Scandalo sanità 1/ Lumbard, sempre lì casca l’asino. Sempre gli stessi compagni di strada della Lega

maroni scopedi ROBERTO BERNARDELLI-In principio fu… la giunta Formigoni, Ma ditemi un’amministrazione che non sia caduta, inciampata in una indagine con arresti per corruzione e annessi connessi in Lombardia! Proprio l’avvento della giunta Maroni nacque dalle ceneri dell’ultimo mandato del celeste nella bufera sanitaria. Ve lo ricordate? Era l’ottobre 2012 e lo scossone fu altrettanto potente. Ora l’ex governatore dovrà andare a processo:  è stato rinviato a giudizio con altri 9 imputati tra cui l’ex assessore regionale Antonio Simone e il faccendiere Pierangelo Daccò per il caso Maugeri, uno dei filoni d’inchiesta aperti sul funzionamento del sistema sanità nella regione.

Adesso ci risiamo, il turno è di Mantovani, il vicegovernatore. Ma c’è chi dice che è solo l’inizio. Speriamo di no, in ogni caso la greppia è la stessa, la sanità. E’ lì che secondo i magistrati si annida la malamministrazione.

Allora la Lega chiese a Formigoni di lasciare. Ci fu un rimpastino e poi nel febbraio del 2013 Maroni divenne governatore. Quello del 75% delle tasse a casa nostra. Motto che rischia di diventare il 75% degli appalti a casa di qualcun altro, se le accuse venissero confermate.

Insomma, hanno aspettato la fine dell’Expo e direi che ci siamo proprio.

Poi c’è quel campione di Matteo Salvini che dice che Milano non gli interessa e che gli va bene fare accordi anche con l’Ncd. Salvini con Alfano?

Più andiamo avanti, più ne capiamo di meno. Un giorno sul pero un altro sul melo. Mollato il mantra no euro, adesso che la Lega deve affrontare la stagione dei suoi congressi, deve dimostrare di essere diversa dagli altri, a cui chiedeva un passo indietro.

In un paese normale, qualcuno si sarebbe dimesso, perché è evidente che colpire Mantovani, l’area del centrodestra tradizionalmente vicina alla gestione della sanità, è quasi fisiologico. Ma colpire Garavaglia, dirottato dal Senato al Pirellone per le competenze notevoli in materia di economia, messo a fare da spalla al governatore, vuol dire indicare il presidente come soggetto fuori posto. Hanno aspettato l’Expo. Noi quanto aspetteremo per andare a votare? Dipende da quanta dignità c’è in gioco. Se poca o tanta, si può fare a meno di scriverlo, lo spiegano i fatti.

 Presidente Indipendenza Lombarda

 

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2 Commenti

  1. Cesare says:

    E allora un soggetto del genere come fa ad essere vicepresidente della Regione Lombardia ? Bobo riteneva che non avesse alcun conflitto di interesse ??
    Certo, esattamente come Silvio non credeva di averne quando diventò premier……..ma allora sono sempre gli stessi ………cosa è cambiato dai tempi di Bettino ????

    Nulla…..e mi vergogno di essere lombardo.

  2. max says:

    Imprenditore[modifica | modifica wikitesto]
    Nel 1990 fonda la onlus Sodalitas, che tra Bellaria e Igea Marina ha una serie di residenze e colonie estive.

    Nel 1996 apre la Fondazione Mantovani, specializzata nella costruzione e gestione di residenze sanitarie assistenziali per anziani. Con la nomina a sottosegretario nel 2008 lascia la presidenza della Fondazione Mantovani, lasciandone comunque la guida ai familiari[1].

    Mantovani detiene la società Immobiliare Vigevanese, oltre alla Fondazione Mantovani. Con la prima costruisce residenze socio-assistenziali e con la seconda gestisce quattro Rsa in provincia di Milano che sommate a quelle guidate da Sodalitas, fanno undici strutture e 830 posti letto, tutti accreditati nelle graduatorie di regione Lombardia. Gestisce inoltre 13 centri diurni per disabili gestiti per conto dell’Asl di Milano 1[2].

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