Loro parlano di ripresa, intanto i poveri sono raddoppiati

di REDAZIONE

Una famiglia italiana su cinque ‘galleggia’ ed e’ costretta a spendere tutto il proprio reddito, mentre quasi una su tre deve intaccare i propri risparmi per tirare avanti. Il dato emerge dalla ricerca curata da Ipsos per Acri in occasione dell’89esima Giornata mondiale del risparmio. Nel 2013, comunque, torna a crescere dopo 3 anni, dal 28 al 29%, la quota di famiglie che sono riuscite a mettere da parte qualche euro, e cala dal 31 al 30% quella dei nuclei in ‘saldo negativo’. Secondo i ricercatori, “e’ forse il segno che gli italiani sembrano aver trovato un assestamento nella crisi, seppur a prezzo di notevoli rinunce”. In totale, pero’, le famiglie che si sentono in crisi di risparmio sono in lieve aumento: il 43% contro il 42% del 2012 e il 37% del 2011.

BASTA UN IMPREVISTO DA 1.000 EURO ED E’ CRISI PER 20% FAMIGLIE – Gli anni di crisi hanno ridotto le riserve di denaro degli italiani. Una famiglia su 5 (il 20%) dice che non riuscirebbe a far fronte a una spesa imprevista di 1.000 euro con risorse proprie e il 4% non lo sa. Se la spesa imprevista fosse maggiore, ipotizzando 10.000 euro (ossia un furto d’auto, una complessa operazione dentistica, la sistemazione di un tetto o una cartella esattoriale non attesa), meno di una famiglia su 3 (31%) potrebbe farvi fronte con le sole proprie forze.

ITALIANI PESSIMISTI, PER 3 SU 4 FINE CRISI LONTANA-  Quest’anno la crisi ha toccato il momento piu’ nero per le famiglie, ormai esauste dopo 5 anni di sacrifici e difficolta’. E l’orizzonte di uscita dalla crisi continua ad allontanarsi.   A definire assai grave la crisi e’ il 91% degli italiani e per 3 su 4 ci vorranno almeno altri 3-4 per tornare a vedere la luce. Per uno su 3 ci vorranno addirittura tra i 5 e i 10 anni per ritrovare i livelli di benessere precedenti. A livello complessivo il 40% degli italiani e’ ottimista sul futuro contro un 41% di pessimisti: il saldo negativo di un punto percentuale si confronta con quello positivo di 7 punti percentuali del 2012.

Negli ultimi anni si e’ assistito a un crescente decremento del numero dei soddisfatti circa la situazione economica personale e il dato del 2013 rappresenta il minimo di tutta la serie storica: solo poco piu’ di 2 italiani su 5 rispondono affermativamente (il 42% della popolazione), mentre i restanti 3 su 5 lo sono sempre meno (58%). Tendono a scomparire i ‘molto soddisfatti’: sono appena il 3%. Nel Sud si trova il minor numero di soddisfatti (31% quasi 1 su 3) con una riduzione di 7 punti rispetto all’anno precedente.

Intanto, piu’ si accumulano anni di crisi e piu’ famiglie vengono colpite: indirettamente le difficolta’ sono arrivate nel 40% delle case, in generale per la perdita del lavoro (20%) o per il peggioramento delle condizioni dello stesso (il 15% contro il 9% del 2012), ma c’e’ anche chi non viene pagato con regolarita’ (3%) e chi ha dovuto cambiare occupazione (4%). Le famiglie colpite direttamente, ossia nei percettori di reddito del nucleo familiare, sono invece il 30%, con un incremento di 4 punti percentuali rispetto al 2012 (erano il 26%).

