Lombardia, sanità made in Italy ? La classe dirigente lombarda ha perso l’antidoto anticorruzione?

sanitàdi ROBERTO BERNARDELLI – Due istituzioni che ci invidiano in Europa come il Galeazzi  e il Gaetano Pini finiscono nel vortice delle manette, degli arresti.

Le agenzie battono l’altro giorno la notizia ferale: “Arrestati a Milano quattro medici, un imprenditore e un direttore sanitario. Si tratta di due primari dell’ospedale Pini e due primari del Galeazzi che sono stati messi agli arresti domiciliari così come il direttore sanitario. In carcere è finito l’imprenditore. Per tutti le accuse sono di corruzione e rientrano nelle indagini su un giro di tangenti nella sanità milanese coordinate dai procuratori aggiunti Eugenio Fusco e Maria Letizia Mannella. Le ordinanze sono state eseguite dal nucleo tributario della Guardia di Finanza. L’Irccs Istituto ortopedico Galeazzi di Milano dichiara la propria “estraneità alla vicenda” oggetto dell’inchiesta ed esprime “piena fiducia nella magistratura”. Dalla struttura del gruppo ospedaliero San Donato si precisa inoltre che il caso riguarda “la fornitura di dispositivi medici”.

Tutti sono innocenti fino a prova contraria, resta il fatto che, estranei o meno alle accuse, il danno è fatto. Sanità sputtanata, o per errore giudiziario, o per qualcosa che sarà accertato dai magistrati.

Quel che sembra emergere è il clima di impunità, di connessione d’affari. Protesi, macchinari, interventi. Una inchiesta che sembra riproporre uno schema gestionale di un’altra sanità, geograficamente, socialmente lontana dalla nostra. Questa volta, Nord e Sud sembrano fratelli gemelli. Mala gestio, a dir poco. Diteci che non è andata così, che gli appalti si facevano, che non ci sono mazzette, regali, bella vita in cambio di speculazione sulla nostra pelle.

La classe dirigente lombarda ha perso gli antidoti? L’imprenditoria sul territorio ha ceduto il passo a fenomeni malavitosi tipici della Calabria bella, l’infiltrazione di metodi clientelari nel tessuto sano lombardo è un dato di fatto? Diteci che Galeazzi e Pini sono estranei a questa impronta di infedeltà al rispetto delle regole, non possiamo crederci. Diteci che i magistrati hanno frainteso le conversazioni telefoniche, che sono tutte guasconate!

Diteci che il crollo della moralità non è così diffuso e che non c’è una cupola d’affari dentro le corsie dell’eccellenza. Fate presto e fate bene ad accertare e verificare le prove, le accuse. Diteci cosa si salva in questo girone dantesco in cui il potere di decidere sulla nostra vita si baratta, secondo i magistrati, per una tartina di caviale e regali griffati.

Diteci che tutto è cambiato dai tempi di Poggiolini, del sangue infetto, del ministro De Lorenzo, e che la Lombardia non è scivolata sulla faglia appenninica fin ai piedi del mediterraneo sanitario pre-africano.

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