La Lombardia dà in mano a cinesi e russi la gestione delle slot machine

di REDAZIONE200544828-001

Il mercato delle slot in Lombardia è in mano per il 22% a gestori cinesi e per il 15% a russi. E’ uno dei dati emersi durante l’audizione in Commissione Attività Produttive del Consiglio regionale lombardo, dei rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Associazione No Slot e di una psicoterapeuta esperta in ludopatia. Un confronto in merito al “Regolamento per l’accesso alle aree e ai locali per il gioco d’azzardo lecito”, elaborato dalla Giunta in applicazione della legge regionale 8/2013. Dall’audizione è emersa la sollecitazione a monitorare attentamente i flussi di denaro nei singoli esercizi.
A fronte della bozza di regolamento, che al momento prevede solamente che le aree slot siano indicate con del nastro adesivo a terra, la Commissione (che ha tempo per esprimere il parere fino al 31 ottobre), chiede interventi più restrittivi.
Giovanna Mavellia, segretario generale di Confcommercio Lombardia, ha ribadito la condivisione dei principi della legge e la disponibilità della categoria a collaborare per la prevenzione delle dipendenze, chiedendo però che non vi siano ulteriori oneri a carico degli esercenti. Marco Dotti e Simone Feder, dei movimenti no slot, a fronte di una rendita media mensile di 1500 euro a slot, hanno chiesto che nei locali vengano predisposte sale ad hoc per le slot machine, isolandole strutturalmente e applicando fin da subito forme di “distrazione” tra cui il collocamento di una macchina di fronte all`altra, il posizionamento di orologi e lo studio di una illuminazione che non favorisca l’estraniazione dell`utente.

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