L’Ue ci impone anche di non fare più zucchero: chiude l’Eridania

zuccherodi REDAZIONE

Il 30 giugno, al termine della cassa integrazione che “le leggi vigenti non consentono di prorogare ulteriormente”, Eridania Sadam – produttrice di zucchero del Gruppo Maccaferri – avviera’ “la procedura di mobilita’ per 162 lavoratori, dipendenti presso i siti ex saccariferi di Castiglion Fiorentino nell’Aretino, Celano, nell’Aquilano, Fermo, nel Fermano, e Jesi nell’Anconetano”.

Lo comunica, in una nota, lo stesso gruppo emiliano. A giudizio di Eridana Sadam, le motivazioni “che determinano la situazione di eccedenza del personale sono connesse al drastico ridimensionamento del settore bieticolo-saccarifero italiano imposto dai regolamenti comunitari di settore del 2006, in Italia si e’, infatti, passati da 19 a quattro zuccherifici, e all’impossibilita’ di attuare, ad oggi, i progetti di riconversione relativi ai suddetti siti, previsti dagli accordi di riconversione e dagli accordi sindacali sottoscritti. Benche’, in tutti questi anni, Eridania Sadam si sia prodigata fattivamente per attuare tali progetti – viene aggiunto – tutti gli sforzi compiuti sono rimasti senza esito, non essendosi giunti all’ottenimento dei titoli abilitativi necessari al fine di poter realizzare i progetti di riconversione e poter sostenere il ricollocamento dell’attuale organico”. Ad ogni modo, chiosa la nota, Eridania Sadam “conferma il proprio intendimento di perseguire con determinazione il positivo completamento degli iter autorizzativi in corso, nell’ottica di consentire la creazione delle condizioni per la futura riassunzione dei lavoratori”.

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6 Comments

  1. Amedeo says:

    Lo zucchero è un veleno imposto dall’industria alimentare, bisogna smettere di comprarlo.

  2. Albert Nextein says:

    Alla faccia della libera impresa.

  3. Roberto says:

    L’Europa non ha imposto proprio un bel niente, la riforma ocm non era rivolta a tutti i paesi comunitari, l’eridania ha accettato è solo per chiudere lo zuccherificio di Castiglion Fiorentino ha preso 80 miluoni di euro. Ora per forzare i progetti bocciati da tutti fanno leva su i posti di lavoro, penosi, ma qui in valdichiana non molliamo, abbiamo vinto dappertutto, vinceremo di nuovo anche contro i commissari speciali imposti dal governo

  4. Pippo says:

    Domanda: i soli 4 zuccherifici rimasti attivi in Italia riescono a coprire il fabbisogno del paese o siamo costretti ad importare zucchero dall’estero? Perché se lo dobbiamo importare è evidente l’ulteriore pacco che ci ha fatto la UE.

    • Dan says:

      Sicuramente saremo costretti ad importare da fuori. E’ questo il principio che sta alla base del non poter uscire dall’euro.

      Se uscissimo dall’euro e tornassimo alla lira, avremmo una valuta automaticamente svalutata però, se avessimo ancora una forte produzione interna, la cosa non ci peserebbe troppo al massimo un paio di anni così così.
      Invece se siamo costretti ad importare anche i beni di prima necessità, uscire dall’euro significa fare la fame perchè finiremmo per bruciare i pochi risparmi rimasti al cambio valuta e poi dopo sono volatili veri…

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