Luca Zaia prenda e alzi la bandiera dell’indipendenza del Veneto

di GIANLUCA MARCHI

In questi ultimi mesi in Veneto si è alzato notevolmente il livello del dibattito sul referendum per l’indipendenza, merito di chi ha premuto sull’acceleratore dell’argomento, anche se gli aspetti giuridici di una consultazione del genere appaiono ancora abbastanza controversi. Da Bologna, dove domenica scorsa la Lega ha tenuto la prima delle manifestazioni di piazza che, di mese in mese, porteranno alle elezioni di aprile, le cronache raccontano che il presidente del Veneto Luca Zaia si è schierato con i promotori del referendum: «Sono dalla parte dei veneti che raccolgono le firme per l’indipendenza», ha scandito dal palco. «La secessione? Ormai non serve più. Ce n’è una silenziosa fatta dai nostri imprenditori, 7.000 imprese che se ne sono andate», ha spiegato Zaia, attaccando le misure del Governo che hanno danneggiato, a suo dire, il Nord: «Ne abbiamo le palle piene di sapere che esistono quattro regioni del sud con cinque miliardi di buco della sanità o di spendere soldi per mandare l’esercito a ripulire la spazzatura dai marciapiedi di Napoli perché non sono in grado di fare la raccolta differenziata».

In precedenza Zaia era stato oggetto di critiche, anche da parte di commentatori del nostro giornale, per aver posto all’Avvocatura della Regione Veneto il quesito sulla legittimità del referendum: critiche giustificate dal fatto che il governatore avrebbe allora compiuto sostanzialmente una mossa per sgravarsi dalla responsabilità di dare una risposta positiva o negativa alla sollecitazione dei movimenti venetisti (in testa Indipendenza Veneta), sapendo benissimo che l’Avvocatura avrebbe dato parere negativo, in quanto un referendum per l’indipendenza è apertamente in contrasto con la Costituzione vigente. In quel frangente Zaia ha sollevato anche una questione di sopportabilità dei costi a chi lo spronava a procedere ugualmente sulla strada del referendum: nessuno, in Consiglio regionale, avrebbe votato una tale iniziativa, sapendo che la Corte dei conti avrebbe riversato sui favorevoli i costi per l’indizione di un referendum considerato illegittimo.

In vista del voto in Consiglio regionale veneto sulla mozione pro-referendum, da questa piccola tribuna ci permettiamo di rivolgere un appello a Luca Zaia: si schieri apertamente e senza equivoci, con la forza di tutto il suo peso politico e del suo prestigio, a favore della celebrazione della consultazione per l’indipendenza. Aggiunga tutta la sua forza ai movimenti che stanno caparbiamente perseguendo questa via e a quei settori della Lega Nord che già si sono dichiarati favorevoli: dai Giovani padani all’on. Massimo Bitonci (nella foto a fianco), candidato sconfitto nella corsa alla segreteria nazionale della Liga Veneta, ma forte di un 43% dei militanti leghisti, percentuale che oggi, a pochi mesi dall’avvenuto congresso veneto sarebbe forse anche superiore. Inutile, invece, chiedere che su questo fronte si schieri anche il segretario nazionale Flavio Tosi, che sappiamo tutti non essere secessionista perché la Costituzione italiota non “prevede la secessione”. Si ponga, il governatore Zaia, alla testa di coloro che vogliono in tutti i modi celebrare il referendum per l’indipendenza del Veneto, cominciando con l’intervenire affinché  la mozione pro-referendum possa essere discussa e votata il prima possibile. Vesta i panni dell’Artur Mas (presidente della Generalitat de Catalunya) in salsa veneta e, da diplomatico amministratore della sua Regione, si converta in paladino dell’indipendenza: abbiamo la sensazione che nell’intimo sia convinto essere questa la sola strada per ridare un futuro alla sua gente.

