Lombardo-veneto, se non ora quando?

costituzione 4di ALDO MOLTIFIORI – La Lombardia è un immenso tesoro umano, morale, sociale e politico che a causa di avverse condizioni storiche si è rifugiato nei più profondi recessi della propria anima collettiva. È tempo di riscatto morale, culturale e politico. È tempo di tornare al suo indimenticato protagonismo Longobardo.  È tempo di guardare alla sua naturale sorella veneta. È tempo della loro Federazione. È tempo di tornare nel grembo mittel-europeo; dove esse sono nate e dove è loro destino di riconfluire. Non vi è più tempo per salvare il progetto Italia, né vi è più tempo di una sua evoluzione federativa.

Tutto a sud del fiume PO è destinato irrimediabilmente a sladinare nel mediterraneo levantino e teocratico. Sono i popoli che fanno la grande storia di progresso e di liberazione dalle antiche loro schiavitù. I governanti sono i predatori di quella storia. Oggi è tempo che i Lombardi e i Veneti, federati da pari a pari, tornino a sedere nel consesso dei liberi popoli europei e con loro costruiscano le Istituzioni politiche del XXI secolo, più che mai, orgogliosi di uno straordinario passato.   Nella maestà istituzionale della Corona Ferrea e nella forza legislativa del Leone di San Marco stanno, al tempo stesso, armoniosamente uniti il nostro passato e il nostro futuro. A Mia moglie Daniela debbo questa lenta e meditata maturazione, resa possibile dal suo quotidiano esempio in quasi 50 anni di vita in comune. Di lei, Lombarda nata e vissuta in prossimità di quella antica capitale di Longobardia, mi hanno cambiato la cultura del silenzioso operare, l’autoregolazione sociale, e soprattutto la spontanea aderenza alla prassi di vita collettiva intesa come legge comune. Ovvero: la legge del popolo come diritto all’autogoverno, che, da sempre e per sempre, è inconciliabile antitesi a quella del governante, quest’ultima nasce invece dalla gerarchia della disuguaglianza con il solo scopo di perpetuarla.

È l’Italia del governante   che opprime i Lombardi e i Veneti. La Repubblica Italiana è violenta e dispotica. Violenta perché fondata su una costituzione illegittima e mai approvata dal popolo. La sua legge fondante è quella del governante che si contrappone violentemente alla legge comune prodotta e vissuta in oltre un millennio di vicende storico-politiche dai popoli lombardi e veneti. Una violenza, ben più dura e nefasta delle armi convenzionali, e così ben distillata dall’aforisma di uno dei suoi più violenti zeloti esecutori: “La Costituzione Italiana ha un che di trans -temporale dunque eterno ed immutabile”.  Una pistola puntata non contro una persona ma contro interi popoli e non per un attimo ma per l’eternità.

Il suo centralismo di matrice sabaudo-borbonica, affinato dalla teologia del potere ontologico della disuguaglianza è dispotico nel suo DNA. Un dispotismo che espropria la ricchezza e che opprime l’anima. Un dispotismo talmente arrogante da predicare la riforma di una Costituzione senza mai averne permesso la sua approvazione costitutiva. Un dispotismo così distruttivo da avere deliberatamente e scientemente cercato di annegare le comunità lombardo-venete in culture e prassi di vita assolutamente aliene alla loro storia e alla loro a anima collettiva. Un dispotismo che usa la scuola per distruggere sul nascere l’anima infante del popolo, ieri con la croce mediata dai Savoia, oggi con la mezza luna mediata dal Papa romano.

La Repubblica Italiana dispone tuttavia degli strumenti legislativi, a Lei offerti dal diritto internazionale, per consentire una transizione federativa, pacifica e consensuale, altrimenti, malauguratamente, si dovrà tornare a rispondere con altro alla violenza.

 

Il suo centralismo di matrice sabaudo-borbonica, affinato dalla teologia del potere ontologico della disuguaglianza è dispotico nel suo DNA. Un dispotismo che espropria la ricchezza e che opprime l’anima. Un dispotismo talmente arrogante da predicare la riforma di una Costituzione senza mai averne permesso la sua approvazione costitutiva. Un dispotismo così distruttivo da avere deliberatamente e scientemente cercato di annegare le comunità lombardo-venete in culture e prassi di vita assolutamente aliene alla loro storia e alla loro a anima collettiva. Un dispotismo che usa la scuola per distruggere sul nascere l’anima infante del popolo, ieri con la croce mediata dai Savoia, oggi con la mezza luna mediata dal Papa romano.

La Repubblica Italiana, quella del governante violento e dispotico, dispone tuttavia degli strumenti legislativi, a Lei offerti dal diritto internazionale, per consentire una transizione federativa, pacifica e consensuale, altrimenti, malauguratamente, si dovrà tornare a rispondere con violenza alla violenza.

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6 Comments

  1. al says:

    Da Veneto non leghista ma indipendentista sarei il primo ad esultare per un’unione lombardo-veneta e anche piemontese magari previa demeridionalizzazione ..siamo lo stesso popolo non date retta ai fanatici della repubblica marinara..essi dimenticano che fino a poco tempo fa per Lombardia si intendeva anche tutta l’attuale”Venezia euganea”..

  2. luigi bandiera says:

    mi sembrava di aver scritto poche righe.
    Boh… sparite?
    W l’italia e li taliani.

  3. caterina says:

    capisco i Lombardi che sognano il Lombardo-Veneto…pensano a Maria Antonietta, e Bismark amava moltissimo stare a Milanp, ma i due popoli hanno radici e storie talmente diverse e ciascuno in prima battuta deve pensare a se stesso e non fermarsi a cinquant’anni in comune passati sotto gli Asburgo … tanti quanti ne ho passati io a Milano e sempre coi bonari sfottò degli amici per i quali ero la Serenissima… evidente che cento e più anni di indottrinamento unitario non erano riusciti ad appiattire la gente… e diciamo pure per fortuna!
    I Veneti hanno trovato la loro strada verso la libertà e la stanno perseguendo benché non ci sia traccia nei media..ma la comunicazione moderna viaggia via internet e loro come sempre sono all’avanguardia, anche se la vulgata ufficiale abbia fatto di tutto per farli passare come beoti…
    I Lombardi ora si diano da fare e trovino la strada più consona per movimentare la gente verso l’obiettivo dell’indipendenza dall’Italia e cerchino di allontanarsi dalle mire romane dei loro capo leghisti… ciechi e stupidamente ambiziosi, più attenti agli interessi personali sacrificando gl’ideali originari. ahimè!.
    Speriamo un domani vicino da confederati.

  4. Giancarlo says:

    E’ nato un comitato per la macroregione del TRI-VENETO.
    Veneto + Friuli V.G. + Trentino A.A. .
    Vedo molto difficile una riedizione del LOMBARDO-VENETO perché ormai il VENETO sta già operando per la propria indipendenza anche a livello internazionale nelle ultime settimane.
    Il Federalismo è per noi la base per la costituzione di uno stato moderno e per la governabilità democratica del territorio. Arriviamo persino ad immaginare un VENETO in cui convivono a livello federato le varie città/stato con una capitale VENEZIA .
    Uno stato che potrebbe assomigliare alla Svizzera con grande accesso per il popolo alla democrazia diretta nelle scelte fondamentali e non come in italia dove i politici hanno lo spudorato coraggio di disattendere o aggirare i vari referendum a suo tempo fatti.
    Insomma voglia di libertà e nessuna oppressione di nessun genere.
    Un sogno che stiamo costruendo faticosamente ma inesorabilmente perseguito.
    WSM

  5. G. da Brivio says:

    Lo spirito mitteleuropeo è stato assorbito dalle genti nel corso degli anni durante i quali hanno potuto vedere la differenza tra i diversi modi di governare: quelli a nord e quelli a sud delle Alpi, di qua e di là dal Po. I Cispadani hanno una grave colpa, che ha segnato il loro destino: hanno permesso l’interronamento della loro terra ed il radicamento, ormai irreversibile, della malavita organizzata propria di certe latitudini ben al di sotto della linea gotica.

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