Ma a Rozzano non si cancella solo il Natale… Il sindaco aveva anticipato il preside

corona longobarddi ALDO MOLTIFIORI –  In quell’Istituto di Rozzano, ahimè, come in gran parte degli Istituti scolastici di Lombardia, vi sono altre ragioni di desertificazione delle coscienze, per di più nella loro fase più delicata; quella della formazione iniziale.

Vediamo quali sono le  ragioni. Il Preside scaglia la pietra – la cancellazione del Natale – e poi ritrae la mano – Il Natale vien trasformato nella festa d’Inverno spostata al 21 di gennaio. Nella sua lettera postata sul sito dell’Istituto il 30 di novembre così il Preside Parma testualmente recita: “Non ho rimandato né cancellato nessun concerto (omissis) quanto quello del dei bimbi della primaria, in programma il 21 Gennaio, ecc.” Il fedifrago e recidivo Preside dovrebbe almeno spiegare con quali motivazioni si può correlare lo straordinario evento del 25 dicembre ad un qualsiasi 21 gennaio, posto che ne esista una con una con un  minimo di senso. E’ del tutto evidente che essa cela semplicemente   la preoccupazione di non urtare la suscettibilità della minoranza musulmana! Dunque! Una fandonia che nasconde la codardia di chi, oltre alla  crudele distorsione della verità,  non ha il coraggio di assumersi le responsabilità di una tale scellerata decisione. Codardia e menzogna, da parte di  chi a cui  è stato affidato il compito di guidarne il processo formativo, non possono portare alcun contributo alla formazione delle coscienze,  specie in piccoli che stanno aprendo la loro mente al mondo, anzi, le danneggia e ne impedisce il libero sviluppo, le annichilisce nella paura di se e dell’altro. Nell’Arengo dei Comuni lombardi un simile comportamento sarebbe stato giudicato “Idiotes” (vedere Pericle) con la conseguenza di privare il reo di ogni responsabilità pubblica.

L’Istituto multifunzionale del comprensorio di Rozzano viene intitolato ad una Via. Difatti quell’Istituto viene tout-court chiamato: Via dei Garofani. Incredibile ma vero un Istituto scolastico che dovrebbe essere intitolato ad un personaggio che ha illuminato le nostre coscienze  dando impulso alla Comunità lombarda, per esempio; Beccaria, piuttosto che Volta, Cattaneo o ancora Sant’Ambrogio, solo per citarne alcuni, viene degradato ad un campo per fiori.  Intollerabile affronto alla identità della Lombardia, dell’Italia e dell’Europa.Incidentalmente  quei fiori non crescono né nei deserti africani né in quelli asiatici.    Ma dove è il Sindaco di Rozzano, dove sono i dirigenti della Regione Lombardia, dove sono i movimenti autonomisti e indipendentisti della Lombardia? Una grande e storica comunità ridotta a livello di un vegetale che fiorisce una volta sola all’anno! Qui devo chiamare in causa direttamente il sindaco di Rozzano; Lei deve agire al più presto per riparare ad un tale insulto anche se capisco che non sia facile per la sua formazione così lontana dalla natura e dalla storia di Rozzano e della Lombardia.

 

Lei dovrebbe imporre che quell’Istituto porti il nome per esempio del Re   Il grande legislatore longobardo che ha dato il fondamento giuridico alla Lombardia e che ha salvato Piemonte, Lombardia e Veneto dalla distruttiva influenza bizantina. Quelle sono le radici della nostra comunità, la quale senza quelle solide radici avvizzisce e poi muore. I lombardi sono orgogliosi del loro passato e, caro signor sindaco, è quel passato che ha permesso, tra le altre cose, la nascita de “Humanitas University”. Se lo ricordi, perché il suo intervento all’inaugurazione di quel prestigioso Istituto, di cui ho letto il testo integrale, è lontano dalla Lombardia e da Rozzano.

Nel suo nome quell’Istituto ci richiama la nostra eredità storico-culturale che pure dal mondo romano ha avuto, nel bene ma anche nel male, un impronta significativa.   A quella vecchia signora siciliana, che Lei ha ritenuto di ricordare nel suo discorso inaugurale, bisognerebbe dire che è la Comunità Lombarda e non quella siciliana o peggio quella sulla sponda sud del Mediterraneo che ha prodotto quella Umanità (cristiana) di cui tutti e proprio tutti possono beneficiare.

 

L’uomo cresce nella diversità delle menti e delle fedi, non nel deserto del nulla come Lei (inconsapevolmente) e il preside Parma (consapevolmente) vorrebbero. In tutti gli istituti di Rozzano, aggiungo di tutta la Lombardia, si devono insegnare lo Statuto del Comune, Statuto della Regione Lombardia, la Costituzione Italiana e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani di New York. Tutti insieme costituiscono la ineludibile precondizione affinché quelle piccole coscienze diventino dei buoni cittadini Lombardi ed Europei. Leggendo lo Statuto del Comune di Rozzano non posso non rimarcare che è del tutto assente il valore della identità, della storia e della struttura sociale  della comunità locale di Rozzano.

 

Lo Statuto di Rozzano   riduce l’uomo la sua storia e la sua identità a grigio, indistinto  soggetto sociale. Uno Statuto da rivedere!   Sul come promuovere la Lombardia e Rozzano nel divenire della coscienza degli alunni di Rozzano e su come ricostruire i caratteri distintivi di Rozzano siamo sempre disponibili a fornire i giusti strumenti intellettuali e conoscitivi.

 

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