Lumbard paga, tas. E crepa. Nella zona rossa la Gdf vigila affinché nessuno osi lavorare e fatturare

di Stefania Piazzo – La Lombardia, la regione che registra il più alto tasso di migrazione sanitaria dal Sud, senza escludere le strutture venete che si gemellano in questa accoglienza per sopperire alle carenze strutturali della sanità del Sud, alla malamministrazione della cosa pubblica nella tutela del diritto più importante, cioè vivere, è messa a dura prova. Solidarietà? Picche. Cosa accadrebbe se Milano dicesse a Reggio Calabria, “resta a ca’ tua?”, emulando la signora di Ischia che ha dato il meglio di sè cercando di cacciare i turisti liguri diretti in vacanza sull’isola?
Ma il problema non è nemmeno la fobia generalizzata, e la riprova viene dalla disposizione di Poste Italiane che con raro criterio scientifico ha sospeso l’invio di pacchi e lettere nella zona rossa, perché a nessuno è venuto in mente di trasportare con un robotino la corrispondenza dalla linea del confine della zona rossa agli appestati chiusi in quarantena. La corrispondenza non trasporta il virus. Lo spieghino ai vertici delle Poste.
Il problema è il ripetersi di un adagio che vede il Nord privo di una rappresentanza politica degna e all’altezza del suo ruolo, e di una questione settentrionale che è bandita da anni dal linguaggio politico, dai programmi politici. Si sono fermate due province del Nord e l’Fmi ha già detto che l’Italia è a crescita zero. Neppure questo fa alzare la testa, né impone un serio dibattito sulle necessità di due regioni che danno lavoro al pil di tutto il Paese e il cui export è la leva di comando dell’economia intera, essendo simbolo di una imprenditoria che a cascata paga le conseguenze del catastrofismo sul coronavirus. Hanno fermato il Nord. Avessero messo in quarantena Ragusa o Cosenza, non sarebbero cadute le Borse. Il Pil non sarebbe stato sfiorato dalla paura dei mercati. Al massimo, sarebbero stati stanziati miliardi di fondi per il rilancio del mezzogiorno.
Invece, in questo caso, hanno solo messo l’esercito a guardia della zona rossa lodigiana e padovana e nelle zone dove vige il fermo delle attività, gira la guardia di finanza. Sai mai che qualcuno provi a lavorare.

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