Lombardia: i montiani si spaccano sul voto disgiunto. Albertini isterico

di GIORGIO CALABRESI

Il voto in Lombardia fa nuove crepe tra i ‘montiani’. L’atto si e’ consumato ierinel corso della presentazione delle liste del Centro popolare lombardo, formazione cui hanno dato vita alcuni ex consiglieri dell’Udc per appoggiare il candidato di centro-sinistra al Pirellone, Umberto Ambrosoli (mentre il partito di Pier Ferdinando Casini appoggia ufficialmente il ‘montiano’ Gabriele Albertini). All’incontro, un gruppo di candidati alle politiche nella lista civica di Mario Monti, guidati dal capolista alla Camera in Trentino, Lorenzo Dellai, ha lanciato un appello al voto disgiunto: ‘Scelta civica’ alle politiche e Ambrosoli alle regionali. Alle spese del candidato ‘montiano’, Albertini che attacca, definendoli ‘pseudo-montiani’: “Se con questo pensano di dare una spinta in avanti ad Ambrosoli temo che l’unica loro spinta al candidato sara’ verso il burrone”, sostiene.

Non e’ la prima volta che questo succede. Ad aprire la polemiche era stato un tweet della capolista di ‘Scelta civica’ alla Camera nella circoscrizione Lombardia 1, Ilaria Borletti Buitoni, la quale aveva definito utile il voto disgiunto a favore dell’avvocato. Alla riunione di oggi, presenti altri candidati di ‘Scelta civica’ alla Camera. Come l’ex segretario provinciale milanese dell’Udc, Alessandro Sancino, secondo posto in lista nella circoscrizione Lombardia 3. Poi il presidente della Fondazione Etica, Gregorio Gitti, messo da Monti subito dopo Alberto Bombassei in Lombardia 2. Milena Santerini, terzo posto sempre in Lombardia 2, e Emanuela Baio, ex senatrice del Pd, poi confluita nel gruppo misto poi nel Terzo polo (Api-Fli-Cd), ricandidata da Monti al Senato.

“La presentazione del Centro popolare lombardo, che appoggia la candidatura di Umberto Ambrosoli, formazione da 0,2% negli ultimi sondaggi in Lombardia, non ha riservato sorprese: hanno sostenuto la necessita’ di votare la sinistra con tutti i suoi annessi e connessi estremisti”, replica Albertini, in una nota. “Abbiamo assistito alla sfilata dei reduci di una riserva indiana di pseudo montiani forse vittime di una sorta di sindrome di Stoccolma dovuta allo schieramento che li ospita”. “I cosiddetti montiani scesi in campo oggi sono ben noti alle cronache politiche – attacca -. Tanto che hanno dovuto chiedere il supporto di Lorenzo Dellai, politico di Trento che non mi risulta voti nella nostra Regione. Mi riferisco per esempio a Savino Pezzotta, che stamane ha usato parole di critica al presidente Monti degne di Fassina e Vendola. Parlo del prefetto Achille Serra, fino a poco tempo fa commissario anticorruzione per il Sindaco barricadero di Napoli Luigi De Magistris. A questi signori si aggiungono personaggi come Emanuela Baio e altri, la cui primogenitura e’ il Pd. Una sorta di richiamo alle origini”. “Bene, i nodi vengono al pettine – afferma -. Se con questo pensano di dare una spinta in avanti ad Ambrosoli temo che l’unica loro spinta al candidato sara’ verso il burrone. I nostri elettori mai seguiranno questi soloni da salotto che pensano di essere sempre piu’ intelligenti degli elettori e capaci di orientare il voto: non sono capaci di raccogliere neanche quello dei loro familiari. Il mio bacino elettorale e’ il centrodestra e, se costretti a decidere, i miei sostenitori mai voteranno Ambrosoli, collegato a Ingroia, Di Pietro, Vendola e i centri sociali. Sono sereno, continuo la nostra battaglia per la buona politica e contro gli inciuci preelettorali. Mai come oggi e’ vero lo slogan della nostra campagna elettorale: zero compromessi. E’ una questione di coerenza, gli elettori ci daranno ragione”.

Le tentazioni di un voto disgiunto mettono così a dura alla prova Mario Monti in Lombardia, dove gli elettori non solo decideranno chi sara’ il nuovo governatore ma probabilmente anche gli equilibri del prossimo Parlamento, e costringono il premier a intervenire. All’aumentare delle voci di alcuni dei suoi per un ‘voto utile’ a sinistra, che rischiano di dividere il fronte centrista, il premier ha dovuto intimare l’alt contro ”le alchimie elettorali” e ”i giochetti nell’urna”, perche’ il suo candidato e’ Gabriele Albertini e non Umberto Ambrosoli, che raggruppa invece le forze progressiste.

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One Comment

  1. bianucci says:

    La produzione culturale della lega è stata pari a zero in oltre 20 anni e quindi ha solo consumato idee di altri oltretutto sputtanando chi aveva cultura e capacitã. Anche per questo ora vatutto in merda, perche la claase dirigente è scadente perche chi è stato messo in posti visibili ha fallito o tradito. A produrre merda mica si diventa pasticceri a mettere somari in cattedra non si crea una università.

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