Lusetti: “I Cobas del latte finanziavano la Lega”. E Zaia querela

di REDAZIONE

«So per certo che i Cobas del latte finanziavano le campagne elettorali della Lega Nord» come quella di Roberto Corradi, avvocato dei Cobas poi eletto consigliere regionale. La sua campagna, dice Marco Lusetti, ex vicesegretario del Carroccio in Emilia Romagna e testimone chiave per le procure di Milano, Reggio Emilia e Bologna, «è stata pagata in toto dai soci di un’associazione di produttori di latte» ma «io avevo visione dei bilanci e non ho trovato questa entrata né la dichiarazione congiunta che fa per legge chi versa e chi riceve finanziamenti».

Lusetti racconta di «alcuni incontri in cui si parlava anche di quote latte con Umberto Bossi, Luca Zaia, Giancarlo Giorgetti», finalizzati «a mettere in condizioni gli allevatori di pagare sempre più tardi: quale intervento legislativo fare, come far pressione sull’Ue, cosa poteva fare Zaia allora ministro». «Denunciai – dice Lusetti – imprenditori che versavano in nero soldi al partito» ma «invece di premiarmi mi chiamò Belsito e mi licenziò».

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Il presidente del Veneto Luca Zaia rispedisce al mittente ogni accusa di coinvolgimento nella vicenda delle quote latte che ha portato ieri gli agenti della finanza in via Bellerio, storica sede della Lega Nord. A tirare in ballo Zaia è stato Marco Lusetti, ex vicesegretario leghista emiliano, che lo ha nominato in un’ampia intervista nella quale ha sostenuto che gli allevatori pagavano le campagne elettorali del Carroccio e alcuni imprenditori finanziavano il partito “in nero” e non solo, anche di «alcuni incontri in cui si parlava anche di quote latte con Umberto Bossi, Luca Zaia, Giancarlo Giorgetti». Immediata la replica di Zaia: «Leggo su un quotidiano nazionale dichiarazioni del signor Marco Lusetti che mi descrivono coinvolto in fatti riguardanti il sistema delle quote latte, peraltro in un contesto di maliziosi accostamenti. Desidero ricordare – aggiunge Zaia – che mai ho piegato il mio ruolo istituzionale a interessi privati di chiunque, tantomeno dei produttori di latte. Prova ne sia che l’unica legge vigente in materia, che prevede riscossione onerosa delle multe con interessi legali e rinuncia a qualsiasi forma di contenzioso nei confronti dello Stato, porta il mio nome. Il non rispetto della legge produce l’attivazione delle procedure di incasso coattivo da parte dell’Erario». Il presidente chiede ai magistrati di fare chiarezza. Intanto scatta la querela. «Nel respingere con sdegno i diffamanti contenuti dell’intervista – prosegue Zaia – preannuncio che ho dato mandato ai miei legali di tutelarmi con ricorso alle competenti autorità giudiziarie nei confronti di chi ha reso tali dichiarazioni, al quale concederò la più ampia facoltà di prova, nella speranza che i magistrati possano fare chiarezza al più presto su fatti che mi vedono totalmente estraneo».

Fonte originale: www.gazzettino.it

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13 Comments

  1. lucky says:

    forse se i leghisti, anzi legaioli, favorivano la prolifrerazione degli OGM e schifezze varie avrebbero avuto un trattamento diverso….chissà dove cascherà l’asino…………e chi è un indipendentista…sincero

  2. Ferruccio says:

    Vedrete…… vedrete…….il nostro amico siciliano ex ministro dell’agricoltura Saverio Romano chiarirà il tutto e il calore del sole della Sicilia tornerà nuovamente a splendere sulla Lega Nord……..dott. Fruscio permettendo …….Angelinu daccordo con Boby Maroni aggiusterà il tutto

  3. massimo says:

    Invece di fare chiarezza sulla questione quote latte e la truffa di Agea (Il ministro Catania tra l’altro era presidente di Agea all’epoca, ma non sa niente?!) hanno sempre fatto gli affari loro, promettendo a destra e a manca che avrebbero risolto la questione…pagliacci leghisti…a casa assieme a tutti gli altri!!!

    • gianluca says:

      Catania non è mai stato dirigente di Agea e tantomeno presidente. E’ stato invece dirigente del ministero dell’Agricoltura

  4. Albert Nextein says:

    La lega è un cesso da circa 20 anni.
    Per quanto riguarda i latte ed i suoi produttori io la penso come segue.
    Chi produce latte , come altre cose in agricoltura, non deve avere sovvenzioni e neppure limitazioni.
    Se il mercato e la concorrenza libera rendono la produzione di latte non conveniente l’imprenditore cambia produzione.
    Altrimenti, se non si adatta e riconverte, chiude bottega, o fallisce.
    E’ semplice.

  5. elio says:

    chissà cosa gli avranno promesso? hahahah

    • Tere says:

      Io lo condannerei per “omessa denuncia” – troppo facile parlare prima delle elezioni , qualcosa mi dice che gatta ci cova

  6. Le vendette di ominucoli di partito sono sempre dietro l’angolo, mi piacerebbe capire come questi onest’uomini abbiano ottenuto a suo tempo le candidature…

    Caduti in disgrazia vuotano il sacco di accuse, vere o presunte non fa differenza, verso chi un tempo abbracciavano con deferenza.
    Dalle mie parti questi “uomini” li chiamano con un solo nome…

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