8. Dan 22 giugno 2012 at 1:25 pm #

    Prima o poi dovranno dare i famosi assegni e tanti resteranno alla finestra: ecco, quel giorno, costoro dovranno buttare le bandiere, armarsi e dare il giro a tutto, all’inps ed ai ministeri, facendo finalmente capire che non sono lì per farsi prendere in giro

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