Lombardia indipendente: dichiarazione dei diritti della Repubblica Federale

di STEFANO CRIPPA

“Potete spiegarmi perché dovrei sostituire un tiranno a tremila miglia di distanza, con tremila tiranni lontani soltanto un miglio? Un’assemblea democraticamente eletta può violare i diritti di un uomo quanto un Re”. Con queste parole, tratte da un famoso film, voglio farvi meditare su una questione fondamentale: il potere dato a certi uomini può violare certi diritti che la società, intesa come insieme di individui, nel suo insieme ritiene inalienabili? Come si possono tutelare questi diritti dai soprusi del governo? Se questi diritti vengono violati dal governo, che sia di un re o di un assemblea di rappresentanti, quali sono le conseguenze di un tale atto?

I governi sono stati creati dagli uomini per difendere determinati diritti e non per violarli, ma molto spesso questo non è stato possibile perché è proprio nella natura dello Stato allargare i propri ambiti di competenza azzerando quei diritti che doveva garantire trasformandosi, a quel punto, da un governo libero, nato da un patto tra individui, in una tirannide.

Per evitare questa trasformazione negli Stati Uniti i padri costituenti hanno posto dei “paletti” che il governo non poteva superare, tramite un documento di portata storica per la sua attualità anche al giorno d’oggi: il Bill of Rights (Dichiarazione dei Diritti).

In questa carta vengono stabiliti, come se fossero marchiati a fuoco nel cuore degli uomini, certi diritti che mai e poi mai potranno essere violati da nessun organo statale  e ogni tipo di violazione a questa carta giustificherebbe la resistenza, che può trasformarsi in diritto di secessione individuale o collettivo, verso il governo o qualsiasi altro organo dello Stato. Su questi sacri principi gli Stati della confederazione del Sud degli Stati Uniti dichiararono a suo tempo la secessione da Washington, ed è giunto il momento che anche noi Lombardi, ma non solo, ne invochiamo lo spirito per poterci affrancare da un governo che ci sta negando la vita, la libertà e la proprietà.

Premetto subito che io ritengo il referendum sull’indipendenza un passaggio obbligato, non tanto perché sia obbligatorio o scritto in qualche legge internazionale, ma perché ritengo che questa decisione non debba cadere sulla testa del nostro popolo come è avvenuto con l’unità d’Italia.

Bisogna, però… CONTINUA A LEGGERE QUI

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3 Comments

  1. MERY D'AMICO says:

    DI QUESTA ITALIA SIAMO TUTTI STUFI .ANCHE AZELIO CIAMPI EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ,HA SCRITTO UN LIBRO DAL TITOLO .QUESTA ITALIA NON MI PIACE…IL SUOLO IN CUI SIAMO NATI E VIVIAMO CI DELUDE SEMPRE PIU’ GIORNO,DOPO GIORNO..E NON ESISTE SEGNO DI MIGLIORAMENTO…

  2. MERY D'AMICO says:

    OGGI IN PRIMA PAGINA DE GIROLAMO..SE NE PARLA ANCHE TROPPO,CIO CHE IMPORTA LA STORTAGGINE TUTTA ITALIANA. MA COME .,SICILIA,I CAPI GRUPPO DI TUTTI I PARTITI SI AUMENTANO LO STIPENDIO DI BEN ,1,160 AL MESE,IL PENSIONATO CON PENSIONE MINIMA 6 EURO DI AUMENTO..IL LAZIO. 10 MILIONI DI EURO OGNI ANNO DI DEBITO CHE SU ACCUMULA SUL DEBITO ENORME GIà ESISTENTE..TORNANDO ALLA SICILIA.24MILA DIPENDENTI FORESTALI .MA CI PENSATE..TANTO POI I SOLDI ARRIVANO DA ROMA E CIè DA DAI MALLOPPI CHE ALTRE REGIONI PIU’VIRTUOSE SPEDISCONO E CHE SONO PARTE DELLE TASSE CHE PAGHIAMO ALLO STATO…

    CIAO A TUTTI CON L’INDIPENDENZA LOMBARDA

  3. Ottimo punto di partenza, da sviluppare.

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