LOMBARDIA, TENIAMO ALTA LA NOSTRA BANDIERA

di ALESSANDRO CERESOLI*

L’identità, come anche la democrazia, viene dal basso, di questa come di altre buone regole di vita dovrebbero rendersene conto anche i partiti italiani che governano Palazzo Lombardia, sempre più coinvolti in scandali che oltre a delineare un quadro sempre più fosco della nostra politica portano soprattutto discredito nei confronti di tutta la comunità lombarda.

L’attuale classe politica lombarda, pare ormai delegittimata e scollegata dalla realtà che vive ogni comune cittadino, e anche le recenti polemiche sulla bandiera lombarda lo confermano.

Questa stucchevole polemica bipartisan che da un po’ di tempo a questa parte imperversa nei confronti della nostra bandiera, la croce di San Giorgio, ha veramente dell’incredibile. I lombardi non meritano e non vogliono che un fatto naturale e quanto mai normale come il diritto alla propria bandiera si presti a becere strumentalizzazioni all’italiana.

Ancora una volta i rappresentanti (politici) – ormai non si sa bene esattamente di chi – hanno letteralmente perso il senso del rispetto nei confronti della terra che dovrebbero rappresentare.

In questo senso come pro Lombardia Indipendenza non possiamo tacere e facciamo appello al buon senso, se ne è rimasto, augurandoci che finalmente e senza polemiche si giunga ad una definitiva approvazione di quello che da più di otto secoli è il vessillo lombardo per eccellenza.

Sempre in merito ai simboli pare un momento particolarmente caldo, se da una parte il “fattaccio” ossia mancanza di buon gusto nei confronti della nostra identità si sia ridotto a polemica politica, dall’altra (e cosi è stato anche per il passaggio alla Tesoreria Unica che ha privato i comuni lombardi dei propri risparmi) il governo italiano dal suo canto sta de legittimamente facendo molto di più, e di ben più grave.

Pare infatti che la premiata ditta guidata da Mario Monti sia intenzionata a voler far tornare indietro la Storia di novant’anni, quasi al ventennio fascista verrebbe da pensare.

Infatti come di recente hanno riportato le maggiori agenzie di stampa, in questi giorni è in fase di studio un decreto messo a punto dalla Commissione cultura del governo italiano, tale decreto vuole imporre l’obbligatorietà dell’Inno di Mameli nelle scuole ed istituire “una giornata dell’Unità, della Costituzione e della bandiera quale festa dello Stato”.

È chiaro che questa operazione miri ad imporre un’identità straniera come quella italiana alle future generazioni lombarde a partire dai primi anni di vita. Oltre all’antidemocraticità, questo atto pare del tutto maldestro e fuori dal tempo: l’agire in questi termini non fa che confermare quanto il Moloch Italia sia ormai giunto agli sgoccioli.

Anche in questo senso, pro Lombardia Indipendenza vigilerà e sarà pronta ad intervenire qualora vengano attuati comportamenti denigratori e lesivi del diritto d’esistenza dell’identità lombarda.

Nello stesso tempo da indipendentisti e uomini liberi faremo sì che queste imposizioni antidemocratiche e liberticide, che sembrano pronte a calare sulla nostra gente per mezzo del potere centrale italiano, trovino la giusta e democratica risposta.

Abbiamo ampiamente superato il terzo millennio, e con esso molti popoli si sono liberati dal giogo centralista ed altri si stanno sempre più rendendo conto di come il futuro passi, solo e soltanto, per mezzo del l’autodeterminazione e la riscoperta di ogni specifica nazionalità.

Tale passaggio è una cosa naturale ed in linea coi bisogni culturali ma anche economici, il tutto nell’ottica di una miglior esistenza.

Crediamo che lo stesso valga anche e soprattutto per i lombardi. Per troppo tempo abbiamo pensato che ciò non fosse possibile, per troppo tempo abbiamo demandato le decisioni ad un potere scollegato dal nostro modo di ragionare, lavorare e vivere.

E’ giunto il tempo di camminare con le nostre gambe e ragionare con la nostra testa, perché lo vogliamo e perché possiamo.

E’ giunto il tempo di pensare seriamente all’indipendenza della Lombardia.

 *pro Lombardia indipendenza

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

17 Comments

  1. fracatz says:

    così imparate brutti stronzi con le vostre 5 giornate
    a pugnalà quei bravi austriaci che v’amministravano
    e noi se stava alla grande qui a roma coi papi
    armeno er paradiso era assicurato

  2. Pippo says:

    Andate a cagare che vi fa beneeeee!!!!!!!

  3. fagiano says:

    Ma se in lombardia SIETE tutti napoletani, siciliani, calabresi, ALBANESI e ROMENI !!!!!!

    di quale cavolo di identirà parli???? ahahahh

    • Enrico Sarnek says:

      E tu chi saresti? Il nipote di Napoletano?

      Non parliamo di identità nazionale con le capre perchè sono concetti troppo “alti”. Del resto da Bozen a Lampedusa tutta una “Nazione” Nevvero?

      Studia, studia e ancora studia. Italiano.

