TAV, anche in Lombardia decide lo Stato, non i Comuni

di DARIO PEDERZANI

La speranza di un dibattito sereno e costruttivo intorno alla realizzazione della TAV (il controverso corridoio europeo che dovrebbe unire con treni ad alta velocità Lisbona e Kiev)sembra essere sempre più compromessa da molti fattori: l’influenza esercitata dagli immensi interessi economici in campo, le divisioni ideologiche tra i partiti italiani e le rappresentazioni spesso univoche dei mass media, volte a trasmettere l’idea di un utilità assoluta dell’opera e banalizzare le ragioni di chi e’ contrario alla sua realizzazione.

Tanto e’ vero che i dibattiti televisivi e gli articoli della carta stampata non hanno mai offerto ai cittadini l’opportunità di valutare il rapporto costo-benefici dell’opera o i connessi rischi per la salute e per l’equilibrio dei nostri ecosistemi: in questi anni l’attenzione dell’informazione si e’ concentrata sui lavori che interessano la tratta Torino-Lione e si e’ occupata quasi esclusivamente dei problemi di ordine pubblico che tutti conosciamo (per la verità provocati da agenti esterni che nulla hanno a che fare con le popolazioni locali) senza indagare le ragioni di chi vive nella Valle Susa (per chi fosse interessato sono disponibili online le “Osservazioni al documento del governo italiano” elaborate da tecnici e professori universitari su incarico della comunità montana della Val Susa).

Come Lombardi, dovremmo pero’ ricordarci che i lavori della TAV interessano anche la Lombardia e dovremmo domandarci, tra le altre cose, come sono state coinvolte le comunità locali lombarde nel processo decisionale e quali misure sono state adottate per prevenire episodi di infiltrazione della malavita nei cantieri. La realtà e’ piuttosto disarmante in entrambe le questioni. Anzitutto, l’opera non e’ mai stata concertata con il territorio in quanto nel 2009 lo stato italiano (governo Berlusconi) ha imposto sull’opera la cosiddetta Legge Obiettivo (legge 443 del 2001) che di fatto estromette tutti gli enti locali (legge gia’ al centro delle critiche in quanto sposterebbe l’enfasi sulle grandi opere e sulla velocizzazione delle procedure) .

Un modus operandi che senz’altro e’ la causa della situazione che si sta verificando nella zona del Garda intorno a Desenzano: i sindaci gardesani si sono incontrati di recente per discutere lo spostamento del tracciato TAV più a sud, per tutelare i colli morenici, ma le istituzioni mantovane gia’ rifiutano l’ipotesi, preoccupati a loro volta dell’impatto che l’opera potrebbe avere sulle loro colline. E il famoso alpinista Fausto De Stefani ha commentato: “La TAV in mezzo alle colline sarebbe un colpo mortale non solo per l’ambiente, ma per un’economia fatta di agriturismi, prodotti tipici, vitivinicoltura, turismo alternativo e sostenibile”. Siamo sicuri che se le istituzioni lombarde e non quelle italiane fossero state competenti a decidere non si sarebbe arrivati a una situazione caotica come questa. Secondo il modello di democrazia diretta proposto da Pro Lombardia e ispirato dal modello svizzero, queste comunità avrebbero dovuto esprimersi su un progetto impattante in modo così determinante sulla loro vita, sulla loro comunità e sul loro ambiente e avrebbero dovuto essere interpellate attraverso referendum il cui risultato sarebbe stato cogente per tutte le istituzioni. Invece nella realtà decide lo stato italiano e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Per quanto riguarda la difesa della legalità, la TAV conferma che la Lombardia e’ terreno di conquista di mafia e ‘ndrangheta. In due anni la Direzione Investigativa Antimafia ha escluso 148 imprese dalle grandi opere pubbliche lombarde per legami con la criminalità organizzata e la prefettura di Brescia ha emesso dodici provvedimenti interdittivi a carico di imprese.

Nel 2008 un’inchiesta de L’Espresso (“il binario si e’ intossicato”) denunciava che i terreni adiacenti alla TAV a Magenta e in sei comuni del Parco del Ticino erano stati usati da imprese contigue a mafia e ‘ndrangheta per sotterrare rifiuti tossici nocivi: dopo il sequestro di sette cantieri da parte della magistratura, effettivamente nei terreni era stata riscontrata la presenza di sostanza chimiche cancerogene che potenzialmente avrebbero potuto disperdersi nell’aria e inquinare le falde acquifere. Notizia recentissima e’ che sono in corso controlli sui cantieri della TAV nella zona di Travagliato e Palazzolo (Bs) e la magistratura ritiene di aver trovato molti documenti “interessanti” .

Fino a quando lo stato italiano lascerà che la Lombardia diventi terreno fertile per la malavita calabrese e siciliana? Alcuni comuni liguri e piemontesi sono stati recentemente sciolti per infiltrazioni di mafia e ‘ndrangheta (Bordighera, Ventimiglia, Leinì) : vogliamo aspettare inerti che questa onta ricada anche sui comuni lombardi? Perché la Lombardia dovrebbe diventare una succursale della ‘ndrangheta calabrese?

La soluzione è unica,  l’indipendenza.

