L’ORSO, NEMICO DELL’UOMO CHE SMASCHERA I FINTI AUTONOMISTI

di MICHELE CORTI*

Quanti orsi sono arrivati questa primavera in Lombardia? Non si sa. Si sa che appaiono come grossi e pelosi folletti dalla Valchiavenna alla Valsassina, alle porte di Lecco alla periferia di Morbegno. Politici e burocrati delle moribonde provincie e della Regione Lombardia fanno a gara a sparare le più viete banalità sul plantigrado… “che testimonia di un ambiente rigenerato, di una ritrovata qualità ambientale, che favorisce il rilancio del turismo”. Peccato che la fiera dell’orso sia offerta ormai da più regioni e da diverse provincie e che, alla fine, tra la brutta copia e l’originale si finisca per scegliere l’originale. Il turista “orsomane” non opterà per le valli bergamasche, la Valtellina, la Valsassina ma preferirà l’originale: il Trentino, le Dolomiti (ormai dilatate sino a tutto il Trentino, come era successo ai tempi per la Brianza). Mal che vada nelle “Dolomiti” potrà vedere grossi e grassi orsi nel recinto dell’apposito centro “L’orso signore dei boschi” allestito con dovizia di fondi pubblici presso la sede del Parco Nazionale Adamello Brenta in Val Rendena.

Peccato che politici e burocrati lombardi non si informino di quanto stia ribollendo in Trentino in queste settimane. Durmwaldner, il presidente della provincia di Bolzano, in un incontro pubblico svoltosi in un cinema di Tione, ha riscosso calorosi consensi. Ha suscitato un boato di approvazione da parte di centinaia di presenti quando ha fatto cenno alla politica tirolese sull’orso: “Noi riteniamo che le nostre valli non siano adatte alla ricolonizzazione dell’orso”. Dellai, il principe-vescovo di Trento (di centro–centro-sinistra) deve aver masticato amaro. Il “rivale” di oltre Salorno è oggi molto più popolare di lui nella pancia profonda del trentino valligiano. Anche se Dellai, temendo strette nella disponibilità delle casse romane cerca di rilanciare l’ “autonomismo” (creando un asse con i valdostani) la gente di montagna è capace di distinguere un autonomismo taroccato da uno genuino. Vero che a Bolzano la Svp gestisce il consenso anche con il clientelismo. Ma lì l’heimat è tutelata, i masi sono ancora quasi tutti abitati. C’è la piccola azienda con poche mucche, due stanze per l‘agriturismo e tanta dignità. In Trentino le piccole aziende contadine sono state cancellate in nome della politica tecnocratica europea e italica. E oggi l’orso contribuisce a rendere ancora più difficili le attività tradizionali, la vita nelle piccole frazioni, nelle case isolate, sulle malghe. La Svp se ne rende conto benissimo. Sa che l’orso, il lupo e la lince sono voluti non solo dagli ambientalisti da salotto ma anche dai grandi interessi capitalistici extra-alpini che con una montagna desertificata avranno maggiori possibilità di mettere le mani sulle risorse delle Alpi: acqua pulita, energia, legname.

In Trentino dopo le stragi di animali domestici da parte degli orsi, dopo la prima aggressione di un orso a delle persone, gli striscioni di protesta, le lettere-bufala con le foto di orsi squartati (ma erano tratte da Internet), l’annuncio di manifestazioni anti-orsi e tanti altri episodi la politica capisce la febbre è troppo alta, che si è andati troppo in là con gli orsi che scorazzano ovunque, che 45 orsi nelle Giudicarie (il Trentino occidentale lombardofono) sono troppi. Dellai incalzato dall’esempio sudtirolese (anche se va dato atto alla Lega Nord trentina di essersi sempre battuta con coerenza contro al politica di reintroduzione dell’orso) teme che nelle valli torni a serpeggiare un autonomismo pantirolese, anti-italiano. Teme che si riallarghi il fossato tra la Trento italianista (massonica e a suo tempo irredentista) e le valli devote a Cecco Beppe che guardano a Nord, dove aumentano le compagnie degli Schützen, dove la crisi verticale dell’Itagliona, spinge a tornare a sentirsi tirolesi. Tutto questo succede in Trentino (o Welsh-Tirol).

