Lombardia, regione intorpidita piena di tanti poltronari sognanti

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Più ci penso e più mi convinco che finalmente la Lega ne ha combinata una giusta non presentandosi da Napolitano per le consultazioni, allo stesso tempo sulle montagne bergamasche ci sono fino a 7 metri di neve. Evidentemente i due fatti sono collegati, pertanto questo articolo più che un commento politico vuole lanciare un’accorata allerta meteo: occhio, che se entro i prossimi sei mesi ne fanno un’altra giusta scatta una nuova era glaciale, roba da renne in piazza Duomo e da pinguini in piazza San Marco.

In realtà qualunque padano con due dita di buon senso avrebbe capito che era meglio starsene a casa, ciò non toglie che la reazione stupita di Napolitano e lo sdegno rabbioso di Tabacci (leader politico italiano: nota dell’autore) costituiscano un’ottima prova del nove, una conferma alla bontà della scelta.

La Lega che non va da Napolitano dopo averlo rieletto e aver perso mille occasioni buone mi ricorda però quella squadra di calcio che, ultima in classifica dopo averle perse tutte, una domenica al novantesimo segna per caso un gollonzo e riesce persino a vincere una partita, così che i quattro tifosi rimasti sugli spalti si rotolano dalla gioia. Un attimo dopo questa inutile vittoria li costringe a rendesti conto ancor di più tristemente della quantità di occasioni mancate. Badate bene che non mi riferisco al 1996, quella è un’occasione ormai storica, in realtà la Lega sta perdendo tutt’ora grandissime occasioni, ad esempio l’anno scorso con lo spread a 580, ma anche quest’anno con lo spread a 180, dato che alla faccia dello spread le aziende chiudono, la gente non ha lavoro e le tasse sono alle stelle. Quale migliore occasione per scatenare un attacco frontale allo stato italiano? Catalani e Scozzesi non si sono fatti sfuggire l’occasione, mentre noi continuiamo a vivere in un paese con le tasse della Svezia e i servizi del terzo mondo, senza alcuna offesa per la Svezia.

Che la situazione sia grama lo testimoniano tanti piccoli fatti, penso al sindaco di Pandino che, come riportato su queste colonne, ha deciso di dimettersi perché è stufo di tassare e tagliare, tagliare e tassare e non ne può più di questo stato. Il sindaco di Pandino è stato eletto con una civica di centro sinistra, eppure ha fatto ciò che dovrebbero fare i sindaci della Lega, cui riconosco solo due opportunità: o piantare grane tutti i giorni a Roma o dimettersi rifiutandosi di diventare degli esattori italici.

Allo stesso modo pochi giorni fa il presidente del consiglio regionale lombardo Raffaele Cattaneo eletto con il PDL ha dichiarato: la Lombardia si svegli dall’intorpidimento cui ci costringe il clima attuale (…). In gioco in questo momento c’è la sopravvivenza stessa delle Regioni e delle autonomie locali. (…) Sull’onda degli scandali e dell’azzeramento dei costi della politica, stiamo assistendo inermi ad una ricentralizzazione formidabile dei poteri e ciò avviene nel torpore e nel silenzio delle autonomie locali. Non è un nuovo centralismo che potrà risolvere i problemi del Paese. Uno si immagina che a difendere perlomeno, e sottolineo perlomeno, le autonomie locali siano i politici leghisti, invece tocca ad uno del PDl far risuonare la sua voce in una regione intorpidita e inerme.

In sintesi vi sono sindaci di sinistra e politici di destra che si rendono conto della gravità della situazione in cui versa la nostra terra e assumano comportamenti para leghisti o simil leghisti e tutto ciò dimostra inequivocabilmente che in questo momento un partito seriamente indipendentista avrebbe davanti a sé interminati spazi da traversare tutti d’un fiato, spazi tanto ampi ove per poco il cor non si spaura come direbbe Leopardi.

Uno si immagina che in questi spazi scorazzino in lungo e in largo urlanti e vocianti orde di  barbari sognanti, ma in realtà di loro non vi è traccia alcuna, evidentemente non hanno puntato la sveglia e sono rimasti a letto, sognanti: si diceva per l’appunto di una regione intorpidita

Va detto però che vi sono ancora leghisti di buona volontà che nonostante la psichedelica dirigenza si ostinano a percorre le sterminate praterie che la situazione attuale mette loro a disposizione, leghisti che ancora combattono nonostante tutto e tutti, a loro va tutta la mia stima e il mio rispetto, oltre alla mia solidarietà e collaborazione, ma abbandonati dai loro capi in questi sterminati spazi mi ricordano tanto la particella di sodio che sconsolata chiedeva: io-uuu-uuuuu, c’è nessunoooooooo????????