*ProLombardia Indipendenza

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7 Comments

  1. Dario Bs says:

    Grazie Giacomo 🙂

  2. lombardi-cerri says:

    I problemi del trasporto italiano sono esclusivamente :
    1.-Trasporto merci
    2.-Trasporto persone a breve distanza (50 km)
    qualcuno mi sa dire che cose c’entrano, per la risoluzione dei due problemi i treni che viaggiano a 300 km/h ?

  3. Giacomo says:

    Ottimo Pederzani. Copio e diffondo

  4. Mauro Cella says:

    La TAV è uno dei simboli dell’oppressione nel nostro paese. Fortemente voluta dai burocrati francesi (che in UE fanno la parte del leone), sostenuta in modo entusiasta dall’intero sistema politico italiano, accolta a braccia aperte da un sistema “imprenditoriale” solo di nome e subita da tutti gli altri.
    Inutile? Senz’altro. All’Italia servono ben altre infrastutture che i treni ad alta velocità.

    Parlando del connubio tra infrastutture ed organizzazioni criminali, ricordo la vicenda Bre.Be.Mi. Nel corso dell’interrogatorio di uno degli imprenditori arrestati questi ha delineato con precisione numerosi tratti che sono stati usati come discarica per rifiuti nocivi. Dopo un brevissimo periodo di sequestro (insufficiente per anche i più semplici esami) i tratti in questione sono stati dissequestrati. Chi ha applicato pressione per fare riprendere i lavori?

    Infine parliamo del Basso Garda. Io per anni ho trascorso i fine settimana e le vacanze a casa di mio nonno, che dominava la zona in questione da un alto colle. Ho avuto quindi l’occasione di vedere dal vivo la distruzione dell’area, iniziata nel corso degli ’70 e che ha subito una brusca accelerata in seguito a quella catastrofe chiamata Italia 90. Forse che i Sindaci della zona, dopo decenni di autorizzazioni concesse senza pensarci troppo sopra, si stiano pentendo?

  5. jimmie says:

    La TAV e’ un progetto faraonico come il Concorde, ma almeno il Concorde era bello da vedersi e non deturpava o distruggeva l’ambiente.
    Il Concorde era uno strumento per i ricchi finanziato dai poveri. Anche a pieno di passeggeri era in passivo. A guadagnarci sono state le banche, a pagare i contribuenti. La TAV e’ un mostro ambientale, nonche’ il solito vortice per attrarre gli interessi di chi guadagna dai disastri (ambientali o altri) – per non tirare in campo la mafia.
    jimmie
    http://www.yourdailyshakespeare.com

  6. dario catti says:

    E’ vero, lo abbiamo sperimentato negli ultimi vent’anni, non c’è mai stata la possibilità di un confronto su un’opera demenziale come il TAV, nemmeno nel 2011 al Politecnico di Torino, in due giornate di lavoro organizzate nell’aula magna, i proponenti da Virano in su, non si sono MAI presentati!
    I partiti sono tutti favorevoli, d’altronde il TAV è la “madre di tutte le tangenti” e per quanto riguarda i sindacati “istituzionali” solo la componente dei metalmeccanici CGIL si schiera a difesa del territorio e delle popolazioni. Giornali, televisioni non sono affatto liberi di scrivere e giudicare, solo la rete internet ha permesso a chi ha voluto di documentarsi; tra i quotidiani solo “Il Fatto Quotidiano” si è comportato in modo serio ed equilibrato; tra i Movimenti Politici solo gli amici di 5Stelle sono stati giorno e notte, al caldo e al gelo, al nostro fianco.
    Purtroppo per la Lombardia è tardi, la mafia è presente, tutte le imprese che gravitano attorno al movimento terra, sono gestite dalla mafia calabrese. Dove governa la Lega ed il PDL la mafia regna, dove governa il PD regnano le Coop rosse, cioè la mafia tinta di rosso.
    Coraggio lombardi, non perdetevi d’animo, datevi da fare, muovetevi ed organizzatevi senza mai accettare le strizzate d’occhio dei partiti, siete soli, come noi in Piemonte e la forza deve nascere dentro di Voi, non aspettatevi nulla di buono da chi detiene il potere ai vari livelli, occhio a non farvi infiltrare dagli organismi militari dello stato.
    Per noi piemontesi, ci sono due spiragli di luce, i pur centralisti francesi stanno facendo i conti sull’utilità ed i costi del TAV e questo gioca favore di chi non è ladro e sprecone di risorse pubbliche; la giunta albanese di Cota dovrebbe andare a casa dopo la sentenza definitiva che condanna la presenza della “Lista Pensionati” di Giovine che ha permesso che la destra vincesse le elezioni regionali.
    A sarà dura, ma resistiamo, cribbio se resistiamo!!!
    A questo indirizzo: http://www.notav.info/wp-content/uploads/2012/07/ANALISI-DOCUMENTO-GOVERNO-28.06.12.pdf troverete le analisi ufficiali della Comunità Montana della Valle di Susa e Sangone.
    Auguri
    Dario Catti

  7. luigi bandiera says:

    Lo stato e’ il sovrano e non il popolo men che meno il comune.

    Noi cittadini siamo solo SCHIAVI che devono mantenere lo stato.

    Stato = Faraone

    Popolo = schiavi del Faraone

    Possiamo invertire che il risultato non cambia..!

    At salüt

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