Ma torniamo alla Lombardia. In Lombardia l’orso nella primavera 2012 è una elettrizzante novità. In realtà neppure tanto dal momento che è già qualche anno che sporadici maschi in dispersione si fanno dei giri turistici (con strascico di carcasse di animali domestici sventrati). Oggi, però, pare che siano venuti per restarci, per mettere su famiglia (pare ci sia una femmina cui non mancano pretendenti). Lascia la bocca amara che i politici leghisti lombardi – a differenza di quelli trentini – cavalchino per primi l’orsomania. Una espressione che, sia ben chiaro, non ha nulla a che vedere con l’ecologia ma che è frutto della crisi gravissima che viviamo, una crisi non è solo economica o sociale, ma anche spirituale. Oggi la salvezza in cui rifugiarsi – in tempi di crollo dell’impero – non è più nella religione, nel millenarismo escatologico ma nella rigenerazione pseudoecologica, nel culto dei feroci predatori che vendicano la natura oltraggiata. Tempi di decadenza!

Così in questi giorni, in aggiunta alle sciocche dichiarazioni dei politici, i funzionari regionali vanno in giro a rassicurare abitanti e albergatori: “Nessun pericolo; l’orso è una grande opportunità”. E parte alla grande Life Arctos, l’ennesimo progetto per scucire soldi al contribuente in nome di un animale “carismatico” che giustifica ogni spreco. Nessuno poi (ci mancherebbe”!) chiede ai pastori la loro opinione sulle misure “preventive” che essi dovranno adottare per ordine di ambientalisti e burocrati.

Una politica lungimirante non c’è da dire! Che non porterà certo alla Lega neppure un voto degli animal-ambientalisti da salotto ma che gli farà perdere – pochi o tanti – quelli dei montanari. Che non ci metteranno molto a capire che l’orso fa solo danni che e sapranno con chi prendersela nella “gabina”. Con coloro nei quali avevano (mal)riposto la loro fiducia.

*www.ruralpini.it

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

20 Comments

  1. Giulio says:

    Articolo semplicemente scandaloso e vergognoso. Mi meraviglio dell’ignoranza della gente che chiaramente non conosce ne capisce ciò di cui parla, ma d’altronde siamo in Italia. Comunque lasciando perdere a tutte le informazioni errate che sono presenti nell’articolo sopra credo che sia un’altro il vero problema. Non si dovrebbe neanche parlare di reintrodurre l’orso nelle Alpi bisognerebbe farlo e basta stando zitti e pensando solamente che i primi a fare dei danni nella terra siamo stati noi e non loro.

  2. luca says:

    quante banalità… ma anche falsità. articolo che sfiora inconsapevolmente il ridicolo.Troppi orsi? Ma dove.. quando?!?
    In slovenia (popolazione 2.000.000 di abitanti) gli orsi regolarmente censiti sono almeno 600; fa un pò sorridere sentir dire che ci sono troppi orsi in trentino… siamo seri, su. Quanto alle millantate aggresioni all’uomo, quelle documentate sono (forse) una in qualcosa come gli ultimi 150 anni……

