Lottieri: il disastro dell’Unione nata sui soldi. Il futuro è la miseria dei popoli

LOTTIERI

di CARLO LOTTIERI* – I processi di accorpamento politico e territoriale (l’unificazione dell’Italia e della Germania nell’Ottocento, quella dell’Europa al giorno d’oggi) vengono spesso difesi con argomenti economici. Non di rado gli uomini politici si vergognano del loro nazionalismo e ancor più della volontà di potenza che li pervade, e quindi tendono ipocritamente a utilizzare questo genere di maschere. Si sente spesso dire, ad esempio, che l’Europa unita sarebbe una potenza economica superiore agli Stati Uniti. Questo argomento, però, è ridicolo.

A nessuna persona di buon senso interessa davvero il Pil complessivo: l’insieme delle ricchezze prodotte all’interno delle frontiere. Quello che rende benestante un popolo è il benessere dei suoi abitanti. Sommare l’economia di Francia, Germania e Olanda non significa niente, se non porta a un miglioramento delle condizioni degli abitanti di questi Paesi. Un’altra analisi ugualmente contestabile è quella secondo cui l’unificazione sarebbe utile e necessaria perché elimina le barriere doganali. Questo argomento viene usato, in particolare, ogni volta che si cerca di mostrare i presunti vantaggi dell’Unità italiana.

Ma anche questa tesi è infondata, poiché sono proprio le piccole realtà politiche (Montecarlo, il Lietchtenstein, l’Estonia o la stessa Svizzera) a essere le aree più economicamente aperte alle importazioni: con un numero minimo di dazi e barriere. C’è poi un’altra questione: e cioè che le piccole istituzioni rendono più difficile il parassitismo. Nei meandri di bilancio della Repubblica italiana o dell’Unione europea è molto facile che trovino spazio ogni genere di clientelismo e protezione. Un’istituzione che dovrebbe rispondere a 60 milioni di persone, alla fine, risponde solo ai giochi di potere di piccoli e piccolissimi gruppi organizzati. Ancor più il discorso vale di fronte all’Europa, che ha fatto di Bruxelles il punto d’incontro di ogni genere di lobbismo.
Entro una piccola istituzione, se qualcuno pretende di vivere parassitariamente le sue vittime lo riconoscono subito. E reagiscono di conseguenza.

Oltre a ciò ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che ciò che più tutela la libertà, la proprietà e, quindi, la stessa prosperità è il poter scegliere un’altra istituzione. Se un cantone elvetico decidesse di aumentare troppo l’imposizione fiscale, in breve tempo società e capitali si sposterebbero di soli pochi chilometri, al fine di trovarsi entro un altro ordine normativo. Solo la concorrenza istituzionale, quindi, può favorire il contenimento della libido legificatrice e mantenere bassa la tassazione. L’unificazione politica va esattamente nella direzione opposta. E condanna i popoli a un futuro di miseria e di servaggio.

*(da Il Federalismo, anno 2004, direttore responsabile Stefania Piazzo)

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    Come non essere d’accordo su questa analisi limpida e incontestabile!!!?
    Se guardiamo bene attorno a noi sono proprio i piccoli stati indipendenti a godere di un buon livello di democrazia e benessere generale.
    La domanda è perché la Catalogna o il Veneto se diventassero indipendenti dovrebbero andare in disgrazia? Sono entità storiche di Popoli che per loro disgrazia, grazie a guerre e truffaldine politiche si sono viste togliere la loro sovranità su territori ben individuabili che come il Veneto hanno goduto di oltre 1.100 anni di libertà e sovranità.
    Il fatto è che senza di loro sia la Spagna che l’italia, loro sì andrebbero in disgrazia e probabilmente in default economico. Dunque perché continuare in una politica di deficit che come dice giustamente Lottieri porterà solo miseria e carenza di democrazia, poiché quando chi governa si trova a centinaia di Km. dai cittadini…là il parassitismo impera e prospera.
    Solo il decentramento è virtuoso poiché i cittadini hanno modo di essere vicini a chi governa e quindi di poter controllare il loro modo di operare.
    A fronte di quanto sopra si può affermare che la difesa ad oltranza dei centralismi è solo frutto di interessi di parte, di salvaguardia di privilegi self-service, di gruppi di potere che non vogliono poter essere controllati.
    Il bilancio dello stato italiano è una follia. A leggerlo vengono i capogiri, ed i vari capitoli sembrano stati studiati per confondere le menti anche più attente, poiché i vari richiami o citazioni o rimandi ad altri articoli sono innumerevoli e complicati a capirsi dato che tutto ciò è stato studiato ad arte per confondere o non essere ben compreso. I soldi che vanno sprecati nei vari bilanci , tutti gli anni sono un delitto contro l’umanità, nella fattispecie contro gli italiani. Si mantengono in vita un numero spropositato di elargizioni a chicchessia……per non citare nomi e cognomi…..e non se ne viene fuori perché chi comanda alla Camera o al Senato o meglio ancora nei partiti tradizionali hanno da tenere in piedi sé stessi tramite queste elargizioni che in moltissimi casi, oggi con la crisi che abbiamo, sono diventati veri e propri sperperi di denaro pubblico e che non mi vengano a dire che invece sono utili….utili a chi ? Forse per tenere in piedi i consumi interni o per arricchire i soliti ignoti??
    Quindi se oggi al mondo ci fossero 1.000 paesi indipendenti, sono sicuro che le cose andrebbero meglio e non ci sarebbe nessuno che opprimerebbe i cittadini impedendogli di essere liberi ed autodeterminati.
    WSM

    WSM

    • Stefania says:

      Pensi che sono cose scritte 13 anni fa e che ebbi il piacere di pubblicare sul settimanale Il Federalismo, che allora dirigevo. Le idee non diventano mai vecchie. Invecchia chi non ragiona e non legge…

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