In conclusione ci sia permesso di esprimere una speranza. Il catalano Mas, che va a elezioni fra due domeniche con la forte probabilità di ottenere la maggioranza assoluta per il fronte indipendentista, ha inserito nel proprio programma elettorale la celebrazione, entro quattro anni,  del referendum per l’indipendenza della Catalogna: sarebbe troppo o forse eccessivamente ingenuo aspettarsi che Roberto Maroni, candidato alla guida della Regione Lombardia, inserisca nel suo programma un analogo proposito? D’altra parte anche Mas è stato fino a poco tempo fa un moderato-democristiano e oggi si batte per l’indipendenza della Catalogna!

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72 Comments

  1. luigi says:

    Se i politici leghisti vogliono l’indipendenza allora io sono la regina elisabetta… Quando ci sara’ l’indipendenza, sara’ ovvio che il veneto si riprendera’ tutti i punti vendita messi al sud, oviesse, navigare, coin, benetton ecc. ecc.

    • Culitto Salvatore says:

      sarà ovvio? ma dai non hai capito che si tratta di commercio e che nessuno di tali aziende che ha citato rifiuterà il commercio e quindi i quattrini che la guadagneranno? immagino inoltre che lei sia uno di quelli che pensa che un veneto indipendente “butterà” fuori tutti gli stranieri, certo, solo che gli “stranieri” sono più dei veneti stessi e creano economia, nessuno li butterà fuori, l’unica cosa possibile e auspicabile potrà essere la limitazione degli ingressi in veneto esattamente come fanno USA, Australia, Giappone e Canada, ecco quello si che è altamente auspicabile anzi dovrebbe farlo la stessa italia (che però per costituzione non può farlo), vede questo della limitazione degli ingressi è forse il principale motivo per cui auspico un veneto indipendente, ma ciò comporta oltre a dei vantaggi parecchi svantaggi, ad esempio la creazione delle dogane, l’uscita dall’europa (con la quale si potrebbe sempre fare commercio con accordi tipo svizzera), in generale si tratterebbe di isolazionismo che ha sicuramente degli svantaggi, chissà come si arginerebbe il problema, non possiamo fare altro che aspettare e sperare nel veneto stato

  2. Rinaldo C. says:

    dal dopouerra della II^ guerra mondiale, per paura del comunismo avete votato per ben 50 anni Democrazia Cristiana, ora vi siete svegliati anche grazie a quelli che sono saliti sulla torre di san marco e grazie anche alla lega nord , la quale purtroppo non è stat sempre leale con tutti i suoi votanti grazie anche a Bossi e la sua family e cerchio magico (fac simile dei federali fascisti, che hanno rovinato il benito e che ancora oggi qualcuno è morto altri comandono ancota, purtroppo i nostri parlamentari di ieri e di oggi questi sono i veri burocrati e padroni dello stato itagliota, il parlamento fa leggi e poi i burocrati le cambiano a lro interesse perchè comandono loro sono loro che prendono le tangenti). Popolo veneto sono d’accordo sulla vostra indipendenza del popolo veneto, Zaia ha detto che le seccessione del veneto sta avvenendo, grazie alle industrie venete e non italiane, che hanno deciso di allontanarsi dalle tasse iperboliche itagliote e andare nei vicini regioni austriache, slovenia, svizzera, lasciando a casa migliaia di lavoratori, questa è una secessione vera ora è voi che insiema a zaia e a tutti i movimenti indipendisti e autodeterminati del veneto, aiutiamolo e insieme riuscirete ad avere quello che nel tempo è sempre stato “Stato veneto”
    Con ossequi e rispetto al popolo veneto

    rINALDO

  3. giannarcixo says:

    Ad Alex, la questione non è proprio così, il Veneto fa parte dell’italia dal 1866 e per farne parte l’italietta ha dovuto chiedere al popolo Veneto il consenso.
    Da questa nefasta vicende nasce il diritto del popolo Veneto ad esprimere se rimanere ancora impantanato, infatti non si parla di regione Veneto, ma di popolo Veneto (parte della Lombardia, del Trentino Alto Adige e Friuli).
    E’ solamente per un’opportunità meramente amministrativa che al momento ci limiteremo a indire il referendum nella regione Veneto, ma ne ha diritto tutto il popolo Veneto (secondo il diritto internazionale) così come composto nel 1866.
    La tua Lombardia, come la chiami, è stata invece fautrice e promotrice dell’italia congiuntamente al Piemonte e quindi sussiste un problema, come si può facilmente intuire: può un padre non riconoscera la propria creatura?
    Noi invece non siamo neanche parenti e la convivenza è oltremodo insopportabile

    • Alberto Pento says:

      ????????????????
      E’ solamente per un’opportunità meramente amministrativa che al momento ci limiteremo a indire il referendum nella regione Veneto, ma ne ha diritto tutto il popolo Veneto (secondo il diritto internazionale) così come composto nel 1866.
      ????????????????

      A te endixi ?

  4. novagorica says:

    la Lega xe una mula…ridendo la te incula.

    • Flit says:

      In Slovenia, oggi, le mule hanno il pisello ?
      Ho varcato molte volte il valico della Casa Rossa per andare a divertirmi in una cittadina “inventata”, con viali faraonici e molte belle ragazze che, anche dopo un’indagine approfondita, non ingannavano e non deludevano in nessun senso !

      Vuoi vedere che adesso chiamano “mule” i travestiti brasiliani, come quel Aquele Abraço che imperversa su queste colonne ?

      Che tempi !

      AL’E’ DI BANT PROVA’ A INSEGNAI AL MUS…
      SI PIERT TIMP E SI INFASTIDIS LE BESTIE

  5. liberisuliberosuolo says:

    AMICI, Reguzzoni sta tornando di prepotenza. Altro che balle. Tutti foeu di ball! Arriva lui e tutti, dico tutti, devono spiegare e chiarire!

  6. galima says:

    Marchi, peso politico di Zaia? 78 kg ad occhio. Non di più. Mi creda. E lei non ha bisogno di essere troppo cortese con costoro. Semmai sono loro che dovrebbero essere oltremodo gentili con lei, che per storia e risultati professionali (a partire anche solo della bellissima Padania che faceva, altro che quella degli ultimi anni…) è superiore a tutti loro di un pezzo!

  7. gianmarcion says:

    Ma il Bambo dove xeo lu? Xe beo, bravo, fine, competente.

  8. rosanna says:

    Ma sto Aquele che è presente a tutte le ore secondo voi lavora in un posto pubblico? Se non è un povero disoccupato è l’unica spiegazione. A meno che non sia un libero professionista disoccupato. No, no, questo alvora in un ente pubblico messo lì dalla Lega e usa il computer a scapocchia…ma se lo prendono! Saluti. E grazie Lega di aver rimepito l’Italia di sfaccendati allegri.

    • Aquele Abraço says:

      Lavoratore individuale autonomo, cara disgrafica, pago tutte le tasse anche se controvoja, ma no go paroni che me rompe i co….
      Ciao rosè.

  9. giommi says:

    Quella bandiera, derisa e calpestata dal centralismo, può esser sollevata solo da mani pure dalla politica partitica, ovvero da Elena Durigon! Una ventata fresca e una spinta rivoluzionaria. Aprite l’occhio, non bevete le solite porcherie!!!

  10. pinel says:

    Mi veo molto ben el Bitonci. Solo questo digo. Mi lo veo ben, molto ben, xe bravin e composto. Sul resto taso.

  11. luigi bandiera says:

    Potrebbe essere l’uomo giusto.

    Ma ci vuole una squadra e quindi se gli indipendentisti RAGIONASSERO per almeno un DI’… forse qualcosa sortirebbe.

    Invece abbiamo a che fare con tanti ricci.

    Quando i ricci sono in difesa non camminano.

    Ricci, dovete aprirvi per camminare.