  3. Cari ambiental-animalisti. Studiatevi meglio il progetto Life Ursus. Fabio Osti il massimo esperto di orsi trentino e italiana (suoi i report sulla situazione italiana nei consessi internazionali) ha criticato le modalità di cattura degli orsi e i periodi e luoghi dei rilasci. Life Ursus era partito tardi per ostacoli con i permessi sanitari di trasporto dei plantigradi dalla Slovenia ma per non fermare il circo si decise di non giardare troppo per il sottile. Così si utilizzarrono soggetti abituati ai carnai (dove consumano carcasse di pecore). I carnai in Slovenia sono utilizzati per censimento, caccia, attrazione turistica. Feroci critiche provenno anche dai ricercatori del CEA, Centro di Ecologia Alpina del M.te Bondone (Trento) che si erano occupati degli ultimi orsi trentini autoctoni. Sostenevano che invece di fare ecologia spettacolo utilizzando animali che dal punto di vista etologico non erano “sicuri” sarebbe stato meglio attendere l’arrivo sulle loro zampe di orsi dalla Slovenia. Un arrivo che si è puntualmente verificato subito dopo il Life Ursus. Gli animal-ambientalisti che sono intervenuti non c’entrano niente con l’autonomismo (che tutela le popolazioni locali, le loro attività, i loro pareri). I verdi sono della peggior genìa giacobina e centralista e questa imposizione alle popolazione di scelte calate dall’alto da parte degli “intelligenti” e dei “migliori” puzza da lontano un miglio di spirito totalitario, da aristocrazia, da stato etico. Ma a parte questo si sono dimostrati poco informati su Life Ursus che le peggiori critiche le ha ricevute proprio da chi dell’orso si intendeva e non si è piegato allo “spettacolo” della natura che si rigenera per miracolo taumaturgico grazie alla reimmissione degli orsi mal deportati.

    Di seguito una intervista a Fabio Osti di dieci anni fa dove fa riferimento al carnaio. da: AIRONE n. 250, febbraio 2002

    Perplessità sugli orsi le manifesta il biologo Fabio Osti, 53 anni, funzionario del servizio parchi della Provincia di Trento e, inspiegabilmente tagliato fuori dal Life Ursus, visto che da 30 anni si occupa del platigrado di cui è tra i maggiori esperti italiani: “Il progetto è ben studiato, c’è stata anche unOindagine Doxa che ha appurato che il 75
    per cento degli abitanti è favorevole. Ma hanno sbagliato a scegliere i luoghi e i tempi dei rilasci, prendendo animali abituati all’uomo: uno me lo sono trovato davanti all’auto una mattina e ho dovuto scendere per farlo
    allontanare”. Perché sbagliano? “Se gli orsi sono catturati sul carnaio, occorre farne uno di riferimento, altrimenti vagano. Si sono liberati vicino al lago di Tovel, dove a giugno l’orso non entra ma esce dalla valle: così
    sono usciti tutti e questo può creare problemi alle persone. Poi i rimborsi. Hanno fatto un’assicurazione che copre i danni fino a 200.000 lire, quelli superiori li paga la provincia. Nei fatti rispondo io, che non so neppure
    dove siano gli orsi”. Scherza, invece, un grande alpinista degli anni O50 e O60, oggi guida alpina e scrittore, Cesare Maestri, che ci accoglie a Madonna di Campiglio: “Avevo consigliato di dare il Viagra ai nostri vecchi,
    ma non mi hanno preso sul serio. Io sono decisamente favorevole al progetto, fa parte dell’orgoglio trentino, quello di avere le più belle montagne del
    mondo popolate da orsi”.

  4. Paolo says:

    Strafalcioni, esagerazioni,volutamente propagandistico. Articolo del c@@@o!
    sono 35 (trentacinque anni) che vado alla ricerca dell’orso; mai visto da vicino eppure ho visto uno dei primi sciacalli dorati del trentino e tanti animali che non sto qui ad elencare.Evocare le paure della gente +è troppo facile per degli scribacchini da scrivania.seguite gli scout o i bambini nel bosco e forse vi insegneranno a non avere paura ead affrontare le vostre paure con un pò di dignità da “uomini” finalmente.Quanto ai difensori della montagna,allevatori , malgari etc.etc. ,meglio stendere un velo pietoso, fanno più danni loro che tutti gli orsi dell’emisfero boreale,Loro , i pseudo protettori dell’ ambiente che pretendono di avere l’esclusiva dello sfruttamento( perchè questo è quello che ha sempre fatto l’ uom o in montagna….