PER UNA FAMIGLIA SU 4 PEGGIORA TENORE DI VITA-  Sono il 26%, percentuale uguale a quella del 2012, le famiglie che segnalano un serio peggioramento del proprio tenore di vita (erano il 21% nel 2011 e il 18% nel 2010), mentre quasi la meta’ degli intervistati (il 47% contro il 46% nel 2012) dichiara di avere difficolta’ a mantenere il proprio tenore di vita. Il 25% (come nel 2012) ritiene di mantenerlo con facilita’ e solo il 2%, cioe’ un italiano su 50, dichiara di aver sperimentato un miglioramento del proprio tenore di vita nel corso degli ultimi dodici mesi: nel 2010 erano il 6%, nel 2011 il 5%, nel 2012 il 3%. A fronte di oltre 40 milioni di italiani che registrano un peggioramento della propria situazione economica circa 1 milione di italiani sta meglio di prima. Tra coloro che si sono trovati in maggiore difficolta’ rispetto al passato quest’anno ci sono i lavoratori direttivi (dirigenti, manager, professionisti e imprenditori): il 24% di essi ha subito un peggioramento (era il 20% nel 2012).

Il presente appare molto buio e avaro di soddisfazioni: per questo gli italiani puntano ad investire nella qualita’ della vita futura (57%) a scapito del presente (39%). Il numero dei fiduciosi sul miglioramento del proprio futuro e’ inferiore a quello degli sfiduciati (28% gli sfiduciati, 21% i fiduciosi). Ma soprattutto sono i giovani (18-30 anni) a perdere la carica: tra loro gli ottimisti sono scesi in un anno dal 24% al 4%.

Un vistoso ritorno di sfiducia riguarda il Paese nel suo insieme: meno di un italiano su 4 e’ fiducioso sul futuro dell’Italia (24%), 1 su 2 e’ sfiduciato (47%), il 24% ritiene che la situazione rimarra’ inalterata, il 5% non sa cosa pensare. Gli sfiduciati sopravanzano quindi di 23 punti percentuali i fiduciosi, contro gli appena cinque punti di gap del 2012.