    Meditate…

  12. Mauro Cella says:

    Consentitemi una piccola riflessione.
    E’ servita una crisi economica di proporzioni non viste da generazioni perché i “governatori” del nord d’improvviso si scoprissero autonomisti.
    Zaia che flirta con il secessionismo, Formigoni che si scopre discepolo di Miglio… chi lo sa chi sarà il prossimo a cadere folgorato sulla via di Damasco.
    E viene lecita una domanda: visto che non si tratta di neoarrivati sulla scena politica ma di persone che comunque sono “pezzi da novanta” da anni oramai, perché non ci hanno pensato prima? Perché per anni sono andati avanti ad avvolgersi nel tricolore e ad ignorare autonomismo e secessionismo? Perché questo improvviso cambiamento?

    Le cause a mio parere sono due, strettamente legate.
    Non è mistero che, non solo in Italia, ci sia una stretta correlazione tra la popolarità di una figura politica ed i fondi che ha a disposizione. Per carità, niente clientelismo e voto e di scambio, parliamo di cose assolutamente legali. Ma è ovvio che l’elettore sia più propenso a votare per chi spende munificamente per “fornire servizi”. Può essere la Provincia che fa lavorare decine di imprese con faraoniche opere pubbliche, può essere la Regione che finanzia generosamente la “cultura” e lo sport… fatto sta che c’è un innegabile nesso tra spesa pubblica e la popolarità di chi apre i cordoni della borsa.
    Non è un mistero che tra depressione economica e, soprattutto, le misure del governo Monti (tendo a ricordare approvate da una maggioranza bipartisan senza discutere) gli enti locali abbiano non solo a disposizione molte meno risorse ma siano minacciate da misure fiscali accentratrici di cui la tesoreria unica è solo l’inizio.
    Vedetela come volete: legittima preoccupazione di non essere più in grado di assicurare servizi alla cittadinanza o paura che gli elettori si rivoltino contro il primo bersaglio che capiti loro a tiro, la sostanza non cambia. Ecco quindi che si “scopre” l’autonomismo, non tanto per convinzione quanto per convenienza.
    Qualche ambizioso (quale Zaia è, anche se è un umile fraticello rispetto a Formigoni) può addirittura covare sogni di secessione per costruirsi il proprio Stato: come diceva Giulio Cesare meglio comandare un villaggio nelle Gallie che obbedire a Roma.
    Per carità, parliamo di sogni quasi sicuramente irrealizzabili: in Italia l’autonomismo non ha ancora iniziato a riprendersi da vent’anni di Umberto Bossi e Bobo Maroni. Servirà almeno un altro decennio per disfare i danni fatti dal diabolico duo.

    In quest’ottica capite bene che la scoperta dell’autonomismo da parte di chi è in posizioni di potere prende un significato ben chiaro: la cultura, la lingua, la storia c’entrano fino ad un certo punto. Ciò che importa veramente è il vil denaro.

    • Aquele Abraço says:

      Un bel problema, eh!
      D’altra parte sono i rischi della democrazia, non si sa mai di chi fidarsi …
      Ma adesso è arrivato Grillo, il nuovo salvatore della patria di cui, immagino, ti fidi ciecamente.
      Peccato che voglia riunire l’Italia… e partendo dalla Sicilia, ma che bravo, lui si che riscrivera la storia!

      • ginelli says:

        Questo è ossessionato dal Grillo. Robb de matt. GUardi che Grillo non prenderà voti perchè li prenderà tutti la Lega che stavolta fa il botto. Stia tranquillo che il suo posto e quello di Grimoldi sono salvi.

  13. lion says:

    Indipendenza del Veneto? Le solite chiacchiere per militonti (della Lega o di altri partitini analoghi per argomentazioni e percentuali elettorali).
    Idem per il pagliaccesco referendum per l’annessione della Lombardia alla Svizzera sponsorizzato dal sassofonista nano di Varese.

    • Aquele Abraço says:

      Inipendentisti Veneti, invece di fare il pelo e contropelo a Zaia e la Lega, che nonostante tutto stanno dalla vostra parte, anche se al momentonon possono esporsi troppo, valutate bene chi sono i veri nemici del Veneto, per esempio quelli come questo falso “lion de carton che fa rima co ….” gran leccaculo di Napolitano.

