Londra vota il sindaco musulmano. Big… bang della sinistra europea. Per fortuna esiste la Scozia

Voto Gb: blog Bbc, primi dati Londra favorevoli a Khandi GIULIO ARRIGHINI – Doveva accadere ed è successo dove più di dieci anni fa Londra venne scossa dai primi attentati islamici nel cuore dell’Europa. Passo dopo passo, ora ci si appresta a dare in mano la città che governa la finanza mondiale ad un sindaco musulmano. Le cronache infatti dicono che Sadiq Khan   laburista figlio di immigrati pachistani musulmani, è in testa con 9 punti di scarto (44% a 35) sul rivale conservatore Zac Goldsmith alla fine dello scrutinio delle cosiddette ‘prime preferenze’ del voto per l’elezione del sindaco di Londra. Secondo il sistema britannico in vigore nella capitale, si spassa ora allo spoglio delle seconde preferenze (ogni elettore esprime un primo e un secondo candidato preferito) per ufficializzare il vincitore.

Di più. Nuova disfatta Labour in Scozia, che dopo quella delle politiche 2015, finisce ora addirittura terzo – secondo le indicazioni della Bbc – nel parlamento di Edimburgo: dietro gli indipendentisti dell’Snp, che confermano il loro dominio, e persino ai Conservatori. Cameron contro Labour, ‘perso contatto coi lavoratori’.

Consoliamoci che almeno l’identità, in un pezzo del Regno Unito, tiene alta la propria bandiera.

Il partito di Corbyn tiene invece meglio di quanto alcuni prevedessero in Inghilterra, dove (in attesa del risultato chiave sul sindaco di Londra) conserva tutti i consigli comunali chiave, pur perdendo dei consiglieri. “Nonostante le previsioni negative abbiamo retto in Inghilterra” e “il risultato del Galles è stato eccellente”, ha commentato Corbyn. Mentre in Scozia, il segretario Labour ha ammesso la sconfitta e sottolineato che ora “c’è molto lavoro da fare” per riconquistare consensi ma che è pronto a farlo con i membri del partito ‘a nord del confine’.

”Il Labour ha completamente perso il contatto coi lavoratori”, ha detto il premier britannico David Cameron a Peterborough, nell’Inghilterra centrale, commentando i risultati delle elezioni amministrative e sottolineando che il partito d’opposizione è invece ”ossessionato con le cause della sinistra”. Secondo il primo ministro inoltre, il suo partito conservatore esce rafforzato dal test elettorale anche dopo sei anni al governo.

Cameron definisce straordinario” il secondo posto in Scozia, dietro gli indipendentisti dell’Snp ma davanti, per la prima volta, al Labour. “Complimenti per lo storico risultato”, ha twittato il premier alla emergente leader dei Tory scozzesi, Ruth Davidson. Ma per il suo partito va meno bene altrove, dall’Inghilterra al Galles.

Occhio invece al fronte antieuro. Gli euroscettici infatti tornano a crescere con risultati molto soddisfacenti. In Galles l’Ukip per la prima volta conquista sei seggi nell’Assemblea nazionale, e il leader Nigel Farage ha parlato di ”svolta” del suo partito. Successo che non si è ripetuto in Scozia mentre in Inghilterra gli euroscettici, a metà dei seggi scrutinati, possono già contare su 28 posti di consigliere locale, con uno straordinario incremento di 23 rispetto a quelli controllati con le precedenti elezioni.

Liverpool non tradisce e resta laburista. La città un tempo cuore del nord industriale d’Inghilterra, è il primo dei centri urbani interessati dal voto per un sindaco nelle amministrative britanniche a proclamare il risultato definitivo: vince Joe Anderson, primo sindaco eletto direttamente dal popolo in città nel 2012, confermato ora con una maggioranza assoluta del 52,6% dei voti. Alle sue spalle il Libdem Richard Kemp, con oltre 30 punti di scarto, poi i Verdi con un buon 10,9%. Addirittura sesti i Tory di David Cameron: tradizionalmente deboli da quelle parti, ma il cui candidato, Tony Caldeira, è ridicolizzato oggi con appena il 3,6% dei consensi.

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Chi salvera’ l’Europa degli eunichi dagli machi islamisti..?
    Preghiamo…

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