Lombardia, industria in picchiata libera… Confindustria: “E a Roma stanno a guardare”

Crisi economica, borse in calo, crisi dell'euro

“I dati relativi al 2 trimestre presentati preoccupano ma non sorprendono: e’ ormai da un anno che gli industriali lanciano allarmi, spesso inascoltati, sul rallentamento della produzione e sul clima di sfiducia che avvolge l’impresa lombarda e italiana”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, commentando i dati congiunturali sulla produzione industriale.

“E’ innegabile che il rallentamento sia in gran parte dovuto alla forte dipendenza del modello lombardo dall’export – certificato dal calo al 38,7% della quota di fatturato estero sul totale – ha detto – la dipendenza dalla volatilita’ internazionale, l’incertezza generata dalla guerra dei dazi che al momento sta penalizzando l’Europa (in particolare la Germania con cui il nostro manifatturiero e’ strettamente interdipendente) e il rallentamento del settore automotive avrebbero dovuto spingerci gia’ da tempo ad attuare politiche espansive per stimolare la domanda interna ed aumentare la competitivita’ delle nostre industrie, anziche’ mettere una
tassa sullle auto prodotte in Italia. Va promosso un grande piano per i rilancio competitivo dell’automotive. Inoltre sono necessari: taglio del cuneo fiscale, investimenti in infrastrutture, eliminazione delle zavorre burocratiche che frenano la competitivita’”.

Secondo Bonometti “si e’ preferito rimandare le misure di sostegno allo sviluppo perdendo tempo prezioso e si sono introdotti provvedimenti di tipo assistenziale che creano debito, mentre mancano le misure per il rilancio della crescita. Tali scelte hanno avuto forti ripercussioni sugli investimenti e sulla fiducia: si sta fermando il motore della nostra economia, il settore industriale, e a Roma stanno a guardare. Gli imprenditori sono preoccupati perche’ non vedono nell’azione del Governo un
progetto per la competitivita’.

Sta prevalendo la logica del non fare che blocca il Paese e che costa moltissimo: basta guardare i casi delle infrastrutture e della normativa sull’end of waste. Due esempi emblematici sui quali si sta perdendo tempo, mentre le imprese vogliono un’azione decisa e concreta”. “Fortunatamente – conclude – le imprese lombarde possono contare su un sistema pubblico-privato che le sostiene e lavora
in sinergia. Tutto cio’ pero’ non basta: per le regioni virtuose come la Lombardia ci vuole l’Autonomia, per attuare il processo di semplificazione ed aumentare la competitivita’ dei territori. Gli imprenditori lombardi vogliono che questo processo vada avanti, per arrivare ad un risultato realmente positivo, senza compromessi al ribasso”.

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One Comment

  1. giancarlo RODEGHER says:

    E se i politici meridionali non capiscono una mazza????
    Abituati come sono da decenni ad avere risolti i problemi dei loro territori con i soldi del Nord ed il più delle volte non bastano perché vengono distolti o ” mangiati” altrimenti cosa possiamo fare?????
    Bisogna martellare incessantemente questi signori perché quello che non capiscono è che se il Nord va in crisi come già sta accadendo da diversi anni loro cosa pensano di fare?????????????
    E poi, siamo sicuri che abbiano capito a cosa serve l’autonomia o fanno finta di non capirlo???
    Una cosa è certa così come la barca non va…..non andrà ancora di più e finiremo di avere gente che rema contro ogni tentativo di ammodernare questo paese e renderlo più competitivo.
    Siamo alla resa dei conti, ma di quelli veri questa volta non immaginari. Siamo determinati a non mollare di un centimetro ciò che stabilisce la costituzione italiana, questa volta sì invocata anche da noi, quelli che lavorano e sudano e pagano tutte le tasse immonde di questo paese disgraziato in mano a politici di ieri e di oggi, burocrati e magistrati che sono diventati dei manipoli incontrollati e che esercitano i loro poteri e ordini in modo assolutamente ed ideologicamente fuori controllo.
    WSM

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