      • www.indipendenzaveneta.net says:

        per me va bene la famosa frase tratta dal libro “il Principe” di MAcchiavelli: il fine giustifica i mezzi; quindi uniamoci tutti perchè se si toglie il veneto probabilmente crolla il castello di carte…
        in bocca al lupo a tutti e Buona Indipendenza!
        Roberto Roman

  14. daniele says:

    lasciate ogni speranZa-ia
    o voi che ne l’Indipendenza entrate

    • lion says:

      Anche Zaia sostiene il nuovo corso ufologico della Lega 2.0 ?

      • Aquele Abraço says:

        Ma tasi, lion de carton, te vedo ben come sopramobiłe int’ el sałoto del presidente napoetan.
        El te ga comprà in sventida?

        • Aquele Abraço says:

          Ops, a volte sono dislessico, è colpa della fretta e dell’astigmatismo, ma per il resto ci vedo bene.

          • Flit says:

            Sei proprio un pallone gonfiato che continua a sparare le sue stupidaggini mediterranee per far fare brutta figura ai leghisti, come se ne avessero bisogno !

            Quando scrivi non sei dislessico, sei disgrafico !

            Proprio niente, capperi, non sai niente e non capisci proprio niente !

            • Aquele Abraço says:

              Grazie Flit per la correzione, comunque non sono, per mia fortuna, un’enciclopedia ambulante come te, un vero treccani del nozionismo che però riesce a esprimere al massimo un concetto alla volta e con ridondanza in quattro righe di commento.

              • Flit says:

                Meglio esprimere un concetto serio per volta che una miriade di coglionate nell’arco della giornata come fai tu !

                Sei un infiltrato che, fingendosi leghista, si profonde in espressioni imbecilli al solo scopo di far ricadere la cacca di ritorno sul Carroccio !

                Però sei bravo ! A volte non ti si distingue da un militonto !

                • Aquele Abraço says:

                  Troppo buono, in verità sei tu che hai fatto scuola e mi hai dato il “la”.
                  Normalmente sono meno faceto.
                  Mi trovi su Google:
                  Aquele Abraço|Libero Pensiero

  15. giannarcixo says:

    Vi sono due aspetti che devono essere sottolineati e certamente corretti.
    1-Se non diciamo i nomi e cognomi di chi ha premuto sull’acceleratore rimaniamo orfani e privi di quell’indicazione oggi fondamentale per avere dei punti di riferimento credibili: il movimento politico che sta dettando l’agenda politica in consiglio regionale e che tiene sotto pressione la politica Veneta è uno solamente e si chiama Indipendenza Venete nelle persone dei sigg. Pizzati Lodovico (segretario), Luca Azzano Cantarutti (presidente), Alessio Morosin (presidente onorario) e Gianluca Busato (coordinatore per Treviso e portavoce del movimento).
    2-Il secondo aspetto da chiarire è la necissità di dire che il percorso per l’indipendenza del popolo Veneto è possibile proprio perchè trattasi di popolo, quello che non si può dire per la Lombardia (tra l’altro fautrice dell’unità d’italia).
    Ergo quello che è possibile per noi Veneti come per i Catalani o gli Scozzesi, cioè usufruire del diritto internazionale per l’autoderminazione dei popoli non è fattibile per i lombardi.
    Questo per non fare il solito minestrone e per chiarire che Maroni nel suo programma certo non potrà mettere il percorso studiato da Indipendenza Veneta a meno che non voglia fare la solita demagogia.
    Zaia è un discorso diverso, capisce che per il Veneto non ci sono vie di fuga dalle catene italiche, ma nel contempo è estremamente grato alla lega che gli ha permesso di fare la sua folgorante carriera (il culo in due sedie), è combattuto ed anche ieri sera è stato un po’ ambiguo sulla strada che intende percorrere: appoggia Indipendenza Veneta, ma non intende indire il referendum, booh vallo a capire!
    Anche nell’incontro che Indipendenza Veneta ha avuto il 08/11 u.s. con Zaia sono emerse queste incongruenze, ma Zaia aspetta anche l’esito del consiglio regionale straordinario per vedere le decisioni in merito all’indipendenza Veneta, lui vuole navigare a vista considerata la delicatezza della questione, sa di giocarsi il futuro.
    Allora diciamoglielo chiaramente a Zaia: sappi che se non riesci a dare futuro al Veneto con l’indizione del referendum e te ne starai comodo con la pancia piena ad aspettare la manna dal cielo questo si ritorcerà contro di te irreversibilmente, punto!