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One Comment

  1. Carissimo Paolo, Ho provato grande piacere nel leggere parte dei tuoi ricordi di gioventù descritti sul piccolo grande Giornaletto Bioregionalismo del 30 ottobre 2013, con riferimento agli anni trascorsi con gratitudine presso l’Istituto Don Bosco di Roma. Gli istituti Don Bosco e quelli dei Gesuiti sono tantissimi sparsi per il mondo, meritevoli di elogi per l’ottima preparazione sui principi della vita oltre alla preparazione professionale non soltanto per i giovani. Girando per il mondo ho avuto il piacere di incontrare molte persone non più giovani che provengono da questi Istituti e si distinguono per educazione e preparazione nell’affrontare le tantissime avversità della vita. Ti confesso che da quando sono in Italia ho perso la Fede per il non eccellente esempio della Curia e del Clero. Trovo che ha ragione da vendere l’attuale Papa Gesuita per come si è ridotta la Chiesa. Per riscattare la Chiesa ho l’impressione che dovranno mettere a disposizione dei Fedeli, eserciti di Avvocati per difendere i poveri malcapitati dai furti e razzie compiute dalle Istituzioni. Pregare e subire non è più sufficiente, bisogna che qualcuno agisca profondamente nell’estirpare il male, altrimenti continueremo a girarci intorno all’infinito.
    Nuovo Commento:
    GLI ITALIANI SONO UNA FAMIGLIA O APPARTENGONO A STIRPI DI ORIGINI DISTINTE.
    La situazione Politico Economica Italiana è giudicata gravissima dai grandi Economisti mondiali, con tendenza al fallimento dell’intero Paese. E’ soltanto questione di tempo benché i nostri Guru diano continue assicurazioni di ripresa.
    Se avessimo anche il libero giudizio dei grandi esperti Mondiali in altri campi, la medesima situazione fallimentare si applicherebbe ugualmente alla Giustizia, ai sistemi di Governo, all’Estremismo Religioso, alla Critica di parte, all’Informazione manovrata, alla Censura, ai privilegi della Casta di Potere, alle sperequazioni Sociali, ecc., una situazione strabiliante per una Nazione che pretende di appartenere al mondo civilizzato in progressiva decadenza, con Politiche millenarie formulate su ideologie di Fede con insegnamenti tramandati direttamente da un Dio attraverso il figlio Gesù inviato sulla Terra per redimerci, ma nella realtà più elementare la Nazione è ostacolata da Gruppi di Potere perverso e difetta in difesa dei diritti umani, senza soccorritori, con scenari del tutto teatrali in contrasto con lo sviluppo della Pace e della Fede.
    Analizzando le cause di tanta disavventura dominante in Italia, provocata da estremismi Religiosi e Politici di Potere, i quali influenzano negativamente e impoveriscono la vita delle Famiglie e della Comunità.
    Ritengo che diversamente dai popoli Nordici, le nostre condizioni sono da attribuire alle diversità di comportamento dovute alla immaturità dei cittadini condizionati da paure, soprattutto a causa di coloro inseriti senza previe analisi caratteriali e infilati prepotentemente in posizioni di Comando nei numerosi Partiti Politici e Spirituali, giostrando sulla strumentalizzazione e frantumazione del pensiero dei Fedeli e dell’elettorato, senza sforzi straordinari di convinzione, poiché il Paese è suddiviso per natura in Regioni, Comunità e stirpi o razze umane ben distinte, le quali ognuna di esse sorregge il proprio status originale del pensiero, determinato dai differenti Costumi, dalle sofferenze e dalle origini primitive di provenienza dei singoli individui.
    La diversità in questi esseri non è riscontrabile fisicamente, ai nostri occhi appaiono tutti come appartenenti a un unico Popolo Italico, ma nella realtà appartengono a differenti stirpi o razze di varie origini, portando per tradizione nel sangue e nella mente il pensiero di appartenenza caratteriale come un DNA ereditario risalente a popoli diversi con inclinazioni diversificate: Fasciste, Democratiche, Monarchiche, Clericali, Comunisti, Liberali, Repubblicani, Cristiani, Casinisti, Totalitaristi, Federalisti, Radicali, Giustizialisti, Mafiosi, Speculatori, Mantenuti, Imprenditori, Accattoni, Traditori, ecc.
    In concreto, questo contrassegno interno irriconoscibile al colpo d’occhio, spiega l’impossibilità di formare una ideologia Politica maggioritaria per il corretto sviluppo del Paese.
    Soltanto i Romani con l’uso della forza e con l’abbondante impiego di mercenari stranieri, tirarono innanzi per diversi secoli, ma alla fine purtroppo anche essi dovettero cedere alle debolezze negative del pensiero che affligge tutto il popolo Italico, privo di carattere, critico per natura e piuttosto sensibile alla bella vita.
