Luce: incentivare le fonti rinnovabili costa 14 miliardi agli utenti

 di REDAZIONE

Il gettito delle componenti «parafiscali» collegate alle bollette elettriche delle famiglie «ha raggiunto ormai le dimensioni di una manovra fnanziaria: oltre 11 miliardi nel 2012, e oltre 13,7 miliardi nel 2013». Lo ha segnalato il presidente dell’Autorità dell’energia, Guido Bortoni, nel corso dell’audizione sulla Strategia energetica nazionale convocata alla Camera dalla commissione Attività produttive. «Il 90% di tale gettito – ha aggiunto – è a copertura degli oneri relativi ai meccanismi di incentivazione della generazione elettrica da fonti rinnovabili e assimilate. Alla luce della normativa in vigore è ragionevole attendersi che tale onere rimanga in capo alla collettività ancora per diversi anni». In particolare, «nei prezzi al consumo dell’energia elettrica, dal gennaio 2009 al gennaio 2013» il peso percentuale delle politiche pubbliche di varia natura, sulla spesa complessiva delle famiglie italiane «è passato da poco più del 7% ad oltre il 20%, facendo quasi triplicare la spesa annua correlata.

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3 Comments

  1. fabio says:

    Eh tutti bravi a spiegare che gli incentivi alle rinnovabili costano, ma nessuno spiega perchè il costo della componente energia non cala nonostante il prezzo all’ingrosso dell’energia elettricasia in calo negli ultimi 2-3 anni:
    Fonte gestore mercato energetico italiano:
    http://www.mercatoelettrico.org/it/Statistiche/ME/DatiSintesi.aspx

    PS: anche le altri fonti di energia (termoelettrica e quello che rimane delle vecchie centrali nucleari) è ed è stata incentivata.
    Quindi? O li togliamo a tutti gli incentivi e poi facciamo i conti altrimenti di che stiamo parlando? Del fatto che gli incentivi non li prendono i soliti amici…?

  2. Riccardo Pozzi says:

    Un capolavoro di strategia energetica, ecosostenibile e mediaticamente simpatica. Dal punto di vista della rete praticamente inutile.
    Picchi di offerta fotovoltaica a mezzogiorno in corrispondenza di calo di richiesta della rete, alla sera problema inverso con conseguente ricorso alle fonti fossili, peraltro mai spente durante il giorno per evidenti problemi di inerzia termica delle centrali.
    In compenso due terzi delle incentivazioni vanno in Cina, maggiore esportatore in Italia di pannelli fotovoltaici, mentre le imprese italiane del settore arrancano.
    In pratica una cagata pazzesca.

  3. FRANCO says:

    Una qualsiasi iniziativa di per sé valida non ha bisogno di “incentivi”.

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