    • Ric 81 says:

      Perchè non votate per la Puppato la prossima legislatura magari vi porta insieme al Kosovo!! Criticate tanto zaia e parlate di partitucoli come indipendenza veneta, che sapete benissimo che non potrà mai governare e avere un rappresentante, le idee sono buone ci credo ma siete sicuri di avere un veneto dove tutti vogliano la autodeterminazione?? Il pd è il primo partito e il 5 stelle dovrebbe avere suiperato la lega nei sondaggi nel veneto….credi che quaste forze siano per l’autodeterminazione????? Secondo me dovreste invece che come sempre criticare zaia prendervi su e cercare una alleanza strategica con la lega e fargli pesare il vostro credo politico alle prossime regionali quando la lega molto probabilmente correrà da sola, se fate buona campagna elettorale facendo capire che siete voi il movimento per l’indipendenza e loro sono ancora legati a carrozzoni come lombrdia piemonte e a tosiani che non ne vogliono sapere molto probabilmente i cittadini lo capiranno e le forze in campo anche grazie a questo giornale cambieranno.

    • Giannarcixo, il diritto di autodeterminarsi prescinde dal fatto che si sia “popoli” o meno, anche perchè secondo la Spagna il popolo è quello spagnolo e secondo l’italia è quello italiano, al di là del fatto che i Veneti si appellino al proprio Statuto e alla legge di conversione costituzionale (del resto non mi pare entusiasmante impostare tutto sul discorso di “popolo” come entità giuridica e poi dover basare tale fondamento sul fatto che ci sia una legge italiana, quindi di un altro popolo, a riconoscerlo).

      Il diritto di autodeterminarsi, e quindi anche di secedere per proclamarsi indipendenti, risiede nel consenso stesso. Se una Regione, come la mia cara Lombardia, deciderà un giorno, spero molto presto, di autodeterminarsi e di farlo in tal senso, così andranno le cose.

      Cordialmente,
      Alex

  16. Mi chiedo quanto la gente si farà ancora prendere per i fondelli da questi cialtroni… Sono allibito e seriamente scoraggiato dal vedere ancora un qualche tipo di supporto per questi palesi traditori del Popolo… Spero che i veri Patrioti Veneti siano sufficienti a compensare…

  17. Carla says:

    Spero che Zaia metta anche in atto oltre le semplici parole il suo slogan:”Prima di tutto il Veneto”.
    E che aggiunga anche con i fatti:”Prima di tutto i veneti”.
    Mi ero convinta a votarlo particolarmente per questo.

  18. Culitto Salvatore says:

    zaia dovrebbe fare la cosa migliore è più utile per il veneto, dimettersi e andare a lavorare la terra

    • gianluca says:

      che commento di palta…

      • Paolo Vena says:

        Forse il sig Culitto ignora che Zaia è stato votato da oltre il 60% dei veneti. Può essere che secondo il sig. Culitto la democrazia sia un opzional.
        A proposito sig Culitto lei dove è residente se è lecito chiederlo?

        • Veritas says:

          Paolo, lo dicono nome e cognome.
          Comunque è certo che Zaia è molto stimato in tutto il Paese.

