L’ultimo intervento di Stefano B. Galli: la grande Lombardia se la merita tutta l’autonomia che chiede

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di STEFANO BRUNO GALLI – SEMPLICEMENTE: GRAZIE! – Ultime due sedute del Consiglio regionale lombardo nella decima legislatura. Oggi sono stato il relatore in Aula di due progetti di legge usciti dalla Commissione Affari istituzionali e relativi all’incompatibilità tra il ruolo di consigliere e la carica di assessore l’uno e al dimezzamento del numero delle firme che le liste devono raccogliere per presentarsi alle competizioni elettorali l’altro. Ho onorato sino in fondo, fino all’ultima seduta, il mandato rappresentativo che mi è stato conferito cinque anni fa. E ringrazio chi mi ha offerto questa straordinaria opportunità, alla guida della lista civica Maroni presidente.

Sono stati cinque anni entusiasmanti per me che fino al 2013 osservavo e analizzavo il fenomeno politico e le sue dinamiche dal di fuori, come professore universitario. In questa decima legislatura ho vissuto la politica e le sue dinamiche dal di dentro, dal cuore dell’istituzione rappresentativa del grande popolo lombardo. E questo mi ha sicuramente arricchito, anche rispetto ai miei studi scientifici e al mio approccio allo studio della politica e delle sue regole. Non mi piacciono gli elenchi della spesa e neppure le maxi cifre assembleari, che riguardano l’istituzione nel suo complesso. E che non dicono nulla. Rivendico solo – con orgoglio e con fierezza – di non aver mai fatto un’assenza, di non aver perso una seduta, cioè di essere stato sempre presente in Consiglio regionale. Rivendico altresì di essere intervenuto in Aula circa 150 volte. E qualche mio intervento è addirittura finito sui giornali nella sua versione integrale.

Questa decima legislatura passerà alla storia per due grandi battaglie referendarie: quella per l’autonomia della Lombardia e quella contro il disegno di riforma costituzionale Renzi-Boschi. Per l’uno e per l’altro – due referendum diametralmente opposti, il primo autonomista e il secondo orrendamente centralista – chilometri macinati per partecipare a dibattiti e incontri pubblici, confronti e faccia a faccia in ogni angolo della Lombardia. Ringrazio chi mi ha accompagnato e supportato, soprattutto per il referendum per l’autonomia, che ho sempre sentito un po’ ‘mio’, visto che ho guidato il Gruppo di Lavoro che ha partorito il quesito, mettendo insieme tre proposte referendarie, e avendo poi fatto il relatore in Aula – il 17 febbraio 2015 – della proposta approvata alle urne il 22 ottobre scorso. Una grande vittoria. Sono anche orgoglioso di aver fatto il relatore della legge sul taglio dei vitalizi. Autonomia e vitalizi non sono che gli episodi più importanti del mio percorso in questi cinque anni. Ne potrei aggiungere molti altri.

Nel corso di questi anni ho avvertito – con cadenza annuale – l’esigenza di fermarmi a riflettere e a razionalizzare analiticamente l’evoluzione della politica. Ne sono la diretta testimonianza cinque libri che sono usciti in successione: il libro sulla macroregione alpina, una raccolta di testi di Gianfranco Miglio, federalismo e autonomie di Chanoux, una raccolta di miei editoriali, un pamphlet contro l’inaccettabile riforma costituzionale e un pamphlet per spiegare le giuste ragioni dell’autonomia lombarda. Un appello di libertà che, ormai, non può più essere ignorato perché la grande Lombardia se la merita tutta l’autonomia che chiede. Così come si merita Attilio Fontana! È stato emozionante entrare oggi in Aula per la penultima volta e sentire un funzionario dirmi: “meriti tutti gli onori di chi ha lavorato sodo per amore della nostra Lombardia”. Mi sono commosso! Grazie, grazie e ancora GRAZIE.

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4 Comments

  1. giancarlo says:

    Solo attribuendo il massimo delle competenze alle regioni più virtuose prima e alle altre successivamente c’è qualche speranza di uscirne. Caso contrario ci stiamo avviando al DEFAULT. E’ solo questione di tempo.
    Tenere tutto assieme e soffocare sempre tutto assieme. come si vede benissimo lascia il tempo che trova. Solo che di tempo non c’è né più…o si fa presto o si schiatta.
    WSM

  2. Marco Green says:

    Col senno di poi…è molto probabile che, se ci fosse stato il quorum, il 50% lo avremmo superato anche il Lombardia.

  3. caterina says:

    Un atto di forza no, eh!
    che potrebbe succedere se la Lombardia si autoproclamasse uno Stato indipendente! E’ la Regione piu’ ricca e maggiore d’Italia… che rischi correrebbe! nessuno… anche perche’ ha politici, imprenditori, industrie, capacitaa’ di governo e forza intrinseca a sufficienza… e tutti I lombardi esulterebbero, nativi e non, che abbiamo votato o no per l’autonomia nell’ultimo referendum!
    Sarebbe un bello schok per Roma e l’unico modo per far si’ che questo marasma di stato chiamato Italia si svegli e dal terremoto imbocchi un’altra strada… quella di una possibile ed auspicabile benche’ provvisoria confederazione…. nella scia di Cattaneo, Miglio e tutte le persone ragionevoli e capaci di cui e’ ricca la Lombardia …e non solo!

  4. Padano says:

    Se il 62% non è andato a votare.

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