    • oppio 49 says:

      uccellone, io sono lombardo, per la precisione gallo cenomane da SEMPRE (che per tua conoscenza non è un volatile con la mania delle cene)… ti basta?

  4. FranK says:

    I lombardi sono i primi a negare queste cose e addiritura a ridere di esse e quei pochi che non lo fanno sono infarciti di stronzate leghiste. Per diffondere queste tematiche bisogna raggiungere un posto di rilievo che abbia una cassa di risonanza tale da raggiungere tutti i lombardi, una volta arrivati lì servirebbero come minimo altri 10 anni. Essendo ottimisti, ed è difficile esserlo vista la coglionaggine dei lombardi, ci vorrebbero 20 anni a partire da oggi. Pensi che ci sia questo tempo? In Scozia si lavora da 50 anni per questo e forse riusciranno a rendersi indipendenti. Fra 50 anni chissà sotto quale stato saremo e in che condizioni.

  5. FranK says:

    Quanti lombardi sanno cos’è la croce di San Giorgio? I più “acculturati” sanno che è la bandiera dell’Inghilterra o se no “è la bandiera della Lega”.
    Certe tematiche sono inutili da portare avanti perchè a nessuno interessano, il tempo per insegnare certe cose non c’è, ci vorrebbero decenni che non abbiamo, chi doveva farlo non lo ha fatto.
    Purtroppo viviamo in uno stato di colonizzazione totale, questi sono sogni di gloria di qualche sperduto lombardo, per far capire ai lombardi le ragioni dell’indipendenza bisogna parlare di soldi e già così è quasi impossibile vista l’ignoranza della gente. Figuriamoci parlando di cose sconosciute.

    • @le says:

      Se la Lombardia è una colonia dello stato italiano questo è dovuto anche e soprattuto all’ignoranza che è correlata a proposito dell’identità, certamente parlando solo e solamente “di soldi” non risolverà i nostri problemi.

      Ci troviamo in questa situazione, anche e soprattutto, perchè chi ha governato fino ad ora ha non ha diffuso (volutamente) nei lombardi ilgiusto senso di appartenenza, mi riferisco ovviamente alla Lega Nord.

      Parlare bandiera e di lingua significa affermare una cultura che si smarca da quella omologante italiana e che permette di slegarci dalla colonizzazione con tutto quanro di cancerogeno essa ha portato.

      Riconoscere e diffondere un’identità diffusa permette di far capire ai lombardi che NON SONO ITALIA. Questo unito ai dati economici diventa un fattore difficilmente controllabile.

      Questo lo fanno in tutta Europa ed è l’unica strada.

  6. Daniele Roscia says:

    Una bandiera identifica un popolo o meglio piu’ comunità che liberamente rispettano quel contratto che unisce i cittadini con le loro istituzioni. Ma e’ soprattutto un idem sentire, il condividere una scala di valori che identifica una comunità etno culturale di riferimento. Non mi piace affatto l’approccio antipolitichese dell’autore, ne’ tantomeno l’alea del nuovo che meriterebbe sostegno. Se il dibattito attorno alla bandiera lombarda e’ sicuramente svilente, altrettanto e’ l’analisi sociologica della struttura identitaria lombarda, fortemente inquinate dai fenomeni di immigrazione di cittadini meridionale ed ora di altre etnie. Ma un esame di coscienza dovremmo farla anche noi lombardi autoctoni. Se non fossimo meno Don Abbondio piuttosto che Renzo Tramaglino, forse, la nostra identità sarebbe meglio difesa.

    • gianluca says:

      Ecco, caro Roscia, la verità è tutta contenuta nella tua ultima frase.
      dir

      • Enrico Sarnek says:

        Caro “onorevole” Roscia, l’approccio antipolitichese mi pare del tutto normale e cosciente data la quantità di sterco che i politici italiani hanno tirato sul Pirellone.

        Il movimento dell’autore non merita sostegno? E chi lo merita? Il partito grazie al quale lei riceve vitalizio dallo stato italiano?

        Diciamo le cose come stanno: pro Lombardia è ad oggi il primo movimento lombardo che non ha strumentalizzato l’identità e la cultura lombarda ma anzi è il primo a parlarne in modo serio e cercando il piu possibile che essa possa diventare il piu trasversale possibile.

        Per questo, come per altro, avranno il mio appoggio anche perchè all’orizzonte non esistono altri movimenti attivi e coerentamente indipendentisti in Lombardia.

        Lombardia libera

  7. alberto says:

    il potere e imposte dirette ai Comuni. vincere le elezioni l’anno prossimo cambiare la costituzione il primo anno e negli altri 4 attuare la costituzione degli organismi allargati(province e regioni e senato)enti di secondo livello

    • liugi says:

      Caro alberto, per cambiare la costituzione con la celerità che Lei dice bisognerebbe fare una rivoluzione o un colpo di stato che resetti di botto l’intero apparato statale. Date le attuali premesse è tutt’altro che improbabile, ma certamente non è una prospettiva che ci auguriamo. Meglio smantellare il moloch da dentro che costruire sulla terra bruciata.

Leave a Comment