Lombardia, politici capaci e indipendenza. Ma ndo vai se la banana non ce l’hai?

di CRISTINA MALAGUTI05Referendum-1

L’indipendenza o l’autonomia spinta o la voglia di secessione dalla burocrazia, da Roma, comunque la si voglia chiamare, che esce dal sondaggio Demos, non può fermarsi alla visione dell’indice che punta verso la luna. In parte è condivisibile la lettura morbida di Diamanti,a bocce ferme, sul sentimento che anima la rabbia indipendentista di una platea così ampia di cittadini. Che, se dovessero però essere chiamati a votare per un distacco, non si sa davvero come reagirebbero. Se quel sentimento avesse una coscienza così diffusa, la Lega sarebbe al 53 per cento in tutta Italia e avrebbe già raggiunto il sogno del Nord indipendente. Ma così non è.

Dalla questione settentrionale alle liste civiche

E allora, in queste circostanze, è forse necessario riflettere su quello che ha lasciato scritto la storia. Quella più recente, in Scozia, vede la trattativa vincere su tutto. In Catalogna la situazione è più complessa perché solo il 30% della popolazione ha votato per la consultazione che ha surrogato il mancato referendum. Per Mas la strada non è facile. Al Nord, a casa nostra, è ancora tutto molto ingessato. La questione settentrionale è a lato rispetto alla questione disoccupazione, immigrazione, nomadi e no euro. Battaglie nazionali che spingono su la Lega nei sondaggi e che portano Salvini stesso a pensare ad una sua lista, la Lista Salvini (sulla scorta dell’esperienza della Lista Tosi) nel centro e nel sud al posto di una Lega dei popoli più volte annunciata ma non ancora partorita. Si sono rotte le acque ma il pupo non esce.

 

Mancano i politici capaci

Alla politica dei territori si sostituisce la politica della rabbia. Ma c’è un dato che impone di pensare ulteriormente: gli elettori di area  Pd più Sel favorevoli ad un “fan culo” verso Roma e le sue menate istituzionali, per delle Regioni più libere, totalizza il 44 per cento. Non è poco. Vuol dire che il sentimento contro le regioni non è così negativo, nonostante la campagna sprechi, i tagli imposti da Renzi (“adesso disonesti mangioni tocca a voi”), e un processo mediatico e politico governativo di demonizzazione delle regioni, di delegittimazione del loro ruolo, non è proprio la condanna a morte del sistema regionale. Cosa manca? Mancano politici capaci, lo dice lo stesso sondaggio che venne realizzato nel marzo del 2014 dalla stessa Demos. Che forse vale più di tutti i numeri sui cui gli indipendentisti appassionati hanno concentrato le loro forze intellettuali e la speranza. Insomma, ma ndo vai se la banana non ce l’hai?indipendenza5

La libertà, insomma, è un arnese che va manipolato da chi sa gestirlo. Colpisce infatti che nel sondaggio invece recente di Demos, la fame di indipendenza o comunque di emancipazione da Roma sia sentito solo dal 35% degli interpellati lombardi.Ma come, proprio la Lombardia calca la scena della bella addormentata?

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2 Comments

  1. Un analisi perfetta..purtroppo la nostra classe imprenditoriale o dirigente che sia è troppo impegnata a baciare il culo alle istituzioni romane piuttosto che fare un vero e leale antagonismo politico sociale…che tristessa!!!!

  2. renato says:

    Ieri sera la TV ha trasmesso scene crude della protesta romana per il degrado grave di interi rioni ed altrettanto ha fatto vedere a Milano. Poco dopo era possibile vedere in TV ZEELIG, con una vasta platea stracolma di visi sereni e ridenti che mai potrebbero testimoniare di qualcosa che li preoccupi. Si dirà che dopo otto ore di lavoro ed il corollario di problemi che segnano la vita quotidiana uno debba (sic) avere il diritto di distrarsi. Probabilmente nessuno tra gli spettatori abita nei rioni malfamati e nessuno di loro ha voluto Pisapia sindaco di Milano. C’è sempre una giustificazione per tutto e, soprattutto, domani è un altro giorno.

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