L’Onto del Signore, da agente Betulla a “falsario”

di TONTOLO

Il parlamentare del Pdl Renato Farina, detto anche l’Onto del Signore, e’ stato condannato con rito abbreviato dal gup di Milano Elisabetta Meyer a 2 anni e 8 mesi di carcere, senza la sospensione condizionale della pena, per falso in atto pubblico in quanto lo scorso 17 febbraio si reco’ in carcere per far visita a Lele Mora in qualita’ di deputato portando un giovane amico dell’ex talent scout che avrebbe spacciato per un suo collaboratore. Al ventenne il giudice oggi ha inflitto invece 2 anni di pena (sospesa) per lo stesso reato contestato a Farina. Secondo l’accusa formulata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Antonio Sangermano i due ”si sarebbero qualificati all’ufficio controllo documenti” di Opera ”affermando il falso”. In particolare sostenendo che il ragazzo ”era un collaboratore dell’onorevole Farina”.

Renato Farina che, come ha riportato il sito ‘Tempi.it’, ha definito la sua condanna a 2 anni e 8 mesi di carcere ”sconvolgente” e di ”incredibile accanimento nei miei riguardi”, nel febbraio del 2007 aveva patteggiato la pena a sei mesi (convertiti in pena pecuniaria, 6 mila e 800 euro) nell’ambito del procedimento sul sequestro di Abu Omar. Il giornalista, allora vice direttore di Libero, era stato indagato per i suoi rapporti con alcuni componenti del Sismi. Gli allora procuratori aggiunti milanesi Armando Spataro e Ferdinando Pomarici lo accusarono di favoreggiamento nell’ occultamento di prove nell’inchiesta sul rapimento dell’imam da parte di agenti della Cia. Proprio da Spataro e Pomarici, Farina, in codice ‘Betulla’, avrebbe tentato di avere informazioni intervistandoli insieme ad un redattore del quotidiano rapidamente risultato del tutto estraneo ai fatti. Per questo episodio Farina era stato radiato dall’Ordine dei giornalisti e successivamente reintegrato dalla Cassazione.

Triste destino per l’Onto del Signore, da potente giornalista ciellino al soldo del Berlusca e jukebox di Vittorio Feltri (nel senso che il direttore pigiava un tasto e lui sputava un articolo ottimamente confezionato), ad anonimo parlamentare pluricondannato.

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6 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Sottoscivo pari pari il commento di “dario”. I signori giudici manifestano sindrome da onnipotenza e cercano i peli nell’uovo dove vogliono cercarli con la scusa dell’obbligatorietà della loro azione. Sicuramente questa obbligatorietà c’è anche per vicende che riguardano loro amici, ma diamine, sono sempre sotto organico e impegnati in altre indagini. Vi rimando alla lettura di Giustizia di Carlo Nordio edizioni Angelo Guerini e Associati.
    Abiterei volentieri accanto al “delinquente” Renato Farina ed affiderei a lui i risparmi e la custodia dei bambini, mentre chiudei la porta a doppia mandata se nei pressi girassero certi “signori” ben ossequiati da certi giudici.

  2. dario says:

    Una volta un parlamentare radicale si portò dietro le mogli di due detenuti in carcere e nessun giudice ebbe qualcosa da ridire. Una condanna del genere non la danno nemmeno a uno che compie una rapina o stupra qualcuno…come sempre giustizia di parte.

  3. francesco Cappelli says:

    Un po’ sbrigativo e sentenzioso il finale, non credi?!?
    (..piccoli Ingroia crescono??)

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