          • Alberto says:

            Da buon lecchino dei padroni della “padagna” è stimato dalla popolazione più servile e beota d’Italia: i veneti (de cui fasso parte anca mi).
            Quindi Ga raxon Salvatore a dire che Zaia e tutti i pajassi leghisti i dovaria ndare laorar a tera.
            E anca el 60% de folpi aventi diritto che lo ga votà…

            • Carla says:

              Alberto:A parte gli outsider e i voti buttati lei per chi avrebbe votato?
              Il 60% di preferenze dimostra che al tempo la formula promessa da Zaia era giusta.Altra cosa che l’abbia attuata e per questo ne renderà conto ai veneti.
              Se noi siamo folpi lei è una piovra e con la bocca particolarmente larga per giunta.

              • Alberto says:

                Ma che formula? che i ne toe par el de dre da 20 anni ? federalismo? devolution? secessione? a noi veneti ne ciava 20 miliardi de euro da anni e in questi anni chi abbiamo mandato a Roma? Zaia, Galan, Sacconi, Brunetta, Donadi, Casellati, a Destro….noi veneti dobbiamo ringraziare noi stessi se stiamo messi così, siamo una massa di beoti che pensa al propio “ortexeo”.
                Dopo aver sostenuto 20 anni Berlusconi e le sue porcherie, dopo aver alzato le tasse e il debito pubblico che caspita di ricetta poteva fare Zaia e la lega? chi ha salvato Catania in Parlamento anni fa? chi ha fatto la peggior riforma federalista che si potava fare? chi ha sostenuto Berlusconi che ga cavà il falso il bilancio che anca in Angola lo ga?

                Se meritemo tutto noi veneti (e anca i altri italiani che ga votà sta zente) e xe oncora poco…a pagaremo coi intaressi.
                I problemi che ghemo non sono imputabili all’Italia ma in primis a noi, il diritto di voto ce lo avevamo e lo abbiamo usato malissimo unitile criare (piagere) adesso.
                Lo ripeto semo un popolo servile poichè se non lo fossimo sarissimo za indipendenti da un toco o almento avremmo mandato ben altri rappresentanti a Roma .

                • Aquele Abraço says:

                  Xe rivà el novo predicador che ne mancava!
                  Manco mal che te ga messo anca Donadi int’ ła lista.
                  Quando xe che te vedaremo spicoarte par protesta dal campanil de San Marco?

                • Carla says:

                  Alberto:Io le ho rivolto una domanda precisa e lei è andato completamente fuori tema.
                  Alle regionali 2010, lei per chi avrebbe votato considerando che le possibilità di arrivare alla Presidenza erano solo due ?Cerchi di non perdersi in sè stesso anche stavolta.

                  http://www.polisblog.it/post/7336/elezioni-regionali-2010-veneto-i-dati-del-viminale-i-vincitori-i-vinti-le-prospettive

                  • Alberto says:

                    Chi ho votato? ho annullato la scheda.
                    Al gioco del meno peggio non ci sto, tra un pagliaccio leghista e un pagliaccio di sinistra io non mi sento rappresentato…sempre pagliacci sono.
                    Ma dato che noi veneti semo particoalri, dea serie: “ciò pa chi gheto votà? sinistra. COSSA? ma sito comunista? “…oppure, gheto votà destra? ma sito berlusconian? o leghista?
                    votare pa un pajasso pitosto che nantro xe na grande libertà ciò.

                    • Aquele Abraço says:

                      Spero che ae prossime elession te voti almanco par Veneto Indipendente, o no te votarà anca ti par el Griƚo?

                    • Alberto says:

                      Mi ae prosime elession no so cossa votare….Veneto indipendente? quae? ghe xe do partiti uno che forse concorrerà ae nassionai e uno che non concorre?
                      Varda no so propio cossa votar, me presento e annullo a scheda oncora, Grillo xe un demagogo e infatti el fa presa sui italioni.

