L’unica certezza dell’Occidente è tradire i valori. Infatti è l’Oriente che avanza

ORIENTE

di SERGIO BIANCHINI – Tradimento amaro ma obbligatorio.

Nonostante tutti i tentativi che la cultura laica e liberale fa da decenni per sdoganare l’adulterio e fare della gelosia il sentimento più esecrabile la morale profonda relativa alla relazione di coppia non muta.

Nessun sentimento, salvo la giustificatissima paura nei confronti dell’immigrazione incontrollata, viene così demonizzato e indicato come simbolo di una natura primitiva e squallida, come la gelosia. Eppure la gelosia se non è  parossistica e incontrollabile, ma scatta difronte ad esposizioni chiaramente eccessive del proprio partner, è un indicatore molto utile ed importante. Come la paura è un segnale di primo allarme e se confermato e ricorrente ci dice che la situazione ha qualcosa che non va e che deve essere esaminato.

Con grande rammarico dei sapientoni della cupola mediatica unanimemente schierati per la depenalizzazione e la cancellazione del sesto comandamento, la grandissima maggioranza delle persone reali è ben lungi dal pensare che si debba sostenere la libera ricerca esistenziale e sessuale del partner traendo perfino felicità da questa esplicazione della libertà del partner.

La grandissima maggioranza, secondo la tabella statistica riportata nell’articolone del corsera del 27 agosto, il 93% ritiene la fedeltà una delle 5 cose che contano di più nel rapporto di coppia, assieme alla lealtà(96%), al sesso(94%), alla complicità(95%) e all’indipendenza(81%).

Siamo nell’era del “diritto alla felicità” dice il Corriere, c’è in atto una profonda trasformazione dell’uomo e della donna, e questa trasformazione porta a lacerazioni ma non fa niente. E ben venga il coraggio con cui donne ed uomini, sbagliando, tradendosi, separandosi, portano avanti questa “ rivoluzione sessuale”, culturale e dei costumi, l’ultima che ci pone in una posizione di avanguardia”.

Quindi il dolore corrente oggi nelle relazioni uomo donna è un tributo inevitabile al primato, all’avanguardismo dell’occidente. Nessun bilancio degli ultimi 40-50 anni, nessuna idea su come perseguire e tentare di rendere armonioso e cooperativo il rapporto chiave della vita umana. Dietro l’apparente saggezza dei consiglieri, psicologi, sociologi, pedagogisti, si vede solo un implacabile, cinico, impotente, arbitrario e vuoto presunto fatalismo storico.

D’altra parte il popolino, disarmato teoricamente e poco difeso su questo tema anche dall’intellighenzia cattolica, oscilla tra la vecchia morale, la deprecabile morale tradizionale con il sogno dell’amore romantico  e la dura realtà delle vicende di coppia delle famiglie reali lasciate sole con tutti i loro problemi organizzativi, logistici, economici, sanitari in mezzo ai quali  l’avventurismo sessuale viene indicato come unica , doverosa consolazione.tradimento

Ma la natura umana cambia lentamente, troppo lentamente per i nostri intelligentoni. Sempre la tabella del corriere evidenzia che il 54-58 per cento dei giovani crede nell’amore romantico, quello cioè che nasce e dura per sempre.  Anche la maggioranza degli anziani sembra crederci col 52% mentre le persone mature dai 38 ai 47 anni cadono nel disincanto pur col 42% ancora di “sognatori”.

Sento già le sdegnose reazioni di chi difende l’assoluta libertà di abbigliamento, di linguaggio, di movimento e di comunicazione del singolo componente della coppia specie se una donna da sempre soggetta a limitazioni. Ma ormai le vicende ed i racconti relativi ai deragliamenti ed alla fine dell’armonia di coppia sono infiniti e da 50 anni si svolgono sempre più massicciamente sotto gli occhi di tutti. Possiamo quindi riflettere su amplissimo materiale e senza forzate e fasulle deduzioni che sono in realtà schemi comportamentali sponsorizzati e precostituiti.

Certo, i giovani hanno davanti agli occhi gli innumerevoli fallimenti matrimoniali magari compreso quello di casa loro e quindi, pur desiderando la relazione romantica per sempre sono in fondo poco fiduciosi ed evitano di sposarsi cioè di prendere quell’impegno che ancora oggi ha un significato di irreversibilità, il marchio del PER SEMPRE anche se il divorzio esiste da più di 40 anni.

Quindi la faccenda é chiara, siamo nella melma totale circa le relazioni reali e correnti, non abbiamo idee vere su come rimediare almeno un po’ ma la battaglia contro la vecchia morale è un dovere, una certezza, anzi l’unica certezza.

Ma nel profondo, tacitamente, operano ancora la morale e la sensibilità tradizionale che non tollerano il tradimento.

Ci troviamo difronte ad una situazione stagnante dove la cultura dominante laico-liberale invece che riflettere sui fallimenti, attacca e denuncia le “aberrazioni” della morale tradizionale e sponsorizza amori liberi a tutte le età come unica cura risolutrice. Sapendo che questa pratica è ancora estranea alla maggioranza cerca “almeno” di ridurre i tabù millenari e il tradimento viene minimizzato anzi, viene indicato come perfino utile ad una maggiore consapevolezza e rinforzo del rapporto di coppia.

Porto altri due esempi dell’atteggiamento “ rivoluzionario” stereotipato dei media. Su Libero del 2 settembre c’è un’intera pagina dedicata allo studio di una psicoterapeuta inglese sul tradimento e sulla sensibilità maschile e femminile. Le solite trite e ritrite considerazioni messe in chiave fatalcomica ma al termine del servizio appare chiaro il cortocircuito. Corna e adulterio sono ormai termini obsoleti dice l’estensore del pezzo, termini ormai scomparsi anche nelle carte delle separazioni legali ma “ il tradimento resta impresso nella memoria della mente come un oltraggio, e in quella del cuore come una delusioone profonda. Che brucerà e resterà indelebile in chi ancora insegue il sentimento dell’amore esclusivo”.

E cioè nella grande maggioranza dico io.

La cosa però più curiosa è che il titolone spinge senza alcun dubbio verso il tradimento con queste parole:- Chi di corna ferisce poi gioisce – che non hanno alcun fondamento nel pezzo ed anzi cozzano con la perentoria conclusione.

Da ultimo cito un altro articolo del Corriere del 3 settembre dove si deride sarcasticamente una campagna mediatica cinese la quale racconta la storia familiare del leader  Xi jin ping e della moglie che 30 anni fa si sposarono e  sono rimasti insieme con una figlia senza alcuna piccante variazione. Che banalità, che grigiore e tutto al servizio di una squallida dittatura del partito unico. Si, solo noi, con il nostro doloroso ma doveroso avventurismo siamo all’avanguardia nel mondo d’oggi.

Ci sarebbe un piccolo dubbio: come mai il vento dell’est prevale sul vento dell’ovest?

 

 

 

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