    • pontenna says:

      Evidentemente lei la montagna la vede solo in cartolina.
      Venga in alta valle Camonica e , accompagnato da gente del posto vedrà tracce di animali selvatici (orso compreso) fin che ne ha voglia.
      Gli ambientalisti di città sono proprio patetici!

    • Virgilio says:

      Classico commento strampalato senza capo nè coda che non significa nulla…oserei dire patetico. L’articolo del giornalista Corti non fa una piega ed è chiaro e razionale, mentre la Sua lettera è infantile : ” seguite gli scout o i bambini nel bosco….” da fa piangere anche i sassi. Che cosa centri il plantigrado con lo sfruttamento della terra da parte dei contadini lo sa solo Lei. Perchè non cambia professione e si mette a fare l’agricoltore o il pastore e poi ne riparleremo. Mestieri umili e difficili che oggi pochi vogliono fare…ne sanno qualcosa in Alto Adige che da molti anni conducono una politica seria e costruttiva a favore dei contadini e soprattutto dei masi per fare in modo che non lascino il territorio montano e che siano i veri custodi della montagna. L’abbandono dei masi e del lavoro del contadino per spostarsi in città sarebbe una catastrofe per tutto l’arco alpino. (Altro che stendere un velo pietoso!). Lo stesso Durnwalder ha sempre espresso a chiare lettere che l’orso in Alto Adige non lo vuole nessuno e che il territorio ormai troppo antropizzato non permette l’introduzione di un animale che ha necessità di enormi spazi per poter vivere in libertà e fuori dal contatto con l’uomo. Con lo stesso principio si potrebbe reintrodurre il lupo ed il bisonte europeo….già ci sono gravi problemi con i cinghiali a causa di scelte dissennate da parte di associazioni di cacciatori senza scupoli…ora ci mancava anche l’orso. Ovviamente la paura centra poco….i veri problemi sono ben altri.

  5. lorenzo says:

    io sono d´accordo se vogliono introdurre gli orsi che provino ad introdurli nel parlamento. Si troverebbero molto bene anche perche´non mancherebbero un sacco di porci da mangiare.

  6. Su un giornale libero ognuno può dire come la pensa… Ma invito il signor Corti a scendere dal Olimpo dei docenti, a limitare il tempo dedicato alle tremila associazioni che presiede e ad aumentare il tempo vissuto tra i boschi delle nostre ( nostre) montagne …. forse li capirà che l’unico animale pericoloso si muove con solo due zampe….
    e stavolta mi firmo con il mio vecchio alias
    Fra Dolcino

  7. Francesco says:

    sono indipendentista, mi piace la montagna e mi piacciono gli animali. Ospitare questo articolo è vergognoso… roba da anni 50, come i residuati della leganord

  8. fabio ghidotti says:

    ho il sospetto che abbia ragione berg.
    Tutto è discutibile e modificabile, ma questa campagna anti-orso sembra troppo espressione della volontà di un controllo assoluto del territorio, anche di quello che non si può pensare di antropizzare completamente.
    Mi ha deluso l’articolo di Michele Corti. Credevo che la sua visione (che l’ha portato anche a essere assessore su questi temi) fosse un po’ più completa, e non quella parziale (legittima) degli agricoltori o quella ancor più parziale (ma illegittima, in un mondo civile) dei cacciatori…

  9. berg says:

    Non pensavo che autonomismo e indipendenza significasse lo sterminio degli animali che danno fastidio all’uomo, o come li definite voi “nemico dell’uomo”, ma si sa l’agricoltura di montagna rende poco, e quindi è molto più redditizio vendere i terreni agli immobiliaristi.
    Il vero pericolo portato dall’orso, e dalle altre specie selvatiche, è quello che presto o tardi vaste aree di montagna e fondovalle vengano dichiarate zone protette, e quindi addio soldo facile del mattone.
    Fate veramente schifo! Se questo è “l’autonomismo” meritate altri 1000 anni ci centralismo peggiore.