    Questa tendenza fisica interna, indistintamente dal livello di studio, crea instabilità nel pensiero, indebolendo la fermezza necessaria decisionale in ogni forma di ragionamento in quasi tutti i campi inclusa la Giustizia, di cui possiamo costatare frequenti comportamenti anomali di Giudizio nell’applicazione delle Leggi, lasciando piena libertà a un uomo che si comporterà secondo l’appartenenza della stirpe originale di provenienza, formazione Professionale e caratteriale del Giudice o Magistrato nel Giudizio.
    L’evidente malessere che colpisce i poveri malcapitati in quasi tutti i settori, per mancanza di Fede Professionale e decisionale nasce da molto lontano nel tempo, con origini ereditate dal periodo Arcaico, circa 30/40 mila anni a.C., dove una razza mista formata da Indo-Europei di svariate provenienze, contribuirono a modellare lo sviluppo caratteriale del popolo Italico sino alla nascita di Roma che adottò imposizioni politiche militaresche, seguite da saccheggi e crimini di ogni sorta che per mille e settecento anni furono il fulcro di arricchimento del mondo occidentale.
    Durante l’Impero Romano, si svilupparono in contemporanea varie forme di riflessioni filosofiche che attivarono l’idea di altri Imperi più vasti e potenti nel controllo delle anime, di cui la nascita e l’espansione di un Monoteismo Israelita, ed a breve distanza uno Cristiano e in seguito uno Musulmano, nel contendersi il Dio più giusto, oltre alle credenze millenarie molto diffuse in Asia, che centralizzano le convinzioni di Fede su un essere divino che si manifesta attraverso la Natura.
    Percorrendo la storia del Paese, dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, l’Italia ha affrontato diversi periodi di transizione lunghi e complessi, il Medio e l’Alto Medio Evo, con pandemie e occupazioni straniere sino alla scoperta dell’America 1492 attribuita a Colombo, mentre la contro storia attribuisce la scoperta dell’America e dell’Oceania 500 anni prima per merito dei Vichinghi.
    Continue Battaglie e invasioni, attirarono verso lo Stivale masse di forestieri, militari, civili e clandestini di svariate razze: Asiatici, Greci, Carolingi, Bizantini, Cosacchi, Normanni, Arabi, Africani e Vichinghi i quali dopo aver circumnavigato il mondo, occuparono parte della Sicilia e della Calabria, ecc., lasciando i segni di civiltà e costumi diversi, alcuni positivi e altri negativi, che influenzarono il modus vivendi in particolari zone o Regioni Italiane divenute Stati.
    La storia del mondo sembra una gara di Ping Pong dove la verità sta negli interessi di parte secondo le epoche di dominio e informazione.
    Prima dell’apparente unità Nazionale dell’Italia avvenuta nel 1861 circa 152 anni fa, ricordando con particolare interesse il periodo del Medio Evo e quello Rinascimentale, troveremo uno Stivale sezionato in tanti Staterelli di limitata grandezza con culture e civiltà diverse, con Napoli e il Regno delle due Sicilie fra i più estesi e lo Stato Vaticano in continua espansione.
    Questo concentramento di esseri e formazioni umane di origini diverse che attualmente popolano la Penisola, fanno certamente parte di un favorevole capitale umano per contribuire allo sviluppo del progresso e della pace fra i popoli, purtroppo ostacolati, frenati, dal perenne conflitto fra le Religioni e gli interessi politici di parte, per accaparrarsi il dominio delle anime e degli assensi.
    Dai fatti di continuo riscontro statistico, possiamo accertare che il Paese produce in modo abbondante grandi uomini, scienziati, inventori, letterati, nuove tecnologie, che saranno obbligati a lasciare il proprio Paese disastrato dalla Politica, per vedere affermati i risultati dei propri meriti e sacrifici.
    A conferma delle svariate origini che compongono il popolo Italiano, analizzando le fattezze e la struttura ossea di alcuni personaggi, con il dovuto rispetto, troveremo che l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è di origine Cosacca, il Presidente Letta un Assiro con profonda assomiglia al Presidente Siriano Assad, l’ex Governatore della Lombardia di origini Vichinghe, l’ex Presidente Berlusconi per la sua scaltrezza deve essere di origini Egiziane con intreccio con qualche Volpe, la Presidente della Camera Boldrini proviene dal mare delle sirenette, e via di seguito con tanti Arabi, Greci, Normanni, Asiatici, Germanici o Anglo Sassoni, Africani e tanti Marziani che compongono la struttura della Comunità umana Nazionale.
    In conclusione, tutti i Popoli e Nazioni dominate e profanate dalla Sacralità di libertà dell’uomo con filosofie Politiche Marziane o Religiose, di cui assistiamo quasi giornalmente scandali condizionati per colpa di restrizioni e ingiustizie che creano rivendicazioni, impediscono il progresso e la pace fra gli uomini, soffocando il rispetto delle necessità basilari della natura umana, fisica, biologica ed esistenziale.
    Anthony Ceresa.

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