L’ORGOGLIO ITALIANO DI UN MACELLAIO BERGAMASCO

di REDAZIONE

Campeggiava da un po’ di tempo il cartello sulla vetrina del suo negozio. Piccolo, ma evidente. Tanto è bastato per indispettire  qualcuno.

Ecco la notizia, tratta da ecodibergamo.it: “Lui giura di averlo fatto solo perché, in città, erano cominciate a girare delle voci secondo le quali il suo negozio sarebbe in realtà gestito da marocchini o albanesi. Niente di male, ovviamente, se non fosse che, a suo dire, queste presunte dicerie avrebbero cominciato a fargli perdere dei clienti.

Per questo un macellaio di Treviglio, nella centralissima via Sangalli, ha deciso di esporre nella vetrina del suo negozio il Tricolore e, sopra, un cartello con la scritta «Macelleria italiana» e pure «Siamo italiani».

Tanto è bastato per scatenare un putiferio nella città della Bassa e soprattutto on line, dove – in particolare su Facebook – sono fioccati veri insulti nei confronti del titolare della macelleria Verduci: il commento più gentile si limita a dargli del razzista.

In realtà Antonino Verduci spiega di aver semplicemente voluto ribadire la propria italianità, dopo che la clientela lo stava, a suo dire, abbandonando.

Ha così esposto il cartello giallo in formato A3 nella vetrina, «certificando» in questo modo di essere italiano, proprio come deve fare, per legge, sulle etichette della carne che lui stesso vende, dove va specificata la provenienza del prodotto”.

Ora, imperversa la polemica.

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8 Comments

  1. Fabio says:

    Ha fatto bene.Non si capiscono i commenti sconclusionati di cui sotto.

    • tere says:

      Vero, è semplicemente un italiano che vive e lavora al NORD e soffre della concorrenza degli immigrati … la domanda è : ma come fa un immigrato teoricamente in bolletta ad aprire un esercizio commerciale con le tasse e i costi che abbiamo qui da noi ?

  2. Marty says:

    Molto semplice: io non compro in negozi che espongono la bandiera italiana.

    Che vadano pure a vendere la loro merce a roma agli impiegati statali , tanto son sempre soldi miei che gli arrivano.

  3. grangibus says:

    Ah si, su questo concordo pienamente!la difesa del terronazzo itagliano di bergamo da parte della lega nord è stata fortissima!!!

  4. Armando says:

    Vede Grangibus, da secessionista quale sono io le spiego perchè questa notizia è emblematica: dimostra a che livello siamo arrivati: dopo venti anni di leghismo siamo al punto che in Bergamasca si difende un bottegaio meridionale – difensore della italianità – dall'accusa di razzismo (assurda credo) nei confronti dei musulmani. Il bello è che sono i leghisti – che a Treviglio stanno in maggioranza con ex fascisti – i primi a indignarsi per le accuse rivolte al macelaio.

  5. grangibus says:

    Non capisco cosa c'entri con i nostri temi questo articolo, come il commento filo italiota di paoloc, questo è il quotidiano L'Indipendenza, pensiamo e parliamo di nostri questioni, diamo voce a chi è stanco di vedere il tricolore, non chi lo espone con orgoglio…

    • Dante says:

      Ma cosa doveva fare quel poveraccio scrivere “son Padano” ?
      Io non penso che sia orgoglioso di essere Italiano. Anzi adess ghe giren i ball pusè

  6. paoloc says:

    Ora è diventato anche un problema specificare che si è Italiani?

    Brescia è invasa da macellerie mussulmane, niente di male, come non c'è niente di male nello specificare che si tratta di una macelleria italiana.

    I clienti sono poi liberi di scegliere.

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