Lombardia, la Regione taglia le spese dei gruppi. Contro il M5S

di REDAZIONE

Il Consiglio regionale della Lombardia vara la sua spending review, con un taglio del 50% delle spese per i gruppi politici che portera’ a risparmiare circa 14 milioni ogni anno. E’ quanto prevede un progetto di legge approvato oggi in Aula, frutto di un accordo tra le forze politiche di maggioranza e opposizione ad eccezione dei nove consiglieri del Movimento 5 Stelle, unici ad esprimere voto contrario giudicando ”insufficiente il taglio dei costi della casta”. Un provvedimento accolto con soddisfazione dal governatore della Lombardia Roberto Maroni e dal presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, che lo definisce ”un segno di sobrieta’ in un momento difficile per il nostro Paese”. Dagli attuali 16.800 euro lordi mensili, lo stipendio per ogni consigliere passera’ a circa 10.500 euro lordi, che comprende 6.300 euro di indennita’ di carica e 4.200 euro di rimborsi forfettari. Tra i tagli, quelli delle spese per il personale e per il funzionamento dei gruppi, decurtate rispettivamente del 55,5% (da 9 milioni a 4 milioni annuali) e dell’86,4%.

Viene introdotta anche una sanzione giornaliera di 280 euro in caso di assenze non giustificate dei consiglieri nelle commissioni e in Consiglio, oltre a una riduzione delle poltrone di organismi come il Corecom che si occupa di vigilanza sulla comunicazione. Secondo i promotori del progetto di legge, che recepisce la spending review del Governo Monti gia’ applicata in altre regioni, il Consiglio avra’ un costo di un euro e 45 centesimi all’anno per ogni cittadino lombardo, uno dei piu’ bassi d’Italia. ”La nuova legge stabilisce una riduzione del 5% in piu’ rispetto alle richieste del decreto Monti”, spiega il capogruppo del Pdl Mauro Parolini, relatore del progetto di legge. ”Abbiamo dato un segnale ai cittadini lombardi – sottolinea il capogruppo del Pd Alessandro Alfieri – che va nel segno della responsabilita’ e della trasparenza”. Mentre secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato ”il mancato ostruzionismo del M5S prova la bonta’ del progetto di legge”.

Ora attraverso ordini del giorno approvati in Aula le forze politiche chiedono che parte dei fondi risparmiati vengano utilizzati a sostegno dei lavoratori delle piccole e medie imprese e per offrire tirocini ai giovani laureati, e che si applichi una spending review sull’intero sistema regionale con un tetto massimo agli stipendi dei dirigenti. ”Ci sono dei contratti e non possiamo decidere noi di tagliare gli stipendi – ha precisato Maroni -, metteremo mano anche a questo per ridurre i costi complessivi di gestione pero’ ci sono i lavoratori dipendenti che sono tutelati dai contratti che non possono essere violati”.

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