                    • Carla says:

                      Mi dispiace Alberto, ma non andare proprio a votare può essere una scelta ma annullare la scheda è un po’ codardo dal mio punto di vista.Soprattutto dopo essere risultati presenti all’anagrafe della sezione.
                      Inoltre Zaia non è un pagliaccio.Sbaglierà magari a non prendere posizione per l’indipendentismo ma pagliaccio non lo è.Si ricordi che come ministro dell’agricoltura aveva fatto molto bene e è per quello che ha avuto il mio voto alle regionali oltre a quello di 1.362.000 veneti.
                      Uno come Bortolussi che aveva sempre difeso le partite IVA come presidente degli artigiani e delle piccole imprese non era credibile come paladino dei lavoratori privilegiati e statali del PD.Tutti gli altri erano esclusi dal gioco.La invito a non dare mai più dei folpi agli elettori.Lo faccia per cortesia se non le riesce a farlo per buona educazione.

        • …..non ghera de meio al momento…..

        • Culitto Salvatore says:

          anche il sig. froc..ehm crocetta in sicilia è stato votato da un a bella maggioranza di elettori…
          alla domanda dove risiedo rispondo: in italia

          rispondo anche a veritas
          lo dicono nome e cognome…di chi? sarebbe suonato meglio se mettevo il nick Camillo Teresin? (che forse avrebbe detto meglio di dove sono ma non dove risiedo)

          • Aquele Abraço says:

            Culitto …Salvatore delle chiappe d’Itaglia, se tu non fossi un personaggio inventato, giuro, ti avrei inventato io.

            • Culitto Salvatore says:

              eheh sono come la panda se non ci fossi mi si dovrebbe inventare, solo che dopo avermi inventato esattamente come la panda andrei rottamato..

      • lion says:

        Marchi non si offenda ma qui di palta c’è solo il vostro tentativo (spero non interessato) di far passare le cicliche sparate pseudosecessioniste del belleriano di turno come credibili.

  19. franco says:

    Beh, se Artur Mas ha promesso un referendum entro 4 anni (!!!) tanto rivoluzionario non è neanche lui e forse è una manovra per ottenere un nuovo patto fiscale con madrid…

  20. Zaia …. le come don Abbondio nei promessi sposi el ga …. paura de don rodrigo ( Tosi ) da essar deppena dalla liga Veneta …… savemo tutti che il segretario dela liga Veneta le un italian travestio da legaiolo … par bocciar tutte le proposte de indipendensa …WSM

  21. Bellissimo articolo.
    In un libricino di autore rimasto segreto, uscito nel 2009 e intitolato “Fratelli d’Italia?”, sponsorizzato da AffarItaliani, si ipotizzava che sarebbe stato proprio Zaia ad innescare il processo secessionista. Sono passati tre anni, la crisi si è inasprita, l’unica risposta possibile all’eventuale quesito se ci sia ancora tempo, è soltanto una: XE ORA!

    • Alberto Pento says:

      le cronache raccontano che il presidente del Veneto Luca Zaia si è schierato con i promotori del referendum:
      «Sono dalla parte dei veneti che raccolgono le firme per l’indipendenza», ha scandito dal palco.
      «La secessione? Ormai non serve più.

    • Marco Polo says:

      Caro Storti. Permette mi di fare una correzione. In buon veneto il pronome clitico è obbligatorio. In altre parole non si deve scrivere xè ora ma una delle possibil versioni:
      -£a xè l’ora.
      -A xè ora.
      Possiamo dire che si tratti di leziosa pedanteria.
      Ma così non è. La Catalogna ci insegna che il recupero della lingua locale (il catalano sotto Franco era proibito ed era chiamato dialetto) è uno degli elementi che conducono verso la libertà.

  22. Alberto says:

    Se….doman….xe pi fassie che se reincarni el doge Andrea Gritti e che el fassa na rivolussion.

  23. Unione Cisalpina says:

    x kuesti due già sarebbe un atto rivoluzionario strepitopso ! 😀 … mi kiedo xkè kontinuare a sperare in kuesti e non gettarli definitivamente nel cesso dell’indipendentismo cisalpino …

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