L’unica riforma possibile? Smontare lo Stato unitario o si muore

di FABRIZIO DAL COL
Guardare i programmi televisivi di approfondimento che riguardano la politica è ormai divenuto impossibile. Un tempo si scannavano per questione ideologiche, oggi invece ciascuno dei partecipanti crede di avere la ricetta migliore per superare la crisi. E’ gentaglia che va in TV solo per difendere la propria visibilità personale o per coltivare meglio l’orticello di produzione dei  voti  necessari alla propria ricandidatura.  Nel 1992 scoppiò Tangentopoli in piena crisi finanziaria ed economica del Paese, nel 2012 dopo 20 anni, ironia della sorte, scoppia una Tangentopoli peggiore, quasi adatta a celebrare una ricorrenza sistemica.  Quando sento in TV  il premier italiano elencare le riforme necessarie per salvare il paese mi viene l’orticaria. Almeno avesse la compiacenza di chiamarle con il suo vero nome ovvero provvedimenti impositivi e vessatori di natura legislativa. Niente da fare, Monti insiste a chiamarle riforme anche se l’insofferenza degli italiani, contrariamente alle sue affermazioni che vogliono i cittadini aver capito la necessità dei sacrifici imposti, nel frattempo aumenta invece pariteticamente all’iniquità e disparità dispotiche prodotte dai sopra citati provvedimenti. Il governo, il Parlamento e per giunta anche il Capo dello Stato  si ostinano ancora a professare la necessità di mantenere il rigore nonostante siano consapevoli  che a rispettarlo sono solo i cittadini, mentre  le istituzioni di uno Stato che ormai non c’è più continuano a praticare folli spese in modo ladresco e spudorato per  arricchire i  “legalizzati” e  lucrare anche sui sacrifici imposti agli italiani dal rigore.

Tornando alle riforme, mi verrebbe da chiedere a Monti  se sia consapevole che le riforme approvate dal suo governo non possono affatto essere considerate delle vere riforme. La riforma del lavoro e quella delle pensioni,  ovvero i presunti e sbandierati successi ottenuti dal governo, sono solo uno straordinario esempio di semplice ragioneria contabile che non ha riformato un fico secco, ma ha nel contempo prodotto solo risparmi sulle spese dello Stato. Risparmi che si sono però realizzati avendo soffocato la platea più vasta di contribuenti  ovvero  i cittadini, ben sapendo  che  l’inasprimento delle tasse avrebbe colpito chi già prima faticava ad arrivare alla fine del mese.  In Italia si parla di riforme fin dal giorno in cui è stata approvata la Carta Costituzionale e le uniche riforme fin qui conseguite sono state solo quelle che andavano a modificare la forma di governo del paese. Ciò che invece continua ad essere spacciato per riforme sono solo gli sterili provvedimenti  che ogni governo modifica con leggi fumose  pensate di volta in volta a suo uso e consumo e  al fine di garantire solo la sopravvivenza di se stesso e della  sua maggioranza. Lo Stato unitario italiano è fallito perché manca l’unica riforma possibile che si sarebbe dovuta fare subito  dopo l’approvazione della Costituzione e guarda caso tale riforma riguarda la struttura dello Stato e la sua unitarietà.

Se si intende salvare l’Italia senza voler mettere mano all’unica riforma possibile che è quella riguardante la forma dello Stato Unitario  si continuerà col deprimere le finanze di chi è obbligato a mantenere  tutte le istituzioni inutili, che inevitabilmente saranno  sempre foraggiate dai sacrifici degli italiani. O si ferma questo impianto unitario o si muore e fino a quando il sistema continua ad auto difendentesi attraverso la sua unitarietà, i costi, gli interessi sul debito e il debito stesso  continueranno a crescere  e,  a crescere, saranno ancora i sacrifici richiesti  ai cittadini.

