L’oro al boia di Marzabotto come le medaglie dei Savoia a Cialdini e Bava Beccaris. Siamo pari

marzabotto (1)di BENEDETTA BAIOCCHI – Orrore. Incredulità davanti alla medaglia che il comune tedesco di Engelsbrand ha donato a uno dei boia di Marzabotto, Wilhelm Kusterer.
“Credo che tutto il Paese, le sue istituzioni, i partiti politici debbano sostenere la richiesta dei familiari delle vittime dell’ eccidio nazifascista di Marzabotto perché il Governo della Germania intervenga e chieda la revoca di quel riconoscimento”, commenta giustamente un parlamentare del Pd che ha sollevato la questione, Andrea de Maria.

Chi scrive “era Sindaco di Marzabotto quando il Presidente della Germania Johannes Rau venne nel 2002 a Monte Sole a rendere omaggio ai familiari delle vittime, pronunciando parole fortissime di condanna del Nazismo. Da quella Germania che ha scelto la strada della libertà e della democrazia oggi ci aspettiamo coerenza e comportamenti conseguenti”. Doppio orrore, quindi.

Ma ci chiediamo, mentre attendiamo le pubbliche scuse della Germania e il rattoppo istituzionale che un paese civile deve almeno per risarcimento morale a chi ha subito una strage, come mai lo Stato italiano sia ancora renitente e latitante, a casa propria, nel revocare le medaglie e le strade intitolate agli stragisti del Risorgimento. In primis il generale Cialdini. O Bava Beccaris. Beccaris   ricevette il 5 giugno 1898 dal re Umberto I la Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia, e il 16 giugno 1898 ottenne un seggio al Senato.  E’ ancora Medaglia d’Oro al Valor Militare «Per il valore dimostrato a Milano nella repressione della rivolta del 1898».

Cosa aspetta un paese civile a togliere dalle grinfie del feroce Beccaris quel titolo che meritano i santi e  gli eroi?

E che dire di Cialdini, l’eroe della strage di civili e religiosi a Casalduni? Ricevettero un fiume di riconocimenti monarchici e militari. E toponomastiche a loro imperitura memoria. L’Italia non cancella i boia?

 

 

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