  10. liugi says:

    Non boccio senza appello la proposta di reintroduzione dell’orso in Lombardia. Il progetto di ripopolamento però poteva essere condotto un po’ più intelligentemente. Sarebbe stato meglio che, prima di portare sulle Alpi centrali gli orsi (che non sono mica lepri ma sono bestioni enormi) si fossero studiati sistemi per la convivenza tra il plantigrado e l’economia alpina. Invece il progetto è stato gestito, come al solito, all’italiana. Le cose fatte così rischiano di portare una marea di problemi, e infatti…

    • FL says:

      una domanda da ignorante in materia, qual’è il beneficio dell’importazione dell’orso in trentino?

      • liugi says:

        Non sono esperto, ma credo che possa aiutare l’equilibrio dell’ambiente montano. Essendo un predatore dovrebbe tenere sotto controllo le popolazioni di ungulati (cinghiali, cervi, caprioli e simili) che si stanno riproducendo a dismisura, tanto che non poche volte escono dal bosco e vanno a danneggiare le coltivazioni. Questa è una cosa che non possono fare i cacciatori. Chi va a caccia sa bene che un cacciatore non punterà ad abbattere l’individuo malaticcio, debole o anziano, ma quello esteticamente più bello, e quindi probabilmente il più forte e sano. Eliminando gli individui più sani però indebolisce il pool genetico delle popolazioni, col risultato di popolazioni malaticce che necessitano di rinforzi (introduzioni di altri individui) e conseguenti squilibri ambientali, come l’aumento di specie invadenti che soffocano il sottobosco. Per questo la presenza di predatori naturali è utile: permette di eliminare gli ungulati deboli, contribuendo indirettamente alla gioia del cacciatore.

        • Virgilio says:

          Pare che questi orsi importati dalla Slovenia abbiano un’intelligenza superiore alla media…infatti se ne guardano bene di aiutare l’equilibrio dell’ambiente montano ma preferiscono razziare e sbranare pecore, capre, asini, galline, distruggere arnie, etc. che per loro è molto più semplice e vantaggioso. D’altronde si sa che il plantigrado è sempre stato un vero opportunista ed approfitta di tutte le occasioni per razziare ovunque sia facile e comodo. In ogni caso è onnivoro e, per solo il 30 % ca. si ciba di carne e di interiora di animali. Quando il numero degli animali avrà superato il limite critico inizieranno i veri problemi per le popolazioni di montagna, per gli allevatori, i contadini e per chi possiede aziende agricole. Personalmente non trovo nessun beneficio riguardo la loro reintroduzione in primis perchè il territorio è troppo urbanizzato ed antropizzato mentre l’orso ha necessità di grandi spazi soprattutto boschivi. In secundis, non si possono considerare veri animali selvatici in quanto sono abituati alla presenza dell’uomo ed ormai entrano con facilità nei centri abitati gettando nel panico chi ha la sventura di trovarselo davanti. D’altro canto gli ambientalisti scaldasedie e ben pagati questa volta hanno commesso degli errori gravissimi di cui dovranno rendere conto quando la situazione sfuggirà di mano ai burocrati della Provincia. E’ interessante osservare come il gentisesso difenda, sino a raggiungere a volte livelli di puro isterismo, il ripopolamento di questo animale.

