Lombardia: entro l’anno chiuderanno 2 mila negozi di abbigliamento

di REDAZIONE

In Lombardia entro fine anno potrebbero chiudere 1964 negozi di abbigliamento. Nel primo trimestre del 2013 hanno gia’ chiuso 491 imprese del settore. E’ quanto rileva Fismo Confesercenti Bergamo che constata come “anche il settore della moda sia in ginocchio” e lancia l’allarme ‘desertificazione’. “E’ un’emorragia gravissima, che mette a rischio – afferma – un’industria da 66,5 miliardi e gli effetti benefici del turismo per l’economia delle nostre citta’: i turisti dello shopping gia’ le saltano per dirigersi negli outlet”. Sempre secondo Confesercenti, alla fine del 2013, la spesa delle famiglie in abbigliamento sara’ scesa di 10 mld dal 2011: il calo piu’ consistente di sempre. Dopo la flessione di spesa del 10,2% in abbigliamento e calzature registrata nel 2012 (- 6,8 miliardi), a gennaio 2013, nonostante i saldi invernali, si e’ registrato un ulteriore -4,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

“Tra le imprese travolte dalla crisi del mercato interno, quelle della moda rischiano di pagare il dazio piu’ pesante: su un totale di 14.674 Pmi che – emerge dalle proiezioni di Fismo Confesercenti – scompariranno entro la fine del trimestre, quasi una su tre (4.171) sara’ un’impresa attiva nella distribuzione di abbigliamento”. “Il mercato – sostiene Orfeo Lumina, presidente della Fismo (Federazione italiana settore moda) di Bergamo – e’ cambiato: esige qualita’ dell’offerta, un servizio piu’ accurato per cogliere i bisogni della clientela, tenendo conto del loro diminuito potere di acquisto. I consumatori decidono cosa, come e dove acquistare. Tutto – aggiunge – cambia velocemente e sta alla categoria adattarsi per cogliere le nuove opportunita’”. Lumina consiglia di rinnovare le tecniche di vendita puntando su visual merchandising, uso intelligente dei social network e percorsi di accompagnamento all’innovazione dell’impresa.

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