Quanto dico è tanto evidente che persino il pacato Stefano Bruno Galli, che non è certo un odioso contestatore, né piantagrane rissoso come il sottoscritto, ma è consigliere regionale, per di più nelle file della lista Maroni ha definito minimo sindacale l’ordine del giorno approvato da Regione Lombardia in difesa delle autonomie locali: minimo sindacale!

Ha poi aggiunto che “la nostra Regione è oggetto di una permanente rapina fiscale, vengono messe in discussione le autonomie locali, viene contestato il Grande Nord che è l’unica locomotiva del Paese, lo Stato si appresta a cancellare il ruolo delle Regioni….e noi come replichiamo? L’atto virile della Lombardia sarebbe solo questo ordine del giorno in cui si auspica che sia “garantita alle Regioni la più ampia e concreta partecipazione al processo di riordino”? È come rispondere a un attacco di bombardieri usando la cerbottana”.

Cosa dire di più? Cosa dire di una regione intorpidita, di un partito guidato da assonnati barbari che giocano con la cerbottana, al confronto dei quali persino Stefani Bruno Galli con il suo mite aspetto sembra Konad il guerriero?

L’unica speranza ce la dà Renzi. Attenzione, non mi aspetto nulla di buono da Renzi, voglio dire che l’unica speranza viene dalla vicenda umana di Renzi, che in meno di un anno è stato capace di rottamare la classe dirigente del suo partito, se D’Alema non è più in parlamento è solo merito suo, di diventare segretario e di arrivare persino alla presidenza del consiglio. Insomma c’è speranza, possiamo sperare che da un momento all’altro arrivi un Renzi padano, che rottami tutti questi intorpiditi e sognanti poltronari, questa appassionati curatori di Expo e della sua mascotte Guagliò, insomma c’è la speranza che un bravo sindaco padano li mandi a casa tutti… batate bene un sindaco, ma non quello di Verona!

Fino ad allora meglio attrezzarsi, altro che catene da neve, meglio una slitta con i cani, non sia mai che i barbari dormienti in una crisi di sonnambulismo acuto riescano a farne due giuste di fila: nuova glaciazione in Padania!

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

6 Comments

  1. Edda says:

    Avreste criticato la Lega Nord sia che fosse andata da Napolitano sia che non ci fosse andata…

    • wert says:

      francamente se ha letto con attenzione almeno le prime due righe ho detto che ha fatto una cosa giusta, non mi sembra sia una critica.

      potrei rivoltare la frittata dicendo che lei avrebbe scritto lo stesso commento qualunque fosse stato il mio articolo. In ogni caso lei ritiene che la Lega attuale non sia criticabile? Ritiene che questa sia la migliore delle Leghe possibili? Beh, se ha questa idea evidentemente si è fin troppo immedesimata nel Candido di Voltaire e prima di rispondere a me che non sono nessuno dovrebbe incominciare a convincere Stefano Bruno Galli che pure è in consiglio regionale nella lista Maroni: è lui che ha parlato di minimo sindacale!!!!!!!!

      Cara signora Edda provi ad aprire gli occhi, vedrà che la Lega non è tutto oro anche se talvolta luccica e ricordi che il danno peggiore alla Lega e più in generale all’indipendenza della Padania lo fanno quelli che non criticano, quelli che dicono che va tutto bene e che semmai è sempre colpa degli altri.

      Infine le svelo un piccolo segreto, lei non ci crederà, ma io non ce l’ho con la Lega, ce l’ho e maledettamente con i dirigenti leghisti che sono da cacciar via a… diciamo in malo modo per come hanno ridotto la Lega, per le occasioni perse, per il tempo perso, ecc.

      Il leghismo esiste e resiste a dispetto della dirigenza.

  2. egenna says:

    Mi sembra più intorpidito l’articolista.
    Cordiali saluti

  3. Giovanni says:

    Bene Gianfrancesco, sono d’accordo
    La foto è quanto mai eloquente, è la precisa sintesi grafica di quanto hai scritto.
    In quello scatto fotografico si riassume il risultato e la storia di vent’anni di Lega a Roma

  4. indipendentista says:

    La “Lega” non va da Napolitano perchè in sua vece ci è andato di già il Berlusca, tutto qui.

Leave a Comment