  11. Mauro Cella says:

    Grazie per avere dato risalto a questa vergogna, tutta italiana, di cui i quotidiani locali non vogliono assolutamente parlare.
    La malsana idea di importare orsi dalla Slovenia per “rimpolpare” la popolazione dell’Adamello-Brenta è un susseguirsi di colossali errori, meschine bugie, colpevoli silenzi e propaganda della razza peggiore.
    Lo stesso Franco Tassi, ex-direttore del parco nazionale d’Abruzzo ed un’autorità sui grandi carnivori europei, ha “bocciato” senza appello l’intera operazione.
    La realtà è difficile da sapere ma si parla di orsi che nel periodo di quarantena (sono stati importati dalla Slovenia) sono stati nutriti principalmente con carcasse di pecore e non sono stati abituati ad avere paura dell’uomo. Ci sono anche forti dubbi sui “miracolosi” radiocollari, che sembrano funzionare a seconda di come “tira” il veto della protesta popolare, o sugli stessi numeri degli animali. Sono davvero 45? O forse di più? O di meno? E dove sono concentrati? E ancora: sono vere le voci secondo cui vengono nutriti con carcasse animali anziché lasciare che si procurino il cibo da soli?
    Certo è che pare che le autorità locali (rigorosamente “schiave di Roma”) spesso e volentieri ignorino di avvisare la popolazione dei movimenti “erratici” di questi animali, ufficialmente controllati passo dopo passo. Così capita che qualcuno al mattino trovi pecore o addirittura asini morti e parzialmente divorati. Anziché attivare immediatamente il meccanismo dei rimborsi (previsti dalla legge) e procedere ad azioni di controllo inizia il solito teatrino. La mia scusa preferita, spesso riportata dalla stampa, è “Molto probabilmente si tratta dell’opera di branchi di cani randagi” ignorando il fatto che fino a quel momento nessuno ha mai visto questi cani randagi e contraddicendo la Regione Lombardia e la Provincia Autonoma di Trento, secondo cui il randagismo nella zona è un fenomeno “trascurabile e sotto controllo”. Vista la manciata di euro che i proprietari di bestiame ucciso dagli orsi dovrebbero ricevere più che un tentativo di risparmiare denaro sembra proprio la classica bugia sparata per fare stare calma la gente, vista come una massa di bambini ignoranti ed ingrati.

    Non si sorprendano se un giorno la gente inizi a “farsi giustizia” colle proprie mani…

    • lombardi-cerri says:

      Tranquillo ! Già diversi orsi, quando si sono avvicinati troppo al bestiame, sono stati trasformati in “fu orso”, così come avviene regolarmente nel Parco Nazionale dell’Engadina (addirittura da parte dei guardacaccia) e nella parte Tirolese del Parco dello Stelvio.
      Una domanda ai fanatici ambientalisti. Cosa ne direste se, nelle principali italiane liberassimo un po’ di tigri e di leoni che, nei parchi cittadini farebbero un così bell’aspetto, distribuendo anche in città instruzioni similari a quelle contenute negli stupidi volantini consegnati ai cittadini in alcune valli alpine?
      Vi cito la regola più intelligente : “Se si incontra un orso non guardatelo negli occhi se no si incazza…..”

      • michela.verdi says:

        Non è questione di ambientalismo o meno. L’orso c’è sempre stato sulle Alpi e chi l’ha eliminato ha fatto un disastro. Come è possibile gestirne la presenza in Slovenia, così è possibile farlo in Trentino-Sudtirol e in Lombardia.
        VIVA GLI ORSI ! RIPOPOLAMENTO TOTALE E OVUNQUE !

    • paolo says:

      se proprio vuole fare “giustizia” , cerchi qualche luogo scosceso e prenda il volo… mai letta una sfilza di strafalcioni, pseudo verità,ma molto intenzionali come quello che scrive Mauro Cella.Franco Tassi ha una nomea talmente bassa nell’ambiente che si commenta da sola..Quarantena?… lei è rimasto ai tempi delle emigrazioni umane.. gli orsi ,catturati in Slovenia sono stati rilasciati al massimo dopo 7/8 ore dalla cattura..non vengono nutriti con carcasse animali se non nei siti di marcatura.. Le autorità locali “schiave di Roma” non possono sapere la posizione dei singoli animali come di nessun altro animale selvatico , almeno di non avere le doti da “paragnosta”che lei sicuramente ha.. gli orsi che gravitano nelle Alpi centrali;Trentino ,Alto AdigeLombardia, Veneto , Tirolo, Svizzera orientale, Piemonte sono circa 40. di cui 20/25 in Trentino nella “core area” non di più…vista la sua animosità e preveggenza la consiglio di girare per boschi e monti con il “bazuka” perchè che lei si ” faccia giustizia con le mani” la vedo molto dura…

  12. berg says:

    Articolo assolutamente disgustoso, Vergogna!

Leave a Comment