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11 Comments

  1. I nostri avi hanno sempre combattuto tutte le oppressioni che hanno subito. Hanno sempre reagito per cambiare le cose.
    Adesso tocca a noi rispettare e onorare le loro gesta e la loro memoria, ribellandoci a questa oppressione italiota.

    Chi non lo fa ne rispondera’ davanti a loro e ai propri figli.

  2. Culitto Salvatore says:

    non capisco se sia a causa delle droghe che assumete, se sia per via di qualche incidente o semplicemente se siate nati così..ma è un delirio costante ciò che tocca leggere

    • Fabrizio says:

      Anch’ io non capisco i motivi per cui uno si ostina a leggere un delirio costante.

    • Salice triestino says:

      Tocca? E chi ti obbliga?

    • giovanni says:

      Mi domando tu in che mondo vivi; ma credi anche agli ufo ? o ti godi con CAZZENGER.?

      • Culitto Salvatore says:

        io vivo in italia e non mi lamento se qualcosa va male, non vado a piangere come non lo fa nessuno (e sottolineo NESSUNO) della mia regione di appartenenza, il povero veneto che non riceve aiuti da parte dello stato, il povero veneto che è sfruttato dallo stato, il povero veneto che è usato dallo stato, il povero veneto che da solo paga le tasse per tutti gli italiani,il povero vento che lavora onestamente anche quando truffa ed evade le tasse, perchè il veneto è veneto….ma non vi rendete conto di quanto siete ridicoli agli occhi degli italiani? sapete solo piangere, non avete un briciolo di dignità, volete l’indipendenza dall’italia? è l’italia che non dovrebbe più volervi…non ve lo dirà mai nessuno che siete degli indesiderati per il vostro modo di comportarvi, non ve lo dirà mai nessuno perchè sono morte troppe persone per poter rendere il veneto libero dall’oppressione austriaca, ma a voi non frega niente siete bravi solo a piangere e lagnarvi non avete la dignità morale di prendervi le VOSTRE responsabilità di assumervi le colpe dei vostri fallimenti e delle vostre incompetenze, è facile dire sono i terroni/mafiosi o i romani/mafiosi tutti sono ladri e imbroglioni, tutti corrotti tutti mafiosi evasori e possibilmente tutti sono stupidi imbecilli e minorati a parte voi ovviamente… abbiate dignità abbiate moralità e decenza siate degni di essere italiani ma sopratutto degni di essere veneti, perchè i vostri avi si vergognerebbero di voi

        • Salice triestino says:

          Parole al vento!
          Ridicoli agli occhi degli italiani? Ammesso fosse vero, chi se ne frega? Non tocca minimamente i Veneti!

          E poi guarda che il Veneto ha combattuto da parte austriaca, sulle navi austriache della battaglia di Lissa c’erano veneti e croati che assieme hanno affondato le navi italiane. Se poi per il Veneto è andata male, perchè è passato comunque all’Italia, è stato a causa di eventi politici internazionali.

          E per concludere, ci sta bene un Viva l’Austria!

  3. Piero says:

    Un edificio senza fondamenta, prima o poi collassa. L’itaglietta fondata sulle bugie risorgimentali, sul massacro di intere popolazioni sulla violenza e sugli abusi di ogni genere su donne e bambini (briganti), non può avere radici profonde e, prima o poi verrà spazzata via. Speriamo molto presto: WSM.

    • fabio ghidotti says:

      il problema è: spazzata via da chi? E per fare cosa?

    • Salice triestino says:

      Esatto, fondata sulle bugie risorgimentali, alle quali sono seguite bugie costanti! E’ dal risorgimento che bisogna iniziare seriamente a rianalizzare tutto e cercare di rettificare ciò che è ancora possibile rettificare.

  4. Diego Tagliabue says:

    Fallitaglia fu un aborto mancato fin dalla nascita, un costrutto artificiale di matrice giacobino-massonica.
    Fallitaglia non è riformabile: era destinata al fallimento ed è miseramente fallita per bancarotta fraudolenta.

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