Lombardia: il ciclone giudiziario che può influenzare il voto “chiave”

di GIORGIO CALABRESI

Le inchieste giudiziare irrompono pesantemente nella campagna elettorale, ma è soprattutto la vicenda Finmeccanica, che ha portato  in carcere a Busto Arsizio l’ad e presidente della societa’ Giuseppe Orsi, ad agitare il mondo politico e gli effetti si sentono soprattutto in Lombardia dove in contemporanea e’ appunto arrivata la chiusura delle indagini sulla fondazione Maugeri, che coinvolge i vertici del Pirellone, a partire dal governatore uscente Roberto Formigoni, al quale viene contestata anche l’associazione a delinquere.Vero che è arrivata anche la condanna dell’ex governatore pugliese Raffaele Fitto, ma l’occhio del ciclone giudiziario è concentrato proprio in terra lombarda: solo un caso o qualcosa di più? I sospetti vengono a molti, quantomeno nella scelta dei tempi… D’altra parte è cosa risaputa che la partita politica che si gioca in Lombardia è la più delicata della prossima tornata elettorale. L’interrogativo che molti si pongono è se questi sviluppi giudiziari clamorosi avranno effetto sulle urne, ma senza sondaggi misurare questi effetti è per il momento impossibile.

Sotto i riflettori finisce soprattutto la Lega che attacca chi ”diffama” il partito, in una partita delicatissima per le sorti elettorali in Lombardia. Il centrosinistra parte a testa bassa contro Pdl e Lega parlando di ”di corruzione e malaffare”. E il centrodestra si lamenta di una giustizia ad orologeria. Ad esempio, Silvio Berlusconi ha parlato di una ”manina, anzi, manona giudiziaria che entra nella campagna elettorale”. E anche Roberto Maroni, candidato alle regionali di Lega e Pdl, ha difeso Formigoni sui tempi: ”Non sono complottista – ha detto -, pero’… e’ l’uso che si fa in campagna elettorale”. Ma e’ stato ancora piu’ deciso nel difendere se stesso e il suo partito per quanto riguarda la vicenda e prendendo le distanze dall’amministratore delegato incriminato: a conferire gli incarichi ad Orsi – ha spiegato- sono stati non il suo partito ma ”prima il governo Berlusconi e poi Monti”, quindi ha annunciato querele contro ”la banda dei diffamatori di professione”. ”Il procuratore di Napoli ha detto chiaro – ha spiegato Maroni – che la Lega non c’entra. C’e’ chi ha accusato la Lega ed e’ gia’ stato da me querelato”.

Secondo Nichi Vendola, il leader di Sel che ieri era a Milano, per i Barbari sognanti di Maroni ”quando si interrompe il sogno, inizia l’incubo”. Il segretario del Carroccio si e’ limitato a rispondergli che ”il sogno continua”. Ma a continuare sono state anche le polemiche. Per il capo dell’Udc, Pierferdinando Casini, si ”alimenta la sfiducia nella politica”. Secondo Antonio Di Pietro, vicende come Finmeccanica e Maugeri ”dimostrano che dal 17 febbraio 1992 nulla e’ cambiato”, insomma siamo ancora a Tangentopoli. E anche il candidato premier di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, e’ convinto che ci sia un ”filo rosso che lega tutte le ultime vicende italiane: la corruzione”. Un attacco, il suo, diretto anche al premier Mario Monti colpevole di non aver fatto dimettere prima Orsi. Responsabilita’ per cui il governo e’ stato chiamato in causa anche dalla segretaria Cgil Susanna Camusso. Il presidente del Consiglio si e’ difeso spiegando che sull’ad di Finmeccanica sono state esercitate ”tutte le pressioni possibili, compatibili con lo statuto di societa’ per azioni quotata in Borsa e con la situazione dell’inchiesta riguardante lo stesso Orsi”. E ha aggiunto di essere ”’certo che la magistratura fara’, come negli altri casi, il suo dovere”. Il Prof ha pero’ dimostrato un certa ”preoccupazione” per certe commistioni tra politica ed economia. Posizione diversa da quella del centrodestra. Angelino Alfano ha parlato di una ”politica industriale nelle mani dei pubblici ministeri” e ha difeso Formigoni perche’ considerarlo componente di una associazione a delinquere e’ ”folle e fuori dal mondo”.

Pero’ non servono le ”vie giudiziarie per cambiare pagina” secondo il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, venuto ieri in Lombardia per appoggiare il candidato del centrosinistra Umberto Ambrosoli. E proprio Ambrosoli ha definito la vicenda della fondazione Maugeri ”un campanello d’allarme gravissimo” che riguarda ”tutto il sistema della sanita’ in regione”.

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13 Comments

  1. wow says:

    Orsi in galera, a rischio contratti e commesse, ma ai lavoratori qualcuno ha pensato ?
    La magistratura si comporta come il coniuge cornuto/a che per vendicarsi del tradimento non trova di meglio che uccidere i propri figli

  2. andrea says:

    Non c’è giustizia ad orologeria, ci sono solo ruberie e corruzioni.
    Questo discorso Vale per tutti dal Pdl-lega al Pd.
    I due grandi schieramenti sono pieni di politicanti ladri.
    La verità vera è questa.
    Il nostro è diventato un paese indecente.
    Bisognerebbe azzerare tutto.

  3. lallo says:

    Ragazzi non è giustizia ad orologeria. Sono i 45 giorni nei quali, col parlamento chiuso ed il governo bloccato, non ci sono interferenze ‘esterne’. E i magistrati lo sanno.

  4. giuseppe says:

    E’ singolare che inchieste iniziate anni fa e in tempi diversi (Formigoni, Fitto, Orsi) finiscano la fase istruttoria con i rinvii a giudizio o emettano i giudizi di primo grado proprio ora alla vigilia di queste elezioni. Una simultaneità e tempestività straordinarie, considerando quanto le procure di tutta Italia siano intasate da inchieste, istruzioni e svolgimento d’innumeri processi penali a dir poco annosi.
    Un’over dose d’inchieste fatte con leggerezza ed evidentemente con altri fini che non siano l’assicurare alla giustizia dei corrotti (in diversi casi questo tipo d’inchieste sono, infatti, finite nel nulla di fatto) crea assuefazione nei cittadini che cominciano a dubitare anche dei magistrati inquirenti, a tutto discredito delle inchieste svolte seriamente e suffragate da indubbie prove di colpevolezza e non solo da più o meno fondati sospetti, puntualmente smontati dai magistrati giudicanti. E’ evidente che all’interno della casta politico-dirigenziale c’è un sistema di corruzione contro il quale si reagisce quanto meno girando la testa se non proprio proteggendo a prescindere gli adepti (vedi Monti, ma è solo un esempio, che ha riconfermato Orsi invece di dimetterlo). Tuttavia, se il problema è impedire che i sospetti siano eletti e sfuggano pertanto, almeno temporaneamente, alla giustizia, con l’aria che tira e con prove d’accusa ben fondate, dubito molto che il prossimo Parlamento si opporrebbe a eventuali richieste di autorizzazione a procedere contro dei parlamentari inquisiti.
    In conclusione, inutile nascondersi dietro una foglia di fico, anche se la casta se lo merita, questo sciame contemporaneo d’inchieste e procedimenti giudiziari alla vigilia delle elezioni odora proprio di giustizia a orologeria.

    • gianluca says:

      mettiamoci anche Mps, però…

      • giuseppe says:

        Certo, rimane comunque un’evidente giustizia a orologeria, che non tenendo conto di alcun criterio di opportunità, rischia seriamente d’influenzare l’esito delle elezioni, insinuando altresì il sospetto che tale tentativo scorretto sia stato premeditato.
        Il fatto che in qualche modo s’intravveda una parvenza di compensazione non tragga in inganno. Ciò potrebbe dimostrare che i magistrati inquirenti non guardano in faccia nessuno come pure che la lotta politica, fatta a suon di colpi bassi, si sia trasferita anche all’interno delle Procure, dove attitudini giacobine appaiono con fatica contenute da atteggiamenti più moderarti.

      • Gian says:

        Direttore occhio che Bersani ti sbrana!

        Peccato solo che da Siena nulla trapeli come invece avviene di solito, peccato solo che non sia stata disposta la perquisizione della sede del Pd come si è perquisita la sede della Lega e in particolare l’ufficio di Maroni per le quote latte!!!!

        Non dimentichiamoci anche che Vendola è stato assolto dalla stessa magistratura pugliese giusto in tempo per candidarsi alle primarie del Pd, Fitto è stato condannato giusto in tempo per perdere le elezioni, non dimentichiamoci che Errani non solo è stato assolto, ma ciò è avvenuto durante la campagna per le primarie, non dimentichiamo che una cinquantina di consiglieri regionali LOMBARDI di Lega e Pdl siano stati indagati il giorno prima della primarie del Pd in Lombardia, che caso, e che la notizia abbia avuto un clamore mediatico enorme, mentre quando hanno indagato tutti i consiglieri dell’opposizione è passata come sesta – settima notizia nei tg e non come notizia di apertura…

        poi non dimentichiamo le dichiarazioni di Stiffoni contro Maroni e rilasciate il 27 novembre ai magistrati, hanno dormito per 2 mesi e sono filtrate, ricordo che da Siena non filtra nulla, sulla stampa pochi giorni orsono nel pieno della campagna elettorale, che caso!!!
        Adesso ci mettiamo Fitto, Formigoni e Orsi che è dipinto come un leghista, non importa chi sia, quello che conta è dire che è vicino alla lega, se non è giustizia ad orologeria questa…

        dimenticavo, ma che fine ha fatto l’inchiesta sulla segretaria di Bersani?

        e Penati? nel dimenticatoio…

        • Ric-81 says:

          Concordo pienamente Gian, è sotto gli occhi di tutti, poi possono stare antipatici maroni formigoni ecc ecc ma questa magistratura politicizzata in Italia fa molta paura, molte persone che conosco fino a 5-10 anni fa difendevano i magistrati e la loro azione come fossero degli eroi oggi quelle persone la pensano esattamente come me.

          • Ferruccio says:

            Ric-81…ben ritornato…

            Anche Stefano Galli capogruppo della Lega Nord alla regione Lombardiala pensa come te ….a proposito salutami suo genero !!!!!! grande lavoratore padano ed esperto in consulenze ……

        • giuseppe says:

          La solerzia dei nostri inquirenti politicizzati è tale, poi, che non esitano a infangare gli avversari politici anche per ipotesi di corruzione internazionale (prassi questa evidentemente comune per oliare le dirigenze di molti paesi in via di sviluppo, più corrotte, se possibile, della nostra). Essi pongono a repentaglio le commesse delle nostre grandi aziende a partecipazione statale (Saipem, Finmeccanica) ottenendo, pur di spettacolarizzare le inchieste, l’interessante risultato che ora l’India, invece d’indagare i propri dirigenti corrotti per recuperare le tangenti da costoro incassate, interrompe i pagamenti degli elicotteri già consegnati. Certe inchieste che riguardano interessi nazionali dovrebbero esser fatte con cautela e non spiattellate ai quattro venti prima ancora della chiusura delle indagini solo per colpire qualche partito politico alla vigilia delle elezioni.

      • Lucky says:

        Da MPS non caveranno, volutamente, il classico ragno nel buco, pagheranno solo i loro dipendenti. Da tutto questo marasma ne guadagnerà l’orribile buffone ligure e i giacobini del PD, alias il voto trinariciuto, questi passeranno indenni se non rinforzati come hanno sempre fatto.

        Noi veneti, stavolta minuscolo, dimostriamo una volta di più che la polenta ci esce anche dalle orecchie, ci meritiamo di scomparire.

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