Emigrazione di lusso: 6000 italiani vanno a vivere a Lugano

di REDAZIONE

Esiste anche un’emigrazione di lusso: segue percorsi brevi, non va alla ricerca di un futuro nuovo ma si muove in difesa del passato. E preso dimensioni consistenti di recente. L’immigrazione di lusso è quella dei 6.000 italiani che dall’inizio del 2011 a oggi hanno scelto di spostare la loro residenza a Lugano e dintorni, comunque in Canton Ticino. Uno spostamento che mai in passato era stato tanto vistoso e che sembra originato in primo luogo dalla necessità di mettere al sicuro una ricchezza e un benessere che paiono vulnerabili al di qua del confine.

A LUGANO – Il dato dei 6.000 italiani che hanno voluto diventare svizzeri – almeno per il domicilio – è confermato dagli uffici del Consolato italiano di Lugano: seppur non alla virgola, tanti sono gli abitanti del Belpaese che negli ultimi due anni hanno chiesto l’iscrizione all’Aire, il registro degli italiani residenti all’estero. Avendo bussato alla sede diplomatica di Lugano, è facile immaginare che la stragrande maggioranza di questi migranti abbiano stabilito la loro residenza proprio nella cittadina ticinese o negli immediati dintorni. Per capire le dimensioni del fenomeno basta soffermarsi su alcune coordinate: nel 2010 gli italiani che avevano traslocato a nord di Chiasso erano stati poco più di 700, la popolazione di Lugano non raggiunge quota 60 mila abitanti e quella dell’intero Canton Ticino è di 330 mila.

IN SVIZZERA – La Svizzera è tradizionale approdo di italiani famosi e benestanti (la cantante Mina è l’esempio che tutti conoscono), ma da qualche tempo prendere la residenza in riva al Ceresio è diventato più facile: nel 2009 la Confederazione Elvetica ha infatti aderito al trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone e questo ha abbassato indubbiamente numerosi ponti levatoi. Chi vuole trasferire qui la sua residenza deve solo presentare un contratto di affitto o il certificato di possesso di una casa ed essere in grado di dimostrare, in caso di controlli del fisco, che i suoi interessi sono effettivamente basati in Svizzera.

LE CASE – Ma proprio questi ultimi fattori determinano una sorta di selezione naturale: il Ticino è scenario di un boom immobiliare senza precedenti e un appartamento in centro a Lugano passa di mano anche a 25 mila franchi al metro quadrato. Nonostante ciò nel 2011 le case comprate a Lugano sono state 4072 contro le 2806 dell’anno precedente. Al tirar delle somme i migranti italiani possono essere solo persone in grado di permettersi un tenore di vita elevato ma attirati da una fiscalità di favore (di poco superiore al 20%) e da una qualità della vita con pochi paragoni nell’intera Europa. Pur mantenendo il loro domicilio a un’ora di macchina da Milano e dai suoi principali aeroporti.

LE TASSE – E se si trattasse in gran parte di residenze fittizie, solo per sfuggire all’Erario italiano? Il rischio c’è e i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate si fanno sempre più stringenti. Ma i costi del cambio di patria dovrebbero in teoria scoraggiare una mossa di pura facciata.

di Claudio Del Frate

FONTE ORIGINALE: www.corriere.it

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4 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Dalla Storia d’Italia di Montanelli e Cervi :

    …………. ma nello stesso tempo Diocleziano condusse a termine la riforma assolutistica dello stato già iniziata da Aureliano ………. Il suo fu un esperimento socialista con relativa pianificazione dell’economia, nazionalizzazione delle industrie e moltiplicazione della burocrazia. La moneta fu vincolata ad un tasso d’oro che rimase invariato per oltre mille anni. I contadini furono fissati al suolo e costituirono la “servitù della gleba”. Operai e artigiani vennero “congelati” in corporazioni ereditarie, che nessuno aveva il diritto di abbandonare. Furono istituiti gli “ammassi”. Questo sistema non poteva funzionare senza un severo controllo sui prezzi. Esso fu istituito con un famoso editto del 301 dopo Cristo, che tuttora rappresenta uno dei capolavori dell’economia controllata. Tutto vi è previsto e regolato, salvo la naturale tendenza degli uomini alle evasioni e la loro ingegnosità per riuscirvi. Per combatterle, Diocleziano dovette moltiplicare all’infinito la sua “ Tributaria”. In questo nostro Impero , brontolava il liberista Lattanzio, di due cittadini, uno è regolarmente funzionario . Confidenti, sovrintendenti e controllori pullulavano. Eppure le merci venivano ugualmente sottratte agli ammassi e vendute alla borsa nera, e le diserzioni nelle corporazioni di arti e mestieri erano all’ordine del giorno. Piovvero gli arresti e le condanne per questi abusi, patrimoni di miliardi furono distrutti dalle multe del fisco. E allora, per la prima volta nella storia dell’Urbe, si videro dei cittadini romani attraversare di nascosto i “limites” dell’Impero, cioè la “cortina di ferro” di quei tempi, per cercare rifugio tra i “barbari”. Sino a quel momento erano stati i “barbari” a cercare rifugio nelle terre dell’Impero agognandone la cittadinanza come il più prezioso dei beni. Ora avveniva il contrario. Era proprio questo il sintomo della fine……..

  2. marco says:

    vorrei tanto, davvero tanto farlo anche io. purtroppo al momento ancora non me lo posso permettere. e credo che ormai sia troppo tardi prima che qui crolli tutto. quindi dovrò guardare altrove.

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