Lupi: sconto pendolari in autostrada. Gli altri pedaggi quando li restituite?

di GIULIO ARRIGHINI*

Caro ministro Lupi, che sovrintende sui nostri trasporti, ci consenta: lei perde il pelo ma non il vizio. Lei appartiene a quella schiera di politici che sono eletti al Nord ma che del Nord non frega nulla. Il suo annuncio, ovvero che “a partire da febbraio, per un periodo sperimentale fino al 31 dicembre 2015, verrà applicata una riduzione del 20% per i pendolari che utilizzano una tratta autostradale per almeno 20 volte al mese”, è un’offesa al Nord che tiene in piedi tutte le autostrade,  con aumenti che non hanno pari in Europa.

Il suo 20 per cento, caro Lupi, è uno sfregio che getta solo fumo negli occhi ai lombardi. “Prendete, prendete lo sconto paterno del governo, poi però pagate sempre e comunque di più rispetto agli altri automobilisti d’Italia”. E lo scopriamo quasi per caso: l’altro giorno hanno rapinato a Seriate un giorno di incasso sull’A4. Caro Lupi, 295mila euro. In un anno quanto fa? In decenni di furto quanto fa? Quanto è l’incasso giornaliero sulla Salerno/Reggio? Sul raccordo anulare di Roma?

Vi sono concessionari che lamentano, dal Piemonte a Pescara, cifre discendenti di incasso, fino anche al 20%, per colpa della crisi (solo sulla Torino-Piacenza meno 12% di veicoli, sulla tangenziale del capoluogo piemontese meno 15% e via discorrendo…). Diciamolo pure: perché in Italia per viaggiare bisogna pagare i ladri. Il pizzo. E respirare pure l’aria dei rifiuti tossici con cui si costruiscono i manti stradali. Da noi, al Nord, si corre anche per morire prima.

Ministro, è vero o non è vero che Autostrade Spa (Benetton docet)…. ha avuto   in concessione tutta la rete autostradale fino al 2038, versando solo 4,5 miliardi di euro? E’ vero che avrebbe dovuto  avviare una serie di lavori nei punti cruciali del traffico autostradale (Bologna, Milano, Roma, Salerno-Reggio Calabria, Como, Rimini, etc. etc.), e non sarebbe ancora accaduto? E’ vero che le tariffe dovevano essere legate all’inflazione e in rapporto ai servizi?

E’ vero che i prezzi in autogrill dovevano seguire l’andamento inflattivo anziché farci pagare un panino quanto un filetto? Insomma, possiamo andare avanti all’infinito ma il punto è questo: a noi il 20% non basta. I soldi di queste tasse non ricadono sul territorio e quanto le società autostrade controllate dai partiti hanno incassato sono un insulto alla giustizia sociale e al Nord “pagone”. Perciò, caro ministro, quando ci farete restituire i soldi tolti per decenni dalle tasche dei pendolari, dei lavoratori del Nord in nome della mobilità degli interessi su quattro innominabili corsie?

A proposito, Lupi, lei paga il pedaggio o glielo sconta Roma come parlamentare telepass oppure le faranno il 20% di sconto come pendolare della politica?

*Segretario Indipendenza Lombarda 

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9 Comments

  1. raniero says:

    Fanno bene dovrebbero mettere le tasse ancora più alte per i pedaggi.
    Non si può votare lega pdl per più di 20 anni e poi lamentarsi
    I due ciarlatani di professione Berlusconi e Bossi li avete votati voi quindi pedalare e pagare in silenzio.

  2. Amedeo says:

    Il nord si lamenta sempre, ma poi ha un gran cuore e lascia correre ogni sopruso, ormai lo hanno capito anche quelli che fingono di governare per non perdere la poltrona, ma un popolo di uomini liberi, non può lasciarsi umiliare in questo modo. È arrivato il momento di mettere in pratica la “disobbedienza civile” e costringerli a dare le dimissioni.

  3. marco preioni says:

    Le autostrade sono state costruite coi soldi dei cittadini ed i terreni sui quali sorgono sono stati espropriati per “pubblica utilità”. La vera mostruosità sta nelle norme che hanno privatizzato la loro gestione e moltiplicato il numero dei gestori, ciascuno dei quali agisce in regime di monopoilio privato nell’ uso di un bene demaniale.
    Sarebbe meglio per tutti se le autostrade tornassero tutte alla gestione diretta dello stato e fossero di uso gratuito perchè la loro manutenzione rientra nella fiscalità generale. Le nuove autostrade e le opere di miglioramento rientrano nello stesso principio di necessità ove ci sia pubblica utilità ragionevolmente riscontrabile e non nel solo interesse dell’ ente appaltante che usa il potere pubblico per raggiungere vantaggi privati.
    Si vada a vedere cosa sta succedendo con la privatizzazione della strada statale n. 1 – Aurelia che da superstrada aperta al libero transito viene trasformata in autostrada A-12 a pagamento: tutti i cittadini pagano i lavori; poi, a lavori ultimati, lo stato dà in gestione l’ autostrada alla SAT (sede Firenze, presidente ex-sen. Bargone – ex-sinistra); poichè l’ autostrada viene costruita sul sedime delle superstrada, ai cittadini viene tolta la strada pubblica senza altra alternativa per la libera circolazione. Poichè dove sono stati già realizzati i primi tratti (Livorno – Cecina) i residenti hanno protestato, la regione Toscana ha fatto un accordo con lo Stato e con SAT per esonerare dal pedaggio per i primi 5 anni i soli residenti dei comuni attraversati. SAT però non ci rimette, perchè la regione Toscana paga il pedaggio per loro ed i soldi li prende dallo Stato centrale che gira quelli che riceve da SAT per la concessione.
    Ovviamente si tratta di una ingiustizia perchè vengono esonerati i soli residenti nei comuni attraversati, a prescindere dal pregiudizio che abbiano dall’ opera, ma a pagare sono tutti gli altri. Non se ne capisce la ratio se non nel fatto che le uniche proteste efficaci sono quelle dei “frontisti” ai quali vengono chiusi gli accessi diretti alla strada esistente, mentre tutti gli altri utenti non hanno strumenti di manifestazione del disagio patito e quindi vengono ignorati. Inoltre, i comuni attraversati hanno una legittimazione a trattare le condizioni delle opere che i comuni con loro confinanti non hanno. La verità è che la trasformazione della supestrada in autostrada a pedaggio non risponde ad un interesse pubblico diffuso, ma al solo interesse della lobby politico amministrativa che esercita il suo potere creando gestioni privatistiche della cosa pubblica funzionali all’ esercizio di assunzioni ed appalti incontrollati e discrezionali.
    Curioso notare le motivazioni dell’ accordo a tre Toscana-Stato-SAT: se i residenti dei comuni attraversati dovessero pagare il pedaggio e preferissero usare strade urbane per risparmiare, non ci sarebbe una percorrenza sufficente a giustificare la trasormazione della superstrada esistente in l’ autostrada a pagamento perchè i pochi passaggi dei non residenti non consentirebbero a SAT di pagare i costi dei caselli.
    Queste sono le cose che nessuno denuncia perchè non sono conosciute se non a livello locale, perchè i giornali nazionali non ne parlano.
    Quanto ho detto sopra, riguarderà anche gran parte della costruenda autostrada da Mestre ad Orte della quale beneficerà il futuro gestore privato (Atlantia ?) che già ora si vanta nelle pubblicità di dire che aumenterà la rete autostradale di 900 km, ma omette di dire che contemporanemente verranno tolti agli italiani 900 km di superstrade senza pedaggio.
    Ed attenzione: con le privatizzazioni del 2004-2006 tutta la rete stradale italiana potrebbe progressivamente essere frazionata in tanti tratti da cedere in gestione ai privati con imposizione di un pedaggio, anche se non avranno carateristiche autostradali. A partire ovviamente dalle attuali superstrade del nord.
    Sveglia !
    Marco Preioni

  4. mv1297 says:

    ma più che l’autostrada, cosa consuma in termini di costi globali (carburante, olio, manutenzione, tasse di circolazione, assicurazione, valore auto, etc) un’auto se uno fa 120 km ogni giorno per andare a lavorare, come il mio caso?
    Perché uno deve pagare un sacco di balzelli (senza poter scaricare nulla dalla denuncia dei redditi) e tasse, per andare a pagare ancora tasse (con il proprio lavoro, decurtando il tutto dal proprio stipendio in anticipo)?
    L’assurdo è che bisogna perfino pagare (costo globale per spostarsi) per andare a pagare ulteriori tasse (dal proprio lavoro).
    Se non è schiavitù questa, che cos’è allora?
    Pensate che la mezzadria era meglio, alla fine si pagava “solo il 50%, ed il resto rimaneva nella propria saccoccia.
    Perché uno che ha un lavoro autonomo, può scaricare i costi ed io come dipendente non posso?
    Che schifo!

  5. Albert Nextein says:

    Vediamo.
    Autostrade è una società quotata privata, con maggioranza di Benetton se non ricordo male.
    Non dovrebbe esser la società Autostrade a decidere in piena autonomia le tariffe?
    Autostrade è nel mercato oppure no?
    Il governo non possiede Autostrade, ed allora perché ficca il naso e le mani negli affari di Benetton?

    Non so se il contratto di concessione, che penso sia un altro abominio statalista, preveda che il governo possa metter becco.
    Però se così fosse, direi proprio che sia una cosa fatta male.
    Cos’hanno paura, che Benetton chiuda i caselli e blocchi l’italia? Che non faccia manutenzioni ed ammodernamenti?
    Benetton è un imprenditore e si assume ogni responsabilità del suo operato.
    Se un’autostrada è affidata o è in proprietà ad un operatore privato non gli si lascia mai mano libera, pur coi dovuti controlli.

    Non capisco.

    C’è qualcuno che mi spiega come mai Lupi ed i vari governi determinino le tariffe ed il resto?

    • gianluca says:

      certo che il contratto di concessione dà il potere allo Stato

    • Vox veritatis populi says:

      Ma ci fai o ci sei?Quella delle concessioni autostradali è fin dall’origine una vera e propria truffa a danno specialmente dei cittadini del nord che le autostrade le hanno già pagate pagandone i rispettivi pedaggi per 20-30anni.Caro Albert, se a fregarmi,è un privato la truffa rimane tale e poco conta se i pedaggi li fissano governo e partiti che sono ancora ai vertici di società nominalmente e abusivamente private.In che cosa consiste la truffa è presto detto e questa truffa è tipicamente italiana.Una volta costruite le autostrade vengono date in concessione alle società che le hanno realizzate,scaduta la concessione cioè pagato il mutuo contratto per la costruzione che cosa succede?1)In alcuni stati come gli Stati Uniti,la Germania,l’Inghilterra,non si paga più nessun pedaggio e la manutenzione viene accollata allo Stato.2 In alcuni stati si paga un pedaggio annuale per la manutenzione:vedi Svezia e Svizzera dove con 30 franchi si viaggia un anno,che il costo medio di un viaggio in Italia.3 Infine c’è l’Italia dove si continua a pagare il pedaggio come il tratto autostradale fosse appena ultimato e gli enormi incassi vanno come per magia a imprenditori amici.Benetton non ha fatto nessuna autostrada ,delle molte di cui percepisce i relativi pedaggi.La salerno-reggio calabria è incominciata gli stessi anni della Mi-Ve ed è ancora in costruzione.Cosa diresti se dopo che hai pagato con mutuo la tua casa,ti dicessero che devi ricominciare a pagarla perchè la mulinazionale di B è in crisi…

  6. la soluzione ottimale, per tutti i lavori impiegatizi è il telelavoro. Io sono telelavoratore e il penultimo pieno di benzina mi è durato quasi 4 mesi!

  7. mirco says:

    I pendolari che ogni giorno superano 50Km+50km (andata+ritorno), cosa dovrebbero fare? Fare gli ultimi 30, 40 km in bicicletta? in strada statale? uscire al casello prossimo ai 50km e poi rientrare in autostrada.
    Questo provvedimento è assurdo.
    Incredibile non tener conto di chi per motivi di lavoro è costretto ad usare l’auto, e percorre mensilmente tra i 1700km e i 1900km in autostrada come pendolare. Fate due conti tra costi pedaggi e carburante, altro che 20% di sconto pedaggi, che tra l’altro in questo caso non puo’ essere applicato. VERGOGNA!!!

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