Lombardia: un ricorso al Tar contro la maggioranza di Maroni

FONTE: www.ilgiorno.it

di Rossella Minotti

Un attacco a sorpresa sulla brillante vittoria di Maroni e del centrodestra in Lombardia. Lo sferra l’avvocato Felice Besostri, costituzionalista ed esperto di sistemi elettorali. Domani viene infatti depositato un ricorso al Tar su tre punti: «Errata e/o illegittima attribuzione del premio di maggioranza; illegittimità delle soglie di accesso e illegittimità dell’esenzione dalla raccolta firme in particolare per le liste Tremonti 3L, Fratelli d’Italia, Partito Pensionati». In quest’ultimo caso, si contesta la costituzione di queste tre liste nell’era Formigoni a Consiglio regionale già sciolto. Fu fatto per non dover così raccogliere le firme.

Ma ora il Tar potrebbe giudicarlo illegale. Interessante anche la contestazione della legittimità del premio di maggioranza, che secondo il costituzionalista non è possibile assegnare in un sistema che prevede il tanto contestato voto disgiunto. In sostanza, spiega Besostri, se un elettore vota la lista del Pd e poi Maroni come presidente, non si capisce perché i voti che Maroni prende vadano distribuiti sulle forze politiche che lo sostengono. «Paradossalmente — scrive l’avvocato nel ricorso — il vecchio listino collegato al candidato presidente (il famigerato ’listino bloccato’, ndr.) e il premio di maggioranza regionale nelle elezioni per il Senato, sono invece rispettose della volontà degli elettori, mentre il nuovo sistema varato con legge regionale il 31 ottobre 2012 risente della fretta con cui è stata adottata quando era già stato preso atto delle dimissioni» del Consiglio.Sulla base di questo ricorso quindi, undici consiglieri eletti nelle file del centrodestra sarebbero irregolari. E clamorosamente il governatore Maroni non avrebbe più la maggioranza in consiglio.Tra i nomi a rischio quelli di Riccardo De Corato, Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) ed Elisabetta Fatuzzo (Pensionati).«Io faccio ricorso come privato cittadino» dice Besostri «anche se a livello politico sono attivo nel Gruppo di Volpedo che guarda al Socialismo europeo».
Cosa si aspetta dal ricorso?
«Su alcuni aspetti potrebbe anche finire in penale, soprattutto sui gruppi che si sono costituiti a Consiglio regionale già sciolto, che hanno avuto diritto al finanziamento della campagna dalla Regione. E soprattutto chi, a differenza loro ha dovuto raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni, è stato danneggiato».
Lista Fratelli d’Italia illegittima quindi?
«Qui avevano bisogno di farlo e l’hanno fatto. Avevano tentato anche in Lazio ma non sono riusciti e lì Fratelli d’Italia infatti ha dovuto raccogliere le firme. Ma ogni regione si fa la sua legge regionale, e quella della Lombardia è diversa».
Quindi anche noi abbiamo un porcellum regionale?
«Beh si potrebbe definire una legge ’purscel’ vissto che siamo in Lombardia».
Cosa può accadere se il suo ricorso viene accolto?
«Intanto mi sento confortato dal presidente della Corte Costituzionale Franco Gallo sul sospetto di incostituzionalità del Porcellum e dei premi di maggioranza. Per un anno al Pirellone si potrebbe andare avanti, ma poi questi undici consiglieri potrebbero essere dichiarati non legittimi e al loro posto potrebbero entrare undici della minoranza».

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

5 Comments

  1. Luciano Aguzzi says:

    Credo che il ricorso dell’avvocato Felice Besostri debba essere respinto. Lui però ha certamente ragione in una cosa: la legge elettorale regionale è imperfetta e ambigua perché in alcuni suoi aspetti è incongruente e illogica. Però, se il ricorso fosse accolto, le conseguenze, oltre alla determinazione di incertezza giuridica e amministrativa, sarebbero anche più incongruenti e illogiche della legge stessa.
    Come in moltissimi altri casi (sia nelle leggi elettorali di altre regioni, di comuni e in quelle nazionali, sia in moltissime leggi ordinarie sulle più svariate materie), la legislazione frettolosa e tecnicamente imperfetta crea problemi interpretativi che aumentano le liti e il ricorso ai tribunali, con la conseguenza dell’aumento del lavoro dei magistrati, del costo della giustizia, dell’incertezza della stessa giustizia (con sentenze spesso molto diverse da tribunale a tribunale) e del potere della magistratura e della Corte Costituzionale a danno della volontà (incerta e mal formulata) delle assemblee legislative.
    Questo è uno, e non certo tra i minori, aspetti della complessa crisi italiana, che non è solo crisi economica o politica o amministrativa, ma anche e soprattutto crisi di «intelligenza politica».

    • Marco says:

      Le stesse critiche che Besostri muove alla legge elettorale regionale possono valere anche per la legge per l’elezione del sindaco dei comuni sopra i 15.000 abitanti perchè anche lì c’è il voto disgiunto e il vincitore ottiene un premio di maggioranza che si riflette nella composizione dei consiglieri eletti.

      L’esistenza del doppio turno a mio parere non “aggiusta” la situazione, nonostante al secondo turno si voti solo candidato sindaco con visibili le liste che lo appoggiano, perché la sostanza dell’effetto “distorsivo” (secondo il ragionamento di Besostri) rimane.

      La verità è che gli elettori sono a conoscenza del meccanismo alla base delle elezioni, sia per la legge regionale che per quella amministrativa sopra specificata e ***si presume*** che accettino, in un caso e nell’altro, la forma in cui il premio di maggioranza viene legittimato.

      Va poi detto chiaramente che i voti disgiunti sono una percentuale minima: se il premio di maggioranza non sta bene andrebbe criticato apertamente, senza ragionamenti da azzeccagarbugli.

  2. Veritas says:

    Mi sembra troppo comodo andare adesso a cercare dei cavilli sulle recenti elezioni regionali: che figura ci fa lo Stato, che ha dato e ripetuto le istruzioni di voto, e comunque gli scrutatori, nei seggi, certe cose avebbero dovtro saperle. Mi sembra che qui si stia bleffando…..

  3. elio elio says:

    !!SOCIALISTA !!

    detto tutto

  4. Marco says:

    Ma quest’avvocato estremamente democratico cosa dice allora riguardo alle elezioni per i comuni sopra i 15.000 abitanti, in vigore da alcune legislature? Anche lì ci sono voto disgiunto e premio di maggioranza per il sindaco